Il viaggio di Bilbo incomincia

Sul web potete vedere il trailer del primo episodio dello hobbit, che andrà in onda alla fine dell’anno.

E continuano i blocchi del mese di Fandom in stitches, due giorni fa è uscito il quarto, e stavolta cuciamo pungolo.

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mentre io arrancando sono riuscita a finire il terzo blocco, che è bellissimo e anche da solo fa un effettore.

Aveva una porta perfettamente rotonda come un oblò, dipinta di verde, con un lucido pomello d’ottone proprio nel mezzo.

Fino alla fine dei suoi giorni Bilbo non riuscì mai a ricordare come fece a trovarsi fuori casa, senza cappello, bastone, un po’ di denaro, o una qualsiasi di quelle cose che di solito portava con sé quando usciva, lasciando a metà la sua seconda colazione e senza sparecchiare, ficcando le chiavi in mano a Gandalf e correndo alla massima velocità consentitagli dai piedi lanosi giù per il viottolo, oltre il grande Mulino, al di là dell’Acqua e poi per un miglio e più. Era tutto ansimante quando arrivò a Lungacque proprio alle undici precise, e scoprì che era venuto via senza un fazzoletto!

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Mi sono divertita tantissimo a scegliere le stoffe e mi piace tanto quella per l’esterno della porta di Bilbo che doveva essere un bel verde brillante (con maniglia di ottone al centro ma quella non si vede). Lo si riesce a immaginare mentre corre per il viottolo, trafelato e confuso, giusto in braccio a quell’avventura che proprio non voleva.

Perchè non vi aggregate anche voi? Su, siamo solo al quarto blocco!!

Baci

Sbloggando dall’albergo

È arrivato l’autunno: vanno cambiati gli armadi mettendo via i vestitini di cotone e riscoprendo interessanti pantaloni che ci eravamo totalmente dimenticsti di aver comprato, si lotta con i primi raffreddori e con le routine da riprendere, si abbandona l’abbonamento alla palestra e i buoni propositi di fare esercizio (tanto la prova costume è lontaaana) e si riattacca il riscaldamento.
Dal alto positivo dell’autunno però ci consolano i colori delle foglie, le cioccolste calde e la fiera di Vicenza :D

Quest’anno fiera in gran stile, perchè bisogna festeggiare un compleanno con cifra tonda nel nostro gruppo di scalmanate, e quindi si esaudisce un desiderio e si va a Vicenza due giorni. Prenotazione in un albergo bellissimo (non per scialacquare, si sa che ogni euro speso è un euro in meno di stoffine, ma perchè prenotando tramite il web abbiamo trovato un quattro stelle allo stesso prezzo di un bed&breakfast) e si parte.

La fiera quest’anno è decisamente grande, nel padiglione maggiore occupa tutto lo spazio disponibile. Mia mamma (che ha un dono per brontolare) dice che non ha visto cose innovative e originali, sicuramente rispetto ad altri anni è meno monotematica, ricordo anni di sole perline o di maree di decoupage. Quest’anno il tema è il feltro ma non spopola così tanto.
Filomania delude un pò con i sacchetti di stoffe da campionario: pare volessero convincere gli italiani (con una quindicina di anni di ritardo) ad apprezzare Sesame street con una linea completa di stoffe di coockie monsters… Tentativo fallito pietosamente e il cesto di stoffe resta sempre pieno di papere gialle…
La mostra di patchwork è splendida, con quilt giapponesi da non credere, e sono apparsi anche degli stand di vendita di stoffe giapponesi, tra cui uno con una signora che mostra i furoshiki tra l’amminarazione generale.
Mancano alcuni nostri favourites: asola e bottone, con cui scambiavamo sempre due chiacchere volentieri, Dire fare quiltare e Home sweet home. Mi spiace non rivederli quest’anno.
Visto che abbiamo due giorni ci siamo trattenute ieri, preso qualche stoffina e poco più, io faccio la voglia come sempre della Big shot ma non so se cederò o se resterà anche quest’anno una chimera.
Sul piano corsi non ho visto cose esaltanti: molta pittura, perline, feltro.
Mille cartelli NON FOTO che danno veramente fastidio, pochi gentili che annunciano Se fotografate e vi piacciono le nostre cose ci fa piacere.
Suona la sveglia, ci prepariamo alla colazione e a un secondo giorno di fiera.  

