Un albero in fiore

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Rieccomi, per finire di raccontarvi la storia dell’albero fiorito. Fatta eccezione per i fiori grandi e le coccinelle tutti i fiori sono stati tagliati usando la mia amata Big shot con fustelle della sizzix. Per la precisione:

tattered florals 656640
flower layers #7 657108
flower layers #6 657051
flower layers #8 657109
Bird flower and leaf 657008
Flowers cottage trio 657110
Hearts 656334
Tattered leaves 656927 
Butterfly 657121

Here we go again, I have to tell you the rest of the story of my new quilt: A Garden of Flowers. With the only exception of the ladybugs and the bigger flowers (which were taken from the original pattern) all the flowers, hearts, butterflies and birds were cut using the Big shot, making it a very fast and accurate project. The dies we have used are the following:

tattered florals 656640
flower layers #7 657108
flower layers #6 657051
flower layers #8 657109
Bird flower and leaf 657008
Flowers cottage trio 657110
Hearts 656334
Tattered leaves 656927 
Butterfly 657121

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Vi dicevo che è stato un lavoro di gruppo, e che ho fatto lavorare (con la frusta!) un sacco di ragazze per finire in tempi record il top, ed eravamo arrivati al punto in cui mi portavo a casa il mio quilt da impunturare. Non ho citato i problemi per far cascare il bordo correttamente. Questa volta era un whole cloth quilt, quindi un unico pezzo di stoffa da bordare. Non avevamo mai provato prima e non è per nulla facile, tende ad andare tutto storto e far cadere i quadrati del bordo (3″x3″ finiti nel nostro caso) è stato quasi comico, con non so quanti tentativi di calcolo per decidere quanti quadrati dovessero esserci!

This was a group project, but the time was tight so I had to make everyone work like crazy! We only had one afternoon to work together on the top, so I could take it back home to finish the border and the quilting. I almost had to use a whip ;)
I had some problems making the border fit afterwards: I never had a whole cloth quilt to border and I found out it’s extremely difficult to square it. We chose a finished 3×3 scrap border and tried applying all the possible math until we got fed up and just went with trial and error.

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Ma la domanda ora è come quiltarlo. Cercando in internet ne ho trovate varie versioni: in un caso tutti i fiori venivano finiti con un punto cordoncino. L’effetto è molto “finito” e pulito ma è estremamente difficile mantenere un punto cordoncino pulito e uniforme quando bisogna girare angoli stretti come capita in alcuni dei miei fiori, e ci si mette davvero molto per finirlo. L’autrice ci ha messo 4 mesi per completarlo! Bocciato! Lazylab quilt company e pure una versione quiltata professionalmente (con una long arm) su Busy quilting.

Seconda opzioni: tutti i fiori vengono riempiti da un uniforme punto decorativo, uno stippling fitto fitto ad esempio. Anche qui l’effetto mi piace molto ma chi l’ha realizzato era l’autrice stessa. Di nuovo i tempi sono lunghissimi e per ottenere un bel risultato omogeneo ci vuole una macchina e una quilter migliore di me. Don’t look now

Terza opzione: un classico, si ricalcano i margini di ogni fiore una o più volt,e in modo da mantenere l’effetto della forma facendo pero’ un bel margine che ferma il fiore senza che si sfilacci. Tempi molto più ridotti, e margini ben fissati in modo che si possa lavarlo senza troppi patemi. Promosso! Ne vedete una versione su Plum Quilts!

Quindi si comincia, e visto il tipo di progetto e la relativa fretta Carlo si offre di aiutarmi, realizzandomi un meraviglioso tavolo per quiltatura in cui infilare la mia Borther sfruttando un ripiano avanzato dell’armadio! Lusso e stralusso, credetemi!

Then the problem was deciding how to quilt it. It’s a fairly common patten so I found many different versions of it. Lazylab quilt company used a satin stitch, and the effect is gorgeous and very polished, but it’s difficult to turn around very tight spots and it’s very very time consuming. The quilter took 4 months to finish it while I had a couple of days!  A similar effect is the one chosen by Busy quilting, but again she is a professiona long arm quilter, so no sense in competing with her!

Second option: the flowers are filled up with a tight stipple or some other kind of filler motif. This is what the author of the pattern (Don’t look now) chose to do but again it’s very long and I didn’t have that kind of time available.

Third option: an all time favorite. Just follow the borders of the appliquè pieces emphasizing the shapes and saving them from fraying. Easy and fast, my choice (and also that of Plum Quilts! if you want to have a look).

