E il tempo passa

Siam qui, a distanza di un anno e mezzo dal post precedente ma qualcuno nel frattempo gentilmente ci ha pagato il web hosting quindi è solo questione di riprendere in mano i fili sconnessi e ricollegarli.

Non riassumerò il periodo che è trascorso dal post precedente perché sono semplicemente accadute troppe cose, di cui molte su cui non voglio proprio soffermarmi ma preferisco lasciar scorrere dietro di me.

Vediamo cosa dirvi di cosa è cambiato e cosa è rimasto.

Siam sempre io, il ratto Lisert e l’orrida Pisqua, ma adesso viviamo in una casa nuova con il giardino. Lisert ancora non ci crede e mi guarda con occhioni speranzosi ogni mattina cercando di fiondarsi fuori dalla porta per correre nel prato. Non mi ero mai resa conto che un gatto d’appartamento spesso nemmeno ha lo spazio per correre, e lui ha tutta l’intenzione di sfruttare al massimo le sue nuove opportunità. La Pasqua è come sempre bastarda ed esce raramente, si lamenta per la gabbietta mai sufficientemente pulita e il cibo che non è mai di suo gusto.

Ho cambiato lavoro, mi occupo ancora di didattica ma ora più legata alle riserve naturali. Sempre a singhiozzo ma non mi lamento, ho fatto giardinaggio, monitoraggio e spalato fango negli stagni.

Mi occupo anche di tecnologia e vado ancora alle fiere, ho imparato a far la malta, a tirar i tubi dell’impianto elettrico, a usar la flex, il tornio, il trapano demolitore e la levigatrice. Ma lo lasco anche far a qualcun’ altro se possibile. Salvo il tornio che mi piace da morire e che sto approfondendo ;)

Cucio praticamente zero! Mi era passata proprio la voglia, ma grazie a una splendida bimba di cui sono madrina di battesimo ho ripreso a far qualcosa. Mi son divertita a realizzare qualche pagina di un quiet book, e lo consiglio a tutti. Son progetti rapidi e di gran soddisfazione, in un pomeriggio puoi far una o più pagine e ha spazio per usare tutte le decorazioni che compriamo e mettiamo da parte per “prima o poi”.

Ho risistemato il mio portatile e forse riuscirò anche a rimettere i software per fare modelli a paper piecing, quelli pubblicati anni fa fanno ancora furore e mi sembra doveroso riprenderli in mano. Avevo un progetto ben avviato di un block of the month dedicato al mio scrittore preferito che ne frattempo se n’è andato, e vorrei pubblicarlo in suo ricordo. Chissà se ritrovo i file..

Direi che sia tutto quel che meriti raccontare, vi lascio con una carrellata delle foto del mio quiet book per Irene, ho ancora tantissime idee per pagine da aggiungere, quindi ho deciso di non farlo rilegato ma di unir le singole pagine finite con un anello, in modo da poterle spostare e aggiungere. Chissà se riesco a fare una natalizia che si illumina…

Un abbraccio a chi passa di qua, grazie

 

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Io cucio in italiano… reprise

Buondì a tutti :)

Ho centinaia di post arretrati (e un sacco di cose da dovervi raccontare con calma!) ma iniziamo con calma. 

Son felicissima che il blocco del microscopio vi sia piaciuto, trovar il tempo di farlo non è stato semplice. Son sempre di corsa, torno a casa la sera troppo tardi e non ho alcuna voglia di mettermi a cucire o disegnare. Ma mi son intestardita a voler partecipare al blog hop di Soma perché lei è sempre tanto gentile e mi ha invitata personalmente ogni volta che organizzava un’attività. Quindi il mio microscopio è nato, e per la cronaca è anche su Craftsy

Source: Under the microscope via borsedigaya on Craftsy

Ma torniamo al titolo, mi avete segnalato giustamente che il mio progetto di raccolta blog “Io cucio in italiano” non è più editabile e non si possono aggiungere link. Purtroppo il servizio che avevo scelto, Inlinkz, ha cambiato regole e ora è necessaro un account a pagamento per mantenere la lista editabile oltre un certo periodo di tempo.