I turisti a Trinidad

A Trinidad ci sono innumerevoli specie di uccelli, farfalle, piante. Le acconciature delle persone raggiungono livelli di creatività che non credevo possibile. Persino la Fanta ha più gusti del normale, con Banana, uva e un ignobile “big red fruit” che non voglio mai più bere in vita mia. Solo una cosa è rarissima, al punto da renderne l’avvistamento quasi miracoloso: il turista. (parte la musica di Quark, narratore Piero Angela)

A Trinidad questa elusiva specie chiamata “turista” non arriva, la corrente migratoria li sposta in massa verso le altre isole caraibiche dotate di acque limpide e barriere coralline. Qualche turista migratore approda a Tobago, dove l’acqua è più trasparente e dove può assistere sulla spiaggia alla danza nuziale di una specie comune, il “maschio di Tobago”. Questo confonde la preda con sfoggio di muscoli, e dopo averla distratta la attacca privandola dei propri dollari. Nella foto potete ammirarne un esemplare in piena attività.

A Trinidad invece il turista arriva timidamente, e per difendersi dall’ambiente ostile viaggia unicamente in gruppo. I gruppi vengono formati all’arrivo presso l’isola, presso la struttura detta “aeroporto”, e non si scindono per alcun motivo. Vengono guidati da una figura locale che li traghetta da un posto all’altro senza perderne mai di vista nessuno, ben consapevole che le possibilità di sopravvivenza della specie lasciata a sé stessa sono praticamente nulle. L’unica occasione che si ha per avvistarne un individuo isolato è presso la loro nave madre, la cosiddetta “nave da crociera” dalla quale alcuni spauriti individui si allontanano per poi farne precipitosamente ritorno dopo aver sperimentato l’insidioso habitat. Va aggiunto che nonostante le guide in materia asseriscano che la specie locale parla inglese, la lingua con la quale si esprime non ha nulla a che fare con la lingua di Shakespeare né se è per questo con quella di Obama o quella che parlerebbe un ragazzo del Queens. Assomiglia forse a qualcosa che potrebbe biascicare uno scozzese dopo un considerevole numero di birre.
A riprova della scarsità di avvistamenti della specie turista nella capitale del paese sono presenti 3 negozi di souvenir in tutto, frequentati principalmente da turismo locale o sud americano. Presso Arima, quarta città in ordine di grandezza, sono convinta di esser stata l’unica persona non autoctona, e certamente l’unica con un tono di carnagione tendente più al panna che al cioccolato. La cosa che stupisce è però la totale mancanza di interesse della popolazione locale per questa rarissima specie. I locali non vi si avvicinano, non ne interpellano gli scarsi rappresentanti e nemmeno li fissano. Non cercano di vendere oggetti né servizi. Fondamentalmente ignorano del tutto la loro presenza rendendo la coabitazione più facile.
Chi invece non ignora assolutamente i turisti ma li trova particolarmente interessanti è la specie “zanzara” e “formica azzannatrice”.
Argh.

Miss furbizia e la valigia per Trinidad

La nostra miss Furbizia era davvero incasinata nel periodo precedente alla partenza e ha fatto la valigia la sera prima di partire (si, lo so, sto già cominciando a cercare giustificazioni, me ne rendo conto. E so che me l’avevi detto Susy…). Ma lei è furba, lei viaggia da sempre, e non ha bisogno di lunghe preparazioni. Lei SA cosa portarsi e anzi, mezza valigia l’ha graziosamente prestata per portare materiale che serviva a Carlo x il suo corso. Tanto ricordiamoci che lei ha sempre viaggiato con solo il bagaglio a mano e quindi avere una valigia da spedire è un lusso fin eccessivo. Con notevole previsione ha anche ordinato online due guide, che però x mancanza di tempo non ha nemmeno letto.
Ma torniamo alla valigia: dentro ci sono finiti tutti i vari caricabatterie, creme, maschera e qualche vestito. E sulla situazione vestiti vorrei soffermarmi perché qui la nostra amica ha dato il meglio di sè. A Trinidad fa caldo, e su quello non ci si sbaglia, quindi vestiti leggeri: cannottierine e costumi da bagno, un paio di vestitini svolazzanti (che a Trieste non li riesce mai a mettere perché è troppo pallida e sono corti), un paio di pantaloni lunghi di cotone leggero e un set da trekking (nella vaghissima speranza di riuscire a fare un giretto) composto da pantaloni leggeri da escursione, scarpe da trekking e una maglietta. Sta via due settimane.

Dimenticavo: una felpa pesantina e la giacca impermeabile.

