Prove fotografiche

Ho un obiettivo macro nuovo!!!!! E quindi vi sorbite i mie esperimenti del weekend. Un abbraccio e buon lunedì a tutti :)

DSC_1821.JPG DSC_1841.JPG DSC_1864.JPG DSC_1813.JPG DSC_1619.JPG DSC_1612.JPG

Per inciso le foto sono tutte non photo-shoppate, non lo dico perchè ne vada orgogliosa, ma solo come riferimento. Non ho avuto il tempo (nè ho l’abilità) di modificarle, sono solo giochi di profondità di campo.

In partenza

Un saluto prima di partire, me ne vò a visitare le Foreste Casentinesi in occasione del Censimento dei cervi. Considerando che non ho mai visto un cervo in natura nè visitato il parco in questione sono molto felice. Prometto foto al mio ritorno.

Intanto il giro di domenica scorsa in kayak in Val Cavanata

Google Earth.jpg

Google Earth-2.jpg

Non credete assolutamente alle velocità, quelle rilevate tramite gps sono sempre da prendere con le pinze.

Un po’ di questo, e un po’ di quello

Inizia settembre, e con settembre la scuola ovviamente. Ma anche i ritmi cambiano, le giornate diventano corte e in questo momento ho già piedi gelati. La scorsa domenica siamo stati in kayak, ma spero che le giornate settembrine riservino qualche altro giro senza dover usare maglie aggiuntive.

casoni aperti 2009.jpg

P9060016.JPG

La Madonnina di cui parlavo ha un suo bordino, ma aspetta di sapere di che dimensioni debba diventare.

P8270003.JPG

L’acquario procede, ed è popolato dalle più strane creature

P8160006.JPG P8230011.JPG

(ed il vetro è pure ben graffiato come noto dalla macro, ehm)

P8130016.JPG

Volevo aprire un blog sull’acquario in effetti, ma il mio amministratore personale si fa desiderare e continua a prendere tempo…

Scimmie di mare contro Artemia salina

Il salotto è un delirio, in via di miglioramento (lo scrivo solo a beneficio di Carlo che brontolerà leggendo) ma pur sempre un delirio.

Il colpevole è l’acquario, anche se dovrei parlare più correttamente degli acquari visto che si tratta di 2 acquari marini con annessa nursery e un acquario d’acqua dolce ora vuoto. Quelli marini sono rimasti vuoti per un anno e mezzo, finchè ci siamo decisi a rimetterli in funzione dopo innumerevoli progetti e miglioramenti. Ma perchè ne parlo? Perchè, sistemando scatoloni di pompe, pezzi di tubo, ventose e scatole di mangine ho trovato due buste di artemia salina a cui non avevo dato alcuna importanza. Finchè, presa dalla noia e pensando che potesse essere una buona idea farle schiudere per dare da mangiare qualcosa di più sostanzioso alle due mini seppie che al momento vagano nell’acquario, mi sono messa a cercare informazioni su come utilizzarli e ho scoperto che sono… le scimmie di mare.

200908091731.jpg

Ve le ricordate?

Ora navigo in rete tra il sacro e il profano. Da un lato chi ricorda con nostalgia le quarte di copertina dei fumetti degli anni 70 dove si poteva scegliere se acquistare loro o gli occhiali a raggi X, chi le ha ancora in cassetto intatte “cristallizzate in uno stato fossile di vita sospesa“, chi dopo poche ore le ha buttate nel water.

L’altro lato? Chi le coltiva per darle in cibo all’acquario: schiere di acquariofili che con vasche da schiusa acquistate o fatte in case dispensano utili consigli sul pH, la temperatura e la dimensione del contenitore in cui farle schiudere in maniera ottimale per ottenere il maggior numero di individui da utilizzare come mangime vivo per i Discus e affini.

200908100953.jpg

Ironico, da un lato sono trattati alla stregua di animali domestici, mitizzati come creature meravigliose con grandi sorrisi, troni e scettri. Per brevi periodi si possono anche introdurre in penne o orologi. Fatto che ha causato un tumulto in un forum di acquariologia, dove il solo pensiero è stato bollato come crudeltà agli animali, mentre l’allevamento degli stessi in bottiglie rovesciate con una fonte di luce per poterli attrarre e aspirare viene considerato un comportamento ideale. Per inciso dopo l’aspirazione gli acquariofili sciacquano l’artemia, la coprono di vitamine e la buttano in un acquario di acqua dolce dove viene addocchiata e mangiata dai pesci che la possono notare facilmente dato che, trovandosi in un ambiente con salinità troppo ridotta, si muove a scatti “agonizzanti”. Ma è più nobile dell’orologio. Mah.

200908100900.jpg

Ma torniamo all’artemia domestica, che mi ricorda tanto gli snorkies… “io so che qui sott’acqua la città degli snorkies sta…“, cercando in rete ho spolverato un mondo di memorabilia riguardanti l’allevamento in casa che si trovano ancora in vendita.