Quindi mi spiace ma non posso sistemare la lista: le 112 persone che si sono già iscritte restano visibili, sto cercando di capire se ci sono degli altri servizi simili o se è necessario che crei io una lista in html. Avrei preferito evitarlo perché preferivo fossero le persone a iscriversi e non io ad aggiungerle, ma vedremo che si puo’ fare.

In ogni caso sappiate che ci sto lavorando, e se avete link da aggiungere mandatemi un’email (non commenti sul blog please, che rischio di perdermeli) e li aggiungerò alla lista dei blog da aggiungere quanto prima a mano.

E chiudo qui per ora, altrimenti finisce che per scrivere un mega post non scrivo più nulla ;)

Ricodando gli studi

Il periodo delle scuole superiori (e successivamente gli eventuali studi universitari) ha lasciato a tutti quanti ricordi fortissimi. Le storie d’amore, le delusioni, i successi, le decisioni importanti da prendere, il diventare indipendenti. E poi le attività extra scolastiche: sport, discoteca, musica e chi più ne ha più ne metta.

High school and college are special periods that leave strong emotions and memories in all of us. Love stories, delusions, successes, important decisions to take, independance… E then the extra curricula activities: sport, disco, music and on and on…

Quindi quando Soma mi ha proposto la partecipazione al suo nuovo Blog hop intitolato “College” sono andata un po’ in tilt. Il college corrisponde all’incirca all’università, e come rappresentarlo vista la vastità di argomenti ed esperienze? Ci ho messo mesi (letteralmente!) a decidere, e poi un sacco di tempo a trovare l’immagine giusta da cui partire. Alla fine ho deciso di rappresentare gli studi scientifici, e per farlo ho usato un microscopio. In giro in rete non ho trovato modelli in paper piecing di microscopi e mi par un tema carino che potrebbe esser utile anche per regali di laurea, pannelli a tema. 

When Soma asked me to partecipate to her new College blog hop I really had a hell of a time deciding what to do. How could I choose what to show? It took months before I managed to decide what to stich, and then choose the right image. In the end I chose a microscope, to represent my scientific studies. While searching the web I didn’t find a paper pieced microscope so this could be useful also for science-oriented gifts.

La cosa poi che mi fa sorridere è che lo spazio sul vetrino si presta per una stoffa davvero a tema: fiori per un botanico, insetti per un entomologo, cristalli per un geologo, e strani occhi che ti scrutano per un biologo ;)

What I really like is that you can showcase a special fabric on the slide: flowers for a botanist, insects for an entomologist, rocks for geologists, strange eyes peering at you for a biologist :)

Mi ero imposta di doverlo cucire (nonostante non fosse obbligatorio per la partecipazione) e quindi eccovi il mio microscopio color turchese su verde, con stoffe strane prese a Vicenza l’anno scorso.

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Scaricatevi qui il modello, e fatemi sapere se lo cucite!

Download the pattern and let me know if you stitch it!

 

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Lucca comics and games!!!!!!

E sono tornata dalle vacanze!!!!! Fa specie che abbia lasciato un clima Londinese sai più mite di quello che ho trovato a Trieste, dove soffia una bora notevole e come ogni inizio inverno son caduti alberi e persiane.

Devo mettere un po’ di ordine tra le cose da raccontarvi, quindi oggi si parla solo di Lucca. Da dove inizio? Lucca è sempre un’emozione, quella che molti tour operator di crociera definirebbero “una fuga dalla realtà”. E nel caso di Lucca Comics&games lo è davvero, forse più del viaggio alle Canarie perchè sembra di vivere in un mondo diverso.

