si cresce…

No, non ho cambiato computer (che è un 15″ come riferimento) semplicemente questo è l’effetto di  5 mesi di ciotole abbondanti (nonostante sono certa che se chiedeste a Lisert lui sarebbe pronti a giurarvi che le ciotole sono sempre mezze vuote!)

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Come dare una pillola al gatto (ovvero, come ti frego il felino reticente)

Nuovo gatto=nuovi problemi, e questo va da sè. Se poi il gatto in questione viene dalla strada ed è pure pulcioso è ovvio che si prospetta all’orizzonte un problema abbastanza “verminoso”.

Per farla meno ironica, il nuovo gattino è arrivato con un carico di ben poco graditi ascaridi e coccidi, e li ha passati all’altra gatta di casa. Terapia: una pillola al giorno per una dozzina di giorni. Conoscendo la gatta di casa, mi sono sentita male.

Mentre il piccoletto è affamato e pronto a provare qualsiasi cosa gli si metta davanti al muso, la gatta di casa è molto più sospettosa e rifiuta qualsiasi profferta alimentare che non la convinca. Un giorno l’ho imbrogliata con la salsiccia “corretta”, un paio di giorni ho provato (per la frustrazione) con la maniere forti ma ho ottenuto una mano a brandelli, una gatta stressata e pezzi di pillola su tutto il pavimento.

Per fortuna ho avuto un’illuminazione che mi ha permesso di farle ingoiare tutte le pillole richieste in maniera non violenta e anzi, ritrovandomi con un gatto soddisfatto che si lecca i baffi!

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Il segreto sono queste barrette di carne che vendono nei negozi di animali, io ho comprato questa marca ma sono tutte molto simili. Il mio negoziante mi ha spiegato che la qualità degli ingredienti di queste è infinitamente migliore di quelle della Whiskas che già avevo a casa e con cui avevo sperimentato con successo il giorno prima, tale era il suo entusiasmo che non ho avuto il coraggio di stroncarlo spiegandoli che in quell’occasione mi andava bene anche se fossero state di Tofu o di plastica, bastava che il dannato felino le ingoiasse.IMG 6344

Il sistema è banale: staccatene un pezzo e infilate la pillola (o mezza pillola nel mio caso, mettendola intera non sarei riuscita a nasconderla) senza rompere la barretta. Se la tagliate o spezzate sarà difficile poi richiuderla. Tendenzialmente l’odore di queste barrette è talmente appetitoso che non le masticano nemmeno, ma nel caso lo facessero una barretta aperta e richiusa tenderebbe a riaprirsi e il felino sospettoso mangerebbe l’esterno lasciandovi la pillola sul pavimento.

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Ed è tutto: basta premere un po’ i margini per richiuderla, l’odore della carne è talmente allettante che nemmeno la reticente gattaccia di casa ha avuto alcun ripensamento e ha ingoiato tutte le sue pillole ogni singolo giorno senza proteste. Testato su 3 gatti per ora ho un successo del 100% (ma il gattino nuovo conta poco, lui ti ingoia anche il dito se glielo tieni vicino abbastanza a lungo!). 

La foto dell’effettiva operazione di somministrazione è un po’ mossa ma purtroppo ero sola e con era facile tener ferma la macchina fotografica mentre la gatta cercava di strapparmi di mano il boccone.

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Se lo provate fatemelo sapere, avrei voluto pensarci prima, i vari tentativi fatti sino ad ora di blandire gatti con macinato, spuntì al tonno, salmone o ripieno di salsiccia sono stati spesso frustranti e i tentativi di darla forzatamente sono invece stati dolorosi! Spero di aver risparmiato fatica e problemi a qualcuno. Ho visto che in america vendono della Greenies dei croccanti con il foro proprio studiati per somministrare le pillole. Non li ho mai visti in vendita qui, ma in ogni caso il sistema casalingo è altrettanto efficace.

E per la risata finale, vi lascio un po’ di decaloghi comici su come dare le pillole ai gatti

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mi presento

Mi avete visto apparire nei vari video e su facebook, ma non mi avevano ancora presentato ufficialmente e non mi pare una cosa seria. Quindi eccomi qui per le presentazioni ufficiali: come ben vedete sono uno spettacoloso sorianino, quando mi hanno trovato avevo circa un mese ma ora sono cresciuto e dalla taglia dei miei zampetti sembra che continuerò a crescere per un bel po’.