200908100908.jpg

Il kit completo con la vasca (notare le aree a lente per cercare di vedere le nostre nuove amiche, e il bambino occhialuto perfettamente in linea con l’ipotesi degli anni ’80 ancora dura a morire: per avere un interesse scientifico bisogna essere dotati di occhiali, possibilmente oversized e con montatura marrone)

Il già citato orologio

200908100923.jpg

Negli Stati Uniti pero’ il fenomeno dilaga ancora (inquietante il sito sull’adorazione delle scimmie di mare) e si trovano anche vasche eleganti da tenere in ufficio, per sfuggire allo stress aziendale e dedicarsi ai nostri amati animaletti.

200908100941.jpg

Ma poi la realtà supera la fantasia con ambienti urbani,

200908101015.jpg

Piccole spiagge (avete notato il cerchio in cui possono nuotare?)

200908101015.jpg

e galeoni con i nostri beneamini trasformati in acquanauti

200908101017.jpg

Una vasca di felicità, un circo a casa tua, animali domestici istantanei, le pubblicità del periodo sono notevoli, e c’è persino chi ha aperto un blog solo su di loro e chi propone vasche fai da te con lampadine

si muovono freneticamente, saltano e ballano tutto il giorno e fanno divertire!” “Vi mostreremo inoltre come insegnare loro ad obbedire ai vostri ordini ed eseguire esercizi come le foche ammaestrate!” Oggi la chiamerebbero pubblicità ingannevole.

Persa nel mondo di acquari a forma di galeone mi stavo dimenticando del lato scientifico del tutto. Basta cambiare la parola chiave da Scimmie di mare ad artemia salina e ci immerigiamo in un mondo completamente diverso. Parliamo di schiuditoi (professionali o fatti in casa), colture intensive, scopriamo che all’artemia poco importa del suo acquarietto con paesaggio marziano e che una bottiglia rovesciata e senza fondo fornisce un ambiente ideale, e dopo la schiusa si possono persino tenere in un catino in balcone. Ora ha persino un ciclo vitale (con 15 mute in pochi giorni) e delle necessità di pH.

200908101005.jpg

E quindi, chiudendo le fila di questo post, io dove mi metto? Come sempre nel mezzo. Ho sciolto del sale da cucina in una tanichetta di acqua di rubinetto lasciata ferma a sufficienza per far evaporare il cloro (circa 30gr/l), ci ho infilato un tubo di ossigenazione rubando una derivazione all’acquario e dopo qualche ora di ossigenazione (giusto per essere sicura di aver eliminato il cloro) ho versato la mia bustina. Non quella comprata sul sito, ma una molto meno misteriosa presa al negozio di animali per pochi euro.

E ora controllo la vasca con curiosità, al momento si vede solo una polverina in sospensione ma sono ottimista sui risultati. Risultati che in parte effettivamente metterò in acquario, dove verranno mangiati dai pesci (beh, dal singolo pesce, per ora c’è un minuscolo guatto e due seppie di circa 1cm) ma senza scatti agonizzanti visto che la salinità dell’acquario è la stessa della loro vasca. Non mi aspetto di addestrarli e non prenderò vasche con ambientazione, ma sono affascinata all’idea di riuscire a farli crescere e riprodurre. Se volte provare anche voi non serve ordinare il kit ufficiale: basta sale da cucina al posto della busta 1, lievito di birra (e le stesse alghe che crescono sulle pareti dell’acquario se posto al sole per qualche ora al giorno) al posto del cibo della busta 3 e un contenitore per l’acqua di qualsivoglia tipo. Ho ancora da capire il contenuto delle altre buste che si possono acquistare col kit super:

200908101100.jpg

Meriterebbero pero’ solo per le immagini sulle bustine… Si può anche comprare un estratto di banana (essendo scimmie, come si può evitare la classica banana?) e una busta che con la misteriosa dicitura “magia rossa” contiene un colorante che rende i crostacei più evidenti. Per inciso, sono io a vedere male o non mi torna il numero di zampe della signorina?

200908101103.jpg

Mi risulta del tutto misterioso il contenuto dela bustina “freccia di cupido” che dovrebbe trasformare il più timido scapolo in un maschio pronto a saltare sull’altare per poi fornire tonnellata di deliziosi bebè…

skitched-20090810-111423.jpg

Non ne avete abbastanza? Video, workshop per bambini, maniaci, scienza e il sito ufficiale

A voi decidere se volete uno schiuditoio e successivamente un allevamento di artemia salina o una nursery e una città di scimmie di mare.

Ipod, iphone e birdwatching

Avverto, trattasi di post di "nicchia" come si suol dire, adatto ai naturalisti patiti di tecnologia o i geek interessati alla natura. Io mi piazzo nell’area grigia in mezzo.

Sono appena tornata da un corso naturalistico con un sacco di birdwatching e, senza collegamento ad internet per una settimana, in un trasferimento in auto mi sono chiesta (a mo’ di illuminazione) "ma gli ipod e le guide da campo in che rapporto stanno?".