Partenza con sveglia alle 4, rapida doccia per svegliarsi e infilamento dei vestiti precedentemente lasciati fuori più o meno alla rinfusa: cannottierina, maglia di cotone leggero, salopette leggera (si, non è comodissima per motivi tecnici ma almeno non ha cinture che suonano). Ai piedi le teva (sandalo in gomma da sport). Tanto fa caldo lì dice miss furbizia, ma per il freddo triestino delle 4 del mattino branca a caso una felpa. Arrivata allo scalo di Monaco ringrazia tutti i santi per averla presa…
24 ore di viaggio tra aerei con aria condizionata a palla, aeroporti gelati, e trasferimento da un terminal all’altro a Miami con una botta di caldo umido simile a un asciugamano bagnato gettato addosso. Ma come fa il tipo figo di CSI Miami a girare sempre in giacca e cravatta stirato come fosse un modello appena uscito dal camerino?
Per andare in bagno data la salopette ha fatto interessanti evoluzioni e strip tease, ma almeno è passata incolume al controllo a Miami: tolte le scarpe a quel punto l’unica cosa metallica che poteva suonare erano due orecchini! Ma per sicurezza l’addetta ha controllato che fosse davvero un fazzoletto quello in tasca.

Arrivo al b&b quasi alla loro mezzanotte, che per lei erano… Le 5 di mattina? Ho perso un pò il senso del tempo.
Ma non divaghiamo, volevamo sottolineare la grande capacità organizzativa della nostra eroina in trasferta. Primo giorno, accompagna Carlo all’università dove deve tener il workshop e si mette i pantaloncini e LA maglietta, giusto per non sembrare troppo svestita. Visita guidata del dipartimento di fisica, occhieggia le ragazze che sono in jeans e magliette, molto più coperte di noi e decisamente meno appariscenti. Si mette a leggere finalmente la guida. Finisce sul capitolo “donne in viaggio da sole” (mitiche rough guides) dove mettono in guardia dai rischi legati a non essere accompagnate mentre si gira per Trinidad. A quanto pare il turismo sessuale femminile è comunissimo ai Caraibi (Cosaaa? potete anche chiamarla miss ingenua ora) e una donna sola viene vista subito come una possibile cliente e fermata con insinuazioni e inviti alquanto diretti. Soprattutto in spiaggia una donna sola è (quasi) sempre in cerca di sesso e diciamo che lo può trovare facilmente. La guida continua dicendo che se non è quello che volete, non andate in giro da sole e ovviamente non vestitevi con abitini scollati. Le donne locali fanno persino spesso il bagno con maglietta e pantaloncini.
A Miami avevo comprato una T-shirt al nipotino piccolo con un alligatore, ma mi sa che mi toccherà usarla io, e urge una visita a un negozietto per acquisire qualche capo di abbigliamento più consono. Per ora mi sa che io e la mia maglietta avremo un lungo periodo di frequentazione.

Fiera Vicenza

Pochissimo tempo per scrivervi, ma ho promesso un quick update ed eccomi: la fiera è abbastanza grande da girarla con calma tutto il giorno senza annoiarsi. Manca purtroppo Asola e Bottone, ma restano i punti fermi di filomania e Roberta de Marchi.
Simpatica la lotteria: compilata la cartolina che danno all’ingresso si gira la ruota e si ottiene (spesso) un premio. Noi abbiamo vinto degli adesivi, una figura in legno da dipingere e delle perline.
Unica nota negativa Filomania che ha finito nella giornata di ieri i sacchettini di stoffine, ma compensa la perdita lo stand di Filo di Arianna che aveva in vendita i mat della Milward a prezzi scandalosi: ci siamo portati a casa quello da 24″x36″ a 25 euro, una di quelle cose che ci faceva voglia da secoli e che si vede quasi solo sui tavoli dei negozi di stoffe.
Per le foto tocca aspettare domani, ma il nostro bottino era principalmente di stoffe (due progetti da finire, un po’ di sacchettini e qualche occasione) poi qualche sciocchezza dalla Opitec (25 nettapipe colorati a 1 euro), un paio di forbici, due braccialetti in pietre dure.
un bacio a Norma (che leggerà quando le risistemeranno il telefono povera!) e divertitevi, domani metterò un po’ di foto (vietatissime of course!)

Quack quack…

Si migra, come le papere in autunno e i cetacei in cerca di krill.

Speriamo di non finire schiacciati sull’asfalto come i rospi che si allontanano dallo stagno, e di non esser distruttivi come le locuste…

Ok: cambiano gli indirizzi, ma i post restano deliranti. Ci vediamo su

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