So here we are, ready to start, and with a new “gift” to try out. Carlo has found the time to make me a quilting table (using a discarded Ikea PAX shelf).

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L’unica parte che ho curato con molta più attenzione è stato il margine del tronco, perché in quel caso non avevamo usato una fliselina biadesiva ma solo la colla spray, quindi la preoccupazione che si sfilacciasse era maggiore. Ho usato uno dei punti decorativi della mia fedele Brother che fa un effetto stippling, così il margine cucito era più ampio.

The only part I quilted with much more care was the tree trunk. We did not use fusible web for this but just spray glue, so I was afraid it could fray. I used one of the decorative stitches of my brother (a stippling effect) to have a much larger sewn border.

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I fiori invece li ho quiltati seguendo i margini con un colore ton sur ton, sia per nascondere gli eventuali errori sia per un effetto cromatico carino. Con qualcuno mi sono divertita di più aggiungendo ghirigori vari.

The flowers were quilted just following the margins, using a similar color thread, but I had fun in some places and added some details, so it’s more like a “I spy” quilt.

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Le farfalle e le coccinelle ovviamente invece hanno avuto le loro belle antennine ricamate.

Obviously I added antennas to ladybugs and butterflies.

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La zona bianca però era troppo ampia, e per riempirla rapidamente ho optato per il buon vecchio stippling. Qui pero’ la mia macchina da cucire ha deciso di dare fourfait, e ha cominciato a rompere il filo, incasinare la tensione e in definitiva tirarmi scema.   Dopo un po’ di ore a scucire tutto quello che cucivo ho gettato la spugna, e sono andata da mia mamma a fregarmi la Viking che abbiamo avuto da mia zia. Una buona vecchia solidissima macchina che ha fatto tutto lo stippling del fondo senza lamentarsi. A dimostrazione del fatto che non ci vuole chissà quale attrezzatura (ma non toglietemi i miei guanti da giardinaggio gommosetti da 3-4€ che sembran nati per qualitare). Per fortuna la viking ha un braccio libero un po’ più stretto della mia Brother, quindi entrava seppur un po’ storta nella fessura del mio nuovo tavolo.

The white background was still too big to leave unquilted, so I decided for an easy wide stippling. But my sewing machine gave up, and I spent hours unpicking everything I tried sewing. I got fed up and stole my aunt’s Viking. An older, very reliable sewing machine that was up to the job. So you see, you really don’t need a fancy equipment to quilt (but don’t touch my gardening gloves that work perfectly as quilting gloves!) Luckily also the viking fits (a little awkwardly) in my quilting table.

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E quindi si continua, mandando alle altre ragazze le foto man mano per tenerle aggiornate.

So we start again, keeping the other girls updated with daily “good morning” pictures.

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E finalmente è ora di togliere le spille da balia!! Cercando di cacciare gli aiutanti pelosi che non vogliono sentir ragioni, per fortuna la destinataria non è allergica!!

And finally it’s time to take all the safety pins away. Trying to keep the furry friends at bay (luckily the owner is not allergic to cats!)

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E dopo aver tagliato tutti i fili pendenti me ne posso andare in Austria, lasciando a mia mamma il compito finale di fare il binding. La scelta è caduta sul bianco per non fare confusione, e mia mamma ha tagliato e cucito metri e metri di bordino per chiudere.

And after snipping all the loose threads it’s my turn to go on vacation, I’m off to Austria leaving the quilt with my mother that will bind it. We chose a white binding, and it took her ages to finish it. 

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Basta, la storia del quilt finisce con la consegna. Si riesce a combinare un incontro di gruppo che commuove la destinataria e riempie il nostro cuore di gioia.

Ma in realtà, come per ogni quilt, la storia è appena cominciata: ora che è con lei e le scalderà i piedini ovviamente, ma le farà anche compagnia, la farà sorridere si spera guardando i fiori colorati, le ricorderà che ci sono tante persone che le vogliono bene e che tifano sempre per lei. Così è la storia dei quilt fatti col cuore, perché nulla come un oggetto fatto a mano trasmette l’affetto di chi ci ha lavorato.


And now it’s time to give it to our friend. Me managed to be all there for this occasion, she was very moved, and it filled our hearts with joy.
So here ends the story of this quilt. But it’s not true, a quilt’s story is just starting out when the owner receives it. It will certainly keep her feet warm, but it will also keep her company, hopefully make her smile and always remember that we love her and are always at her side. This is the story of all hand made quilts, because nothing like a hand made object can carry with it the feelings of who created it.