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Bambini e adulti vanno in giro mascherati, cantano, ballano ai concerti. Persone del tutto sconsociute si abbracciano perchè hanno riconosciuto nell’altra persona qualcosa, si, ma qualcosa di diverso dai lineamenti. Va bene, qui parto per una tangenziale troppo filosofica, torniamo con i piedini per terra. Questo per me e Nico (mio nipote) era il terzo anno ai comics, ormai ci consideriamo scafati e giriamo come dei piccoli esperti. Io dalle esperienze degli anni scorsi ho imparato alcune cose fondamentali che volentieri condivido con voi mentre altri trucchetti segreti (come dove posteggiare!) li devo tenere per me, perdonatemi ;)

1) Scarpe! L’ho detto e ripetuto (anche fotograficamente l’anno scorso) anche se credete che non sia un problema e supponete di essere in grado di camminare per un paio di giorni con tacchi stratosferici o strutture che sfidano la gravità, in realtà NON lo fate se passate il resto dell’anno con le ciabattine o le scarpe da ginnastica. Niente di peggio di avere vesciche ovunque per rovinarsi la giornata… Notate quindi che belle scarpine razionali e comode abbiamo ai piedi noi due e il simpatico Frodo ;)

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 2)albergo! Prenotate in anticipo, ma non circa, tipo 1 anno prima sarebbe l’ideale ma almeno 10 mesi è obbligatorio se non volete trovarvi a pernottare a Pisa o ancora più in là. E non dico per dire, noi da un’anno all’altro abbiamo migliorato notevolmente la nostra  scelta di alloggio da un albergo vicino all’areoporto di Pisa (!) a un albergo non malaccio a una ventina di minuti da Lucca a un posto spettacoloso a 15 minuti da Lucca.

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3)cibo! Il bello dei comics è che non sono chiusi in un solo capannone ma diffusi in più posti a Lucca. Quindi non si è costretti a mangiare panini sottodimensionati in bar esosi come capita nelle sedi fieristiche ma si può scegliere un posto diverso ogni volta con prezzi decorosissimi e una scelta notevole. E a metà pomeriggio non disdegnate uno spuntino sfruttando i panifici, io adoro Chifenti e le torte sono to die for. E portatene a casa una per rabbonire i parenti a cui avete appioppato i gatti (ad esempio, così per dire, non parlo per esperienza personale ovviamente…)

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4)wc! Non giriamoci intorno, è un bisogno fondamentale e avere costumi ingombranti e complessi NON rende le cose nè più semplici nè più gradevoli! L’organizzazione sparge wc chimici in ogni angolo e non ho nulla da obiettare, ma personalmente più lontano sto da quelle scatole dal finto odor di fragola meglio sto. La soluzione? Facile, si va in uno degli splendidi bar di Lucca, si prende un buon thè (c’è chi ama il caffè mi dicono, anche quello può andar bene) e si usano i servizi. Facile e l’uso di un bagno pulito val bene un caffè.

 

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5)meteo! Non si puo’ prevedere come sarà il tempo quindi meglio avere un piano B. Il costume che abbiamo realizzato con un lavoro certosino e ha parti con vernici ad acqua, o peggio cartapesta e stoffe delicate non merita di venir distrutto sotto il primo acquazzone. Quindi meglio pensare a un piano di riserva che implichi un costume più adatto e resistente. Lo stesso per la temperatura: sia quest’anno che l’anno scorso alcune giornate sembravano primaverili e le ragazze potevano girare senza problemi semi nude. Ma in caso di crollo delle temperature meglio avere un vestito alternativo un po’ meno discinto, nonostante mi ricordi benissimo che a 18 anni si resiste moooolto meglio a questi strapazzi ;) Io quest’anno avevo il mio nuovo costume da Rincewind e ho portato Mary Poppins per sicurezza, sfruttando l’ombrello ampiamente il sabato!!

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6)cosplay! Qui potrei dire molto anche perchè ogni anno mi chiedo come mai alcuni si sottopongano al martirio di girare con complessi accessori o strutture assurde che permettono a male pena di camminare. Dico solo di pensare in anticipo agli spostamenti/parcheggi per non trovarsi a chilometri dall’auto con un’impalcatura da orso grizzly o una spada di 3m! (La spada della foto non misura 3m ma è in ogni caso in legno pieno e pesava mi par di aver capito 7kg…)

