Le borse di Gaya

Pezzi di stoffa e pensieri sconnessi

  • Home
  • Links
  • Listography
  • Tutorial
  • ?!? (me)

8

Jun

I turisti a Trinidad

Posted by Gaya  Published in Italiano, Uncategorized, deliri

A Trinidad ci sono innumerevoli specie di uccelli, farfalle, piante. Le acconciature delle persone raggiungono livelli di creatività che non credevo possibile. Persino la Fanta ha più gusti del normale, con Banana, uva e un ignobile “big red fruit” che non voglio mai più bere in vita mia. Solo una cosa è rarissima, al punto da renderne l’avvistamento quasi miracoloso: il turista. (parte la musica di Quark, narratore Piero Angela)

A Trinidad questa elusiva specie chiamata “turista” non arriva, la corrente migratoria li sposta in massa verso le altre isole caraibiche dotate di acque limpide e barriere coralline. Qualche turista migratore approda a Tobago, dove l’acqua è più trasparente e dove può assistere sulla spiaggia alla danza nuziale di una specie comune, il “maschio di Tobago”. Questo confonde la preda con sfoggio di muscoli, e dopo averla distratta la attacca privandola dei propri dollari. Nella foto potete ammirarne un esemplare in piena attività.

A Trinidad invece il turista arriva timidamente, e per difendersi dall’ambiente ostile viaggia unicamente in gruppo. I gruppi vengono formati all’arrivo presso l’isola, presso la struttura detta “aeroporto”, e non si scindono per alcun motivo. Vengono guidati da una figura locale che li traghetta da un posto all’altro senza perderne mai di vista nessuno, ben consapevole che le possibilità di sopravvivenza della specie lasciata a sé stessa sono praticamente nulle. L’unica occasione che si ha per avvistarne un individuo isolato è presso la loro nave madre, la cosiddetta “nave da crociera” dalla quale alcuni spauriti individui si allontanano per poi farne precipitosamente ritorno dopo aver sperimentato l’insidioso habitat. Va aggiunto che nonostante le guide in materia asseriscano che la specie locale parla inglese, la lingua con la quale si esprime non ha nulla a che fare con la lingua di Shakespeare né se è per questo con quella di Obama o quella che parlerebbe un ragazzo del Queens. Assomiglia forse a qualcosa che potrebbe biascicare uno scozzese dopo un considerevole numero di birre.
A riprova della scarsità di avvistamenti della specie turista nella capitale del paese sono presenti 3 negozi di souvenir in tutto, frequentati principalmente da turismo locale o sud americano. Presso Arima, quarta città in ordine di grandezza, sono convinta di esser stata l’unica persona non autoctona, e certamente l’unica con un tono di carnagione tendente più al panna che al cioccolato. La cosa che stupisce è però la totale mancanza di interesse della popolazione locale per questa rarissima specie. I locali non vi si avvicinano, non ne interpellano gli scarsi rappresentanti e nemmeno li fissano. Non cercano di vendere oggetti né servizi. Fondamentalmente ignorano del tutto la loro presenza rendendo la coabitazione più facile.
Chi invece non ignora assolutamente i turisti ma li trova particolarmente interessanti è la specie “zanzara” e “formica azzannatrice”.
Argh.