La mia storia è uguale a quella di mille gattini come me purtroppo: ci tengono un po’ e poi ci abbandonano. Ma alcuni umani hanno un po’ più di testa e scelgono di lasciarci ai gattili o almeno vicino alle case dove potremmo avere una buona possibilità di cavarcela. L’umano che mi aveva invece ha pensato di lasciarmi vicino al casello autostradale. Una paura che non vi dico: solo soletto, con tutti quei rumori, i tir vicini vicini, la puzza di tubi di scarico e poi stava diventando buio. Io piagnucolavo ma chi vuoi che mi senta con tutto quel casino?
Ma a volte il destino ci mette il naso, o forse la mia divinità Bastet, in ogni caso proprio in quel momento passano quei due umani strani. Pensate, lei aveva un vestitino carino estivo e poi portava gli stivali di gomma! Lui aveva in mano strani retini e contenitori con acqua e piante. Beh, mi hanno sentito e mi sono venuti a cercare.
Io mica mi fidavo, ma poi ho sentito quella con il vestitino che mi prometteva latte caldo e non sono riuscito a resistere. Mi sono fatto prendere e mi hanno portato in una macchina ma stavolta stavo dentro, non fuori :)
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Poi ho conosciuto la Pisqua, un grosso gattone bianco e nero che mi ha guardato con sospetto ma non mi ha trattato male. Mi hanno spulciato (effettivamente mi grattavano un po’ quelle bestiaccie) e dato il latte tiepido che mi avevano promesso. Poi ho trovato un sacco di posticini comodi e caldi dove dormire, ho conosciuto il mega gattone nero di nome Ciro che mi ha accolto benissimo, ho scoperto delle cose buonissime da mangiare…
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Quella col vestitino all’inizio diceva che mi avrebbe trovato una casa diversa, con qualcun’altra, ma poi io l’ho guardato con i miei occhini e le ho mostrato le mie zampotte fuffettose e ha ceduto, nessuno mi muove da qui ora! E poi sono indispensabile: sistemo la macchina da cucire e sono un programmatore in erba.
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Si, Bastet è stata proprio brava quella sera :)

Ora scusatemi ma è stancante raccontare tutta la mia storia, credo mi farò un pisolino…wpid-IMG_6099-2012-10-21-22-022.jpg
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Qui, siamo tutti matti. Io sono matta, tu sei matta.

Quando Alice cade nella buca del coniglio gli incontri che fa sono tutti incredibili: il Brucaliffo, che fuma creando tutte le lettere dell’alfabeto, la Regina di cuori che vuole decapitarla, il leprotto bisestili (la cui passione per il thè me lo rende estremamente simpatico), ma lo stregatto ha un posto particolare nel mio cuore.

In primo luogo perché gatto, e poi per il suo sorriso enigmatico, l’ultima cosa a sparire quando saluta Alice.

E se volete realizzarlo con la stoffa, vi ho preparato il modello, che potete scariare gratuitamente da me o da fandom in stitches. Io l’ho cucito co lo sfondo nero come le pupille, ma anche su fondo di colore contrastante rende lo sguardo folle folle.

Facile facile, se lo realizzate mandatemi una foto!!

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E ti sarai accorta che in fondo sono mezzo svanito anch’io! (Stregatto)

Quilt bestiali!

Come vi dicevo, d’estate c’è fermento nella rete :) Oggi ho scoperto questo concorso he sembra fatto apposta per me: bestie e quilt. Per partecipare bisogna pubblicare una foto della propria pelosa metà (ma può essere anche pennuta o squamata) con un quilt, e per l’altra categoria un quilt con una bestia (in questo caso qualsiasi bestiola è ammessa, basta rientri nel regno animale). Verrà fatto un mega link party e ci sono anche dei premi in palio.

Pronti a scattare? Lo sapete che i gatti con i quilt sono un must, non fatevi pregare!!

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Qui tutte le notizie, e qui i links ai partecipanti dell’anno scorso. Venghino bestiole venghino!!!

Pisquano in tecnicolor….

Prendi un gatto, non particolarmente sveglio a dire il vero, non per nulla qui lo si chiama Pisquano. Un gatto che staziona sempre in bagno e ha già la strana abitudine di strusciarsi sul mocio e spiaccicarsi sul pavimento dopo che abbiamo passato la candeggina (?)

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Prendi una palette 120 colori, ottenuta tra le altre cose tramite ebay, miracolosamente senza passare per la stangata della dogana.

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Ecco, siete già preoccupati?

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La gatta resta sola a casa e fa crollare mezzo bagno, compresa la palette che è finita in frantumi sul pavimento (si sono sfacellate una decina di cialdine in maniera irrimediabile, sigh). Appena arrivati a casa e constatato il danno ho tirato su la mia povera palette, guardato con odio la bestiaccia e mi sono spostata a mettere su l’acqua per la pasta visto che era tardi per la cena, per poi tornare a pulire il pavimento. Ma questa strana creatura ci ha raggiunto dopo pochi minuti in cucina…

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La gatta deficiente si è strusciata su tutto il pavimento sporco, creando una splendida marezzatura in tecnicolor! Ora, io l’avrei anche lasciata così, costringendola a leccarsi per mesi, ma Carlo ha deciso che gli ombretti cinesi non sono idonei per l’ingestione, e che sicuramente le avrebbero fatto male. Quindi cosa fai? La copri di struccante? La radi? La tingi di bianco?

Nooo, la lavi nella doccia con sapone neutro, e la asciughi con un asciugamano in microfibra.

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E comunque non veniva via!!

Credetemi, non è stato divertente… eravamo noi più bagnati di lei, e non vi dico il bagno…. Quindi se mai avete da lavare un gatto coperto di ombretto consiglio una vasca, molta acqua tiepida, e sapone delicato (io avevo ancora del biancaneve, resta un gatto cretino ma almeno ora è profumato). Con una spugnetta e mooooolta pazienza si riesce a limitare i danni.