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Splendidi sono i vestiti unici e geniali, nati da un’idea originale. Forse ti riconosceranno in pochi, ma la soddisfazione non manca. Ad esempio questa ragazza con cosplayer ispirato a Magritte (che mi ha urlato “almeno tu hai capito chi sono!!!”) o la rappresentazione del quadro di Jan Vermeet “La ragazza col turbante” (meglio nota  come ragazza con l’orecchino di perla)

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Dopo queste perle di saggezza vi lascio al video di quest’anno, rispetto all’anno scorso devo dire c’erano meno costumi e non sono riuscita a vedere la gara cosplay sul palco causa meteo infelice, ma ho cmq incrociato alcuni cosplay splendidi. E il mio costume da Rincewind (o Scuotivento all’italiana) è stato capito da 3 persone, ma la loro reazione valeva più di mille che hanno visto Mary Poppins e l’hanno salutata il giorno dopo :) Nico invece ha scelto un personaggio di League of Legends e si è molto divertito ad andare allo stand ufficiale dei Comics partecipando alla sfilata.

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Io intanto lo aspettavo sul fianco e devo aver impietosito uno dei disegnatori ufficiali che mi si è avvicinato regalandomi una specie di cupcake gommoso con la sua firma. Dopo ho chiesto informazioni e ho scoperto che si tratta del merchandising ufficiale che non viene venduto ma solo regalato in queste occasioni e che la firma è richiestissima. Io sospetto di avergli fatto tenerezza vestita da mago accasciata sulla balaustra che delimitava la zona dei designer con sguardo di solenne disperazione!

 

As always, spero di tornare l’anno prossimo perchè è sempre un’esperienza entusiasmante (anche se guidar fin lì è una stancata!!!) e conto di fare anche l’anno prossimo un costume strano, forse sempre ispirato a Terry Pratchett o forse la mia mania led arriverà al suo top e sarò coperta di lucette… vedremo!

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Un albero in fiore

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Rieccomi, per finire di raccontarvi la storia dell’albero fiorito. Fatta eccezione per i fiori grandi e le coccinelle tutti i fiori sono stati tagliati usando la mia amata Big shot con fustelle della sizzix. Per la precisione:

tattered florals 656640
flower layers #7 657108
flower layers #6 657051
flower layers #8 657109
Bird flower and leaf 657008
Flowers cottage trio 657110
Hearts 656334
Tattered leaves 656927 
Butterfly 657121

Here we go again, I have to tell you the rest of the story of my new quilt: A Garden of Flowers. With the only exception of the ladybugs and the bigger flowers (which were taken from the original pattern) all the flowers, hearts, butterflies and birds were cut using the Big shot, making it a very fast and accurate project. The dies we have used are the following:

tattered florals 656640
flower layers #7 657108
flower layers #6 657051
flower layers #8 657109
Bird flower and leaf 657008
Flowers cottage trio 657110
Hearts 656334
Tattered leaves 656927 
Butterfly 657121

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Vi dicevo che è stato un lavoro di gruppo, e che ho fatto lavorare (con la frusta!) un sacco di ragazze per finire in tempi record il top, ed eravamo arrivati al punto in cui mi portavo a casa il mio quilt da impunturare. Non ho citato i problemi per far cascare il bordo correttamente. Questa volta era un whole cloth quilt, quindi un unico pezzo di stoffa da bordare. Non avevamo mai provato prima e non è per nulla facile, tende ad andare tutto storto e far cadere i quadrati del bordo (3″x3″ finiti nel nostro caso) è stato quasi comico, con non so quanti tentativi di calcolo per decidere quanti quadrati dovessero esserci!

This was a group project, but the time was tight so I had to make everyone work like crazy! We only had one afternoon to work together on the top, so I could take it back home to finish the border and the quilting. I almost had to use a whip ;)
I had some problems making the border fit afterwards: I never had a whole cloth quilt to border and I found out it’s extremely difficult to square it. We chose a finished 3×3 scrap border and tried applying all the possible math until we got fed up and just went with trial and error.