5 comments

4

Jun

Miss furbizia e la valigia per Trinidad

Posted by Gaya  Published in Italiano, Uncategorized, miss Furbizia

La nostra miss Furbizia era davvero incasinata nel periodo precedente alla partenza e ha fatto la valigia la sera prima di partire (si, lo so, sto già cominciando a cercare giustificazioni, me ne rendo conto. E so che me l’avevi detto Susy…). Ma lei è furba, lei viaggia da sempre, e non ha bisogno di lunghe preparazioni. Lei SA cosa portarsi e anzi, mezza valigia l’ha graziosamente prestata per portare materiale che serviva a Carlo x il suo corso. Tanto ricordiamoci che lei ha sempre viaggiato con solo il bagaglio a mano e quindi avere una valigia da spedire è un lusso fin eccessivo. Con notevole previsione ha anche ordinato online due guide, che però x mancanza di tempo non ha nemmeno letto.
Ma torniamo alla valigia: dentro ci sono finiti tutti i vari caricabatterie, creme, maschera e qualche vestito. E sulla situazione vestiti vorrei soffermarmi perché qui la nostra amica ha dato il meglio di sè. A Trinidad fa caldo, e su quello non ci si sbaglia, quindi vestiti leggeri: cannottierine e costumi da bagno, un paio di vestitini svolazzanti (che a Trieste non li riesce mai a mettere perché è troppo pallida e sono corti), un paio di pantaloni lunghi di cotone leggero e un set da trekking (nella vaghissima speranza di riuscire a fare un giretto) composto da pantaloni leggeri da escursione, scarpe da trekking e una maglietta. Sta via due settimane.

Dimenticavo: una felpa pesantina e la giacca impermeabile.

Partenza con sveglia alle 4, rapida doccia per svegliarsi e infilamento dei vestiti precedentemente lasciati fuori più o meno alla rinfusa: cannottierina, maglia di cotone leggero, salopette leggera (si, non è comodissima per motivi tecnici ma almeno non ha cinture che suonano). Ai piedi le teva (sandalo in gomma da sport). Tanto fa caldo lì dice miss furbizia, ma per il freddo triestino delle 4 del mattino branca a caso una felpa. Arrivata allo scalo di Monaco ringrazia tutti i santi per averla presa…
24 ore di viaggio tra aerei con aria condizionata a palla, aeroporti gelati, e trasferimento da un terminal all’altro a Miami con una botta di caldo umido simile a un asciugamano bagnato gettato addosso. Ma come fa il tipo figo di CSI Miami a girare sempre in giacca e cravatta stirato come fosse un modello appena uscito dal camerino?
Per andare in bagno data la salopette ha fatto interessanti evoluzioni e strip tease, ma almeno è passata incolume al controllo a Miami: tolte le scarpe a quel punto l’unica cosa metallica che poteva suonare erano due orecchini! Ma per sicurezza l’addetta ha controllato che fosse davvero un fazzoletto quello in tasca.

Arrivo al b&b quasi alla loro mezzanotte, che per lei erano… Le 5 di mattina? Ho perso un pò il senso del tempo.
Ma non divaghiamo, volevamo sottolineare la grande capacità organizzativa della nostra eroina in trasferta. Primo giorno, accompagna Carlo all’università dove deve tener il workshop e si mette i pantaloncini e LA maglietta, giusto per non sembrare troppo svestita. Visita guidata del dipartimento di fisica, occhieggia le ragazze che sono in jeans e magliette, molto più coperte di noi e decisamente meno appariscenti. Si mette a leggere finalmente la guida. Finisce sul capitolo “donne in viaggio da sole” (mitiche rough guides) dove mettono in guardia dai rischi legati a non essere accompagnate mentre si gira per Trinidad. A quanto pare il turismo sessuale femminile è comunissimo ai Caraibi (Cosaaa? potete anche chiamarla miss ingenua ora) e una donna sola viene vista subito come una possibile cliente e fermata con insinuazioni e inviti alquanto diretti. Soprattutto in spiaggia una donna sola è (quasi) sempre in cerca di sesso e diciamo che lo può trovare facilmente. La guida continua dicendo che se non è quello che volete, non andate in giro da sole e ovviamente non vestitevi con abitini scollati. Le donne locali fanno persino spesso il bagno con maglietta e pantaloncini.
A Miami avevo comprato una T-shirt al nipotino piccolo con un alligatore, ma mi sa che mi toccherà usarla io, e urge una visita a un negozietto per acquisire qualche capo di abbigliamento più consono. Per ora mi sa che io e la mia maglietta avremo un lungo periodo di frequentazione.