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Vi lascio con una galleria di immagini scattate prima di consegnarlo, e i numeri finali:

  • 76 fiori
  • 14 cuori
  • 10 coccinelle
  • 9 foglie
  • 9 cerchietti
  • 6 farfalle
  • 3 uccellini
  • 1 sgorbietto
  • 1 gufo
Some more pictures and the final round up.
STARRING:
  • 76 flowers
  • 14 hearts
  • 10 ladybugs
  • 9 leaves
  • 9 circles
  • 6 butterlies
  • 3 birds
  • 1 sgorbietto
  • 1 owl

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Una giardino fiorito

Cosa fai quando una cara amica ti racconta che sta passando un brutto periodo? Ti preoccupi, ti scervelli per poter essere utile, e poi fai quello che alla fine sai fare meglio, cerchi di riportare un sorriso con un quilt.

La storia alla fine è tutta qui, ognuno cerca di fare il suo meglio, e a volte anche un sorriso strappato in un periodo buio puo’ essere una gran cosa. Quindi eccoci a pensare a un progetto adatto: deve essere rapido perché vogliamo cominci a far la sua magia e a creare sorrisi SUBITO, deve essere iper colorato, e dobbiamo essere in grado di crearlo insieme tra tante amiche che vogliono partecipare. Mi scervello, scarto progetti, pensiamo a un enorme girasole (e sulle nostre bacheche di Pinterest appaiono fiori gialli a non finire) poi la folgorazione. Un modello bello, allegro e felice che ho visto realizzato a Vicenza e che Viviana ha subito sgamato come un vecchio pattern australiano chiamato “Meg’s Garden”.

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Ce ne sono varie versioni online, persino monocromatiche (molto elegante ma non è certamente quello che vogliamo)

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E persino un pannello che ne ha copiato platealmente l’idea stampandola sulla flanella. 

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Del modello ci piacciono i fiori colorati, e del pannello il tronco un po’ più mosso, ma noi abbiamo fretta, e il top va completato in un pomeriggio, perché poi ci sono le ferie, molte vanno via e io ho bisogno di un po’ di giorni per quiltarlo prima di partire a mia volta per l’Austria. Quindi si usa la sizzix, compagna fedele di mille avventure.

E in un pomeriggio si stira fliselina a più non posso, si scelgono le stoffe più allegre e colorate e si taglia, taglia taglia. Poi tutto va stirato sul fondo, secondo una va fatto color nocciola come l’originale per far risaltare i colori, secondo altre bianca. Vince la maggioranza, si strappa la base e si dispongono i fiori. E poi stira, stira stira.

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Sposta quel fiore, non va lì! Non vedi che ce ne sono 2 rosa vicini! 

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Poi il tronco lo taglio io a mano libera (la fretta rende coraggiosi a volte!) e lo incolliamo con la colla spray in attesa della quiltatura. 

E sul fondo? Il nostro non avrà il bordo fiorito ma un alternarsi di quadrati bianchi e colorati, e un fondo netto non ci piace. Ci vanno dei bei cuori, perché il nostro albero mette radici nei cuori e nei pensieri d’affetto di tante amiche.

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Poi tante farfalle e coccinelle, come nel modello originale. E negli avanzi appare un ritaglio buffo, venuto per caso simile a un porcospino. Io lo voglio, un’altra lo getta sdegnosa definendolo ignobile sgorbietto. Lo ritroviamo dal pavimento, fuggito sotto un mobile.

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e di nascosto lo includo nel quilt finale.

Poi ci si saluta, chi va al mare, chi va all’estero. Ognuna con un pensiero per la nostra amica. Io invece mi porto via il top, e metto sotto anche mia mamma per fare il bordo.

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Sono soddisfatta, ho il top finito. Ho fatto lavorare tutte come matte ma è ora di riportarmelo a casa, insieme a un pile bianco preso per il suo retro perché vogliamo sia leggero e si possa usare subito.

Ora siamo io e te giardino fiorito. Anzi io, te, la mia macchina da cucire e mille metri di filo colorato per finire e trasformarti in un quilt. 

Ci vorranno svariati giorni, sudore, fili e due macchine da cucire in realtà per concludere il quilt. E lo vedrete (se non avete già visto l’ultimo mio video) nel prossimo post perché ve ne voglio ancora parlare e questo post sta diventando troppo lungo.