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Ma la domanda ora è come quiltarlo. Cercando in internet ne ho trovate varie versioni: in un caso tutti i fiori venivano finiti con un punto cordoncino. L’effetto è molto “finito” e pulito ma è estremamente difficile mantenere un punto cordoncino pulito e uniforme quando bisogna girare angoli stretti come capita in alcuni dei miei fiori, e ci si mette davvero molto per finirlo. L’autrice ci ha messo 4 mesi per completarlo! Bocciato! Lazylab quilt company e pure una versione quiltata professionalmente (con una long arm) su Busy quilting.

Seconda opzioni: tutti i fiori vengono riempiti da un uniforme punto decorativo, uno stippling fitto fitto ad esempio. Anche qui l’effetto mi piace molto ma chi l’ha realizzato era l’autrice stessa. Di nuovo i tempi sono lunghissimi e per ottenere un bel risultato omogeneo ci vuole una macchina e una quilter migliore di me. Don’t look now

Terza opzione: un classico, si ricalcano i margini di ogni fiore una o più volt,e in modo da mantenere l’effetto della forma facendo pero’ un bel margine che ferma il fiore senza che si sfilacci. Tempi molto più ridotti, e margini ben fissati in modo che si possa lavarlo senza troppi patemi. Promosso! Ne vedete una versione su Plum Quilts!

Quindi si comincia, e visto il tipo di progetto e la relativa fretta Carlo si offre di aiutarmi, realizzandomi un meraviglioso tavolo per quiltatura in cui infilare la mia Borther sfruttando un ripiano avanzato dell’armadio! Lusso e stralusso, credetemi!

Then the problem was deciding how to quilt it. It’s a fairly common patten so I found many different versions of it. Lazylab quilt company used a satin stitch, and the effect is gorgeous and very polished, but it’s difficult to turn around very tight spots and it’s very very time consuming. The quilter took 4 months to finish it while I had a couple of days!  A similar effect is the one chosen by Busy quilting, but again she is a professiona long arm quilter, so no sense in competing with her!

Second option: the flowers are filled up with a tight stipple or some other kind of filler motif. This is what the author of the pattern (Don’t look now) chose to do but again it’s very long and I didn’t have that kind of time available.

Third option: an all time favorite. Just follow the borders of the appliquè pieces emphasizing the shapes and saving them from fraying. Easy and fast, my choice (and also that of Plum Quilts! if you want to have a look).

So here we are, ready to start, and with a new “gift” to try out. Carlo has found the time to make me a quilting table (using a discarded Ikea PAX shelf).

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L’unica parte che ho curato con molta più attenzione è stato il margine del tronco, perché in quel caso non avevamo usato una fliselina biadesiva ma solo la colla spray, quindi la preoccupazione che si sfilacciasse era maggiore. Ho usato uno dei punti decorativi della mia fedele Brother che fa un effetto stippling, così il margine cucito era più ampio.

The only part I quilted with much more care was the tree trunk. We did not use fusible web for this but just spray glue, so I was afraid it could fray. I used one of the decorative stitches of my brother (a stippling effect) to have a much larger sewn border.

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I fiori invece li ho quiltati seguendo i margini con un colore ton sur ton, sia per nascondere gli eventuali errori sia per un effetto cromatico carino. Con qualcuno mi sono divertita di più aggiungendo ghirigori vari.

The flowers were quilted just following the margins, using a similar color thread, but I had fun in some places and added some details, so it’s more like a “I spy” quilt.

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Le farfalle e le coccinelle ovviamente invece hanno avuto le loro belle antennine ricamate.

Obviously I added antennas to ladybugs and butterflies.

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La zona bianca però era troppo ampia, e per riempirla rapidamente ho optato per il buon vecchio stippling. Qui pero’ la mia macchina da cucire ha deciso di dare fourfait, e ha cominciato a rompere il filo, incasinare la tensione e in definitiva tirarmi scema.   Dopo un po’ di ore a scucire tutto quello che cucivo ho gettato la spugna, e sono andata da mia mamma a fregarmi la Viking che abbiamo avuto da mia zia. Una buona vecchia solidissima macchina che ha fatto tutto lo stippling del fondo senza lamentarsi. A dimostrazione del fatto che non ci vuole chissà quale attrezzatura (ma non toglietemi i miei guanti da giardinaggio gommosetti da 3-4€ che sembran nati per qualitare). Per fortuna la viking ha un braccio libero un po’ più stretto della mia Brother, quindi entrava seppur un po’ storta nella fessura del mio nuovo tavolo.