3 comments

5

Mar

Fiera Vicenza

Posted by Gaya  Published in Uncategorized

Pochissimo tempo per scrivervi, ma ho promesso un quick update ed eccomi: la fiera è abbastanza grande da girarla con calma tutto il giorno senza annoiarsi. Manca purtroppo Asola e Bottone, ma restano i punti fermi di filomania e Roberta de Marchi.
Simpatica la lotteria: compilata la cartolina che danno all’ingresso si gira la ruota e si ottiene (spesso) un premio. Noi abbiamo vinto degli adesivi, una figura in legno da dipingere e delle perline.
Unica nota negativa Filomania che ha finito nella giornata di ieri i sacchettini di stoffine, ma compensa la perdita lo stand di Filo di Arianna che aveva in vendita i mat della Milward a prezzi scandalosi: ci siamo portati a casa quello da 24″x36″ a 25 euro, una di quelle cose che ci faceva voglia da secoli e che si vede quasi solo sui tavoli dei negozi di stoffe.
Per le foto tocca aspettare domani, ma il nostro bottino era principalmente di stoffe (due progetti da finire, un po’ di sacchettini e qualche occasione) poi qualche sciocchezza dalla Opitec (25 nettapipe colorati a 1 euro), un paio di forbici, due braccialetti in pietre dure.
un bacio a Norma (che leggerà quando le risistemeranno il telefono povera!) e divertitevi, domani metterò un po’ di foto (vietatissime of course!)

3 comments

13

Jul

Per tenervi occupate

Posted by Gaya  Published in Uncategorized

Da All Dunn designs, una borsa semplice e carina, diversi modelli da Ottobre design

Accessori fashion: fascia per capelli (the long thread), copri tracolla per la macchina fotografica (Design sponge)


Per la casa una ciotola in stoffa (imagine fabric), e un sacco di fiori di carta da Folding trees

Powered by Qumana

no comment

2

Jul

Borse furbe

Posted by Gaya  Published in Uncategorized

Miss furbizia ha cucito una borsa con un manico particolarmente intelligente… Si capisce perché?

2 comments

28

Jun

Quack quack…

Posted by Gaya  Published in Uncategorized

Si migra, come le papere in autunno e i cetacei in cerca di krill.

Speriamo di non finire schiacciati sull’asfalto come i rospi che si allontanano dallo stagno, e di non esser distruttivi come le locuste…

Ok: cambiano gli indirizzi, ma i post restano deliranti. Ci vediamo su

www.borsedigaya.com

6 comments

The world is quiet here

Commenti

  • Gaya on Capatina in kayak a Veglia :)
  • Cristina on Capatina in kayak a Veglia :)
  • Gaya on Capatina in kayak a Veglia :)
  • Viviana on Capatina in kayak a Veglia :)
  • Gaya on Coperta patchwork for dummies!

Di che si parla?

Archivio storico!

Vuoi scrivermi?

Cliccami!

Pensavi di sfuggirmi?

Inserisci il tuo email e verrai avvisato quando aggiorno Le borse di Gaya!






skitch.com logo

Meta

  • Log in
  • Entries RSS
  • Comments RSS
  • WordPress.org

Recent Entries

  • Capatina in kayak a Veglia :)
  • Coperta patchwork for dummies!
  • Coperte e muffin d’estate
  • Coperte estive
  • Fiori di feltro
  • tagliuzzando stoffe
  • I turisti a Trinidad
  • Miss furbizia e la valigia per Trinidad
  • Patchwork…cos’èra?
  • Nuova coperta

Recent Comments

  • Gaya in Capatina in kayak a Veglia :)
  • Cristina in Capatina in kayak a Veglia :)
  • Gaya in Capatina in kayak a Veglia :)
  • Viviana in Capatina in kayak a Veglia :)
  • Gaya in Coperta patchwork for dummies!
  • Viviana in Coperta patchwork for dummies!
  • Jack in Scimmie di mare contro Artemia salina
  • Viviana in Coperta patchwork for dummies!
  • Gaya in Coperta patchwork for dummies!
  • franca in Coperta patchwork for dummies!
  • Random Selection of Posts

    • Iphoto 09…
    • Claudia's quilts
    • Il giorno del ricordo
    • Argh! Lo voglio!! E anche altri progetti sono bell…
    • Torte di feltro
    • Ospiti illustri!
    • Ok…
© 2008 Le borse di Gaya is proudly powered by WordPress
Theme designed by Roam2Rome