Mi spiego: classico dilemma di ogni naturalista è la guida da campo ideale da portarsi appresso. Ce ne sono di sintetiche e di completissime, rilegate e non, con foto a colori e disegni al tratto, di un gruppo di specie o generali.
Hanno solo una cosa in comune: pesano.
Se sei un birdwatcher esperto e monotematico magari porti solo la guida concisa sugli uccelli, ma poi passi sotto un albero e ti chiedi cosa sia, oppure vedi delle tracce nel fango e non ricordi come caspita fossero fatte quelle del tasso.  E poi ti svolazza una farfalla e ti sfugge il nome, e classicamente si posa su un bellissimo fiore rosa che si chiamava…. argh. E le guide sono splendide ma restano classicamente a casa!
L’ipod touch, o l’iphon,e permettono di portarsi sempre dietro una marea di informazioni, e c’è chi ha realizzato delle splendide guide proprio per questo supporto, che oltre a fornire immagini, descrizioni e chiavi per raggiungere la specie corretta, danno persino i canti di ogni uccello. Il tutto in poco più di 100gr…
Pronti al lato negativo della storia?? (oltre al prezzo del dispositivo, che pero’ potete giustificare anche con molte altre funzioni!) Ci sono solo per gli Stati Uniti per ora… sigh…
Io in ogni caso ve li propongo in carrellata, un po’ per far vedere cosa è possibile fare e un po’ nella speranza che qualcuno mi segnali che mi è sfuggita una versione europea, in fin dei conti il birdwatching in Inghilterra ad esempio va alla grande…

Cominciamo con il migliore in commercio, ibird: la guida da campo leggera come una piuma. La versione completa ha oltre 900 specie di uccello con foto, disegni, descrizioni, canti, abitudini, habitat… Il riconoscimento è aiutato da una schermata dove inserire informazioni sull’uccello in modo da andare via via a restringere il numero di "candidati": colore principale, tipo di becco, portamento, luogo in cui l’abbiamo avvistato… Il tutto per 24euro, con versioni ridotte a 8 euro. E una versione gratuita con 15 uccelli giusto per farti venir voglia. Tutte specie del nord america ovviamente. Sigh

La Peterson Guide ha creato invece due guide specifiche
birds of prey e backyard birds, per 3$ vi infilate in tasca 65 rapaci oppure 122 uccelli da giardino con tutte le informazioni del caso e le schede con la distribuzione con suoni e quiz. Sempre nord america. Avevamo dubbi?

Con Birds, oltre 300 specie per 10$, si possono aggiungere le proprie note e le coordinate gps di dove è stato avvistato. Non è fantastico??? Lo devo aggiungere di nuovo che sono solo specie del Nord America o è superfluo?
Cambiando argomento c’è anche iplant, con centinaia di schede di piante, per 1,50 euro… un caffè nel bar costoso? Dà anche info sugli utilizzi e foto a colori, e non necessita di collegamento ad internet.

E le Natural guides che toccano un po’ tutti gli argomenti per 5$ (tracce, insetti, piante), meno curate ma sempre interessanti da sfogliare.

Oppure ci sono quelle con solo le farfalle, i fiori selvatici…e tra poco il riconoscimento tramite la foto della foglia.

E per l’Europa?
Tocca accontentarsi di una raccolta di canti, e un filmato di 16 ore divisi per capitoletti per ogni specie… oltre a una guidina con le farfalle dell’Irlanda e UK.

Non è che la De Agostini, la Zanichelli o ancor meglio la Muzzio hanno intenzione di regalarci la possibilità di acquistare qualcosa di simile?

Powered by Qumana

Gulp

Dopo una settimana impegnatissima posso dirvi che Miss Furbizia ha imparato che:

  • i lavori in casa che includono pittura e attrezzi si sa quando iniziano ma non si sa quando finiscono (bella scoperta direte voi…)
  • gli ulivi sono grandi, e hanno milioni di milioni di olive. Queste poi scompaiono in una dimensione parallela durante la caduta e nella rete ce ne sono pochissime rispetto alle migliaia sgranate (o ingrumate come dicono qui)
  • gli ulivi sono traditori, sembrano innocui ma nascondono mille insidie…

    • rami traditori che si infilano nelle orecchie
    • rami traditorissimi che riescono a finirti pure nel naso creando una situazione splatter di sanguinamento prolungato e copioso stile set di Dario Argento
    • rami traditerrimi che ti finiscono negli occhi
    • grosse olive micidiali che con precisione millimetrica ti cascano in un occhio
    • piccole olive gelide che si infilano nel colletto e giù fino al reggiseno…
    • cavellette verdi che si nascondono tra le foglie
  • L’olio di oliva è prezioso (visto il lavoro che ci sta dietro di raccolta) e quasi quasi d’ora in poi nemmeno lo userò più!


A breve (dopo il cambio di Hard disk del mio portatile che mi innervosisxe alquanto) altri post sui lavori in casa e altre foto di olive (quello dopo il ritrovamento della mia macchian fotografica che ho disperso in casa…)

Powered by Qumana