The white background was still too big to leave unquilted, so I decided for an easy wide stippling. But my sewing machine gave up, and I spent hours unpicking everything I tried sewing. I got fed up and stole my aunt’s Viking. An older, very reliable sewing machine that was up to the job. So you see, you really don’t need a fancy equipment to quilt (but don’t touch my gardening gloves that work perfectly as quilting gloves!) Luckily also the viking fits (a little awkwardly) in my quilting table.

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E quindi si continua, mandando alle altre ragazze le foto man mano per tenerle aggiornate.

So we start again, keeping the other girls updated with daily “good morning” pictures.

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E finalmente è ora di togliere le spille da balia!! Cercando di cacciare gli aiutanti pelosi che non vogliono sentir ragioni, per fortuna la destinataria non è allergica!!

And finally it’s time to take all the safety pins away. Trying to keep the furry friends at bay (luckily the owner is not allergic to cats!)

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E dopo aver tagliato tutti i fili pendenti me ne posso andare in Austria, lasciando a mia mamma il compito finale di fare il binding. La scelta è caduta sul bianco per non fare confusione, e mia mamma ha tagliato e cucito metri e metri di bordino per chiudere.

And after snipping all the loose threads it’s my turn to go on vacation, I’m off to Austria leaving the quilt with my mother that will bind it. We chose a white binding, and it took her ages to finish it. 

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Basta, la storia del quilt finisce con la consegna. Si riesce a combinare un incontro di gruppo che commuove la destinataria e riempie il nostro cuore di gioia.

Ma in realtà, come per ogni quilt, la storia è appena cominciata: ora che è con lei e le scalderà i piedini ovviamente, ma le farà anche compagnia, la farà sorridere si spera guardando i fiori colorati, le ricorderà che ci sono tante persone che le vogliono bene e che tifano sempre per lei. Così è la storia dei quilt fatti col cuore, perché nulla come un oggetto fatto a mano trasmette l’affetto di chi ci ha lavorato.


And now it’s time to give it to our friend. Me managed to be all there for this occasion, she was very moved, and it filled our hearts with joy.
So here ends the story of this quilt. But it’s not true, a quilt’s story is just starting out when the owner receives it. It will certainly keep her feet warm, but it will also keep her company, hopefully make her smile and always remember that we love her and are always at her side. This is the story of all hand made quilts, because nothing like a hand made object can carry with it the feelings of who created it.

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Vi lascio con una galleria di immagini scattate prima di consegnarlo, e i numeri finali:

  • 76 fiori
  • 14 cuori
  • 10 coccinelle
  • 9 foglie
  • 9 cerchietti
  • 6 farfalle
  • 3 uccellini
  • 1 sgorbietto
  • 1 gufo
Some more pictures and the final round up.
STARRING:
  • 76 flowers
  • 14 hearts
  • 10 ladybugs
  • 9 leaves
  • 9 circles
  • 6 butterlies
  • 3 birds
  • 1 sgorbietto
  • 1 owl

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100 sartine italiane

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Oggi come ieri, l’italia è piena di bravissime donne che con ago e filo riescono a creare le cose più incredibili. Manca pero’ un modo per riuscire a trovarle ed apprezzarle, tutte queste donne creative che sparse per il web mostrano i loro lavori e condividono le loro idee. E così ho pensato di lanciare un appello: se passate di qui lasciate il vostro link, facciamo un bel catalogo di donne che cuciono in italiano!

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Era il 17 settembre dell’anno scorso quando ho lanciato l’idea, e mi preme sottolineare che io non ho aggiunto nemmeno un link personalmente. Non sono andata in giro a controllare i vari blogroll per aggungerne i riferimenti sul mio sito, ho solo invitato tutti via facebook e sul mio blog a partecipare e ho ovviamente aiutato che me lo chiedeva, ma ogni persona ha scelto di esserci e ha aggiunto il suo riferimento.

Ed ora vi racconto perché sono così emozionata: ieri, 1 settembre, a meno di un anno di distanza, abbiamo raggiunto 100 iscritte che cuciono in italiano

Sono felicissima di aver raccolto così tanto entusiasmo, non ho visitato ogni singolo link ancora ma quelli che ho visto erano molto interessanti e trattavano un po’ di tutto. Vi ringrazio tutte e 100, ma anche chi non si è ancora aggiunto per timidezza (su, su, che aspetti!!) o chi non ha un blog o ne ha uno che non parla di cucito ma viene sempre a vedere, e ovviamente chi non ne sapeva nulla ma passa ora di qua.

Grazie, grazie! Continuate a pubblicizzarlo, potremmo “sfruttare” questa lista anche per dei giveaway o dei concorsi, restiamo in contatto e lavoriamo tutte insieme per continuare a portare avanti l’eccellenza italiana anche in questo campo.

E come simbolo, vorrei fare un regalo alla centesima, Moky del Gomitolo di Moky, che fa delle cose splendide con l’uncinetto (ahhh, il Jawa è meraviglioso!) ma ha cominciato a usare la macchina da cucire da poco più di un mese! Ha un bimbo piccolo ma non la ferma nulla, andate a vedere le sue creazioni. 

E continuate a cucire in italiano mie care :)

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La Sartina di Alfredo Catarsini, artista Licchese nato nel 1899 (foto dal sito LoSchermo.it)

Una giardino fiorito

Cosa fai quando una cara amica ti racconta che sta passando un brutto periodo? Ti preoccupi, ti scervelli per poter essere utile, e poi fai quello che alla fine sai fare meglio, cerchi di riportare un sorriso con un quilt.

La storia alla fine è tutta qui, ognuno cerca di fare il suo meglio, e a volte anche un sorriso strappato in un periodo buio puo’ essere una gran cosa. Quindi eccoci a pensare a un progetto adatto: deve essere rapido perché vogliamo cominci a far la sua magia e a creare sorrisi SUBITO, deve essere iper colorato, e dobbiamo essere in grado di crearlo insieme tra tante amiche che vogliono partecipare. Mi scervello, scarto progetti, pensiamo a un enorme girasole (e sulle nostre bacheche di Pinterest appaiono fiori gialli a non finire) poi la folgorazione. Un modello bello, allegro e felice che ho visto realizzato a Vicenza e che Viviana ha subito sgamato come un vecchio pattern australiano chiamato “Meg’s Garden”.

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Ce ne sono varie versioni online, persino monocromatiche (molto elegante ma non è certamente quello che vogliamo)

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E persino un pannello che ne ha copiato platealmente l’idea stampandola sulla flanella. 

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Del modello ci piacciono i fiori colorati, e del pannello il tronco un po’ più mosso, ma noi abbiamo fretta, e il top va completato in un pomeriggio, perché poi ci sono le ferie, molte vanno via e io ho bisogno di un po’ di giorni per quiltarlo prima di partire a mia volta per l’Austria. Quindi si usa la sizzix, compagna fedele di mille avventure.

E in un pomeriggio si stira fliselina a più non posso, si scelgono le stoffe più allegre e colorate e si taglia, taglia taglia. Poi tutto va stirato sul fondo, secondo una va fatto color nocciola come l’originale per far risaltare i colori, secondo altre bianca. Vince la maggioranza, si strappa la base e si dispongono i fiori. E poi stira, stira stira.

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Sposta quel fiore, non va lì! Non vedi che ce ne sono 2 rosa vicini! 

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Poi il tronco lo taglio io a mano libera (la fretta rende coraggiosi a volte!) e lo incolliamo con la colla spray in attesa della quiltatura. 

E sul fondo? Il nostro non avrà il bordo fiorito ma un alternarsi di quadrati bianchi e colorati, e un fondo netto non ci piace. Ci vanno dei bei cuori, perché il nostro albero mette radici nei cuori e nei pensieri d’affetto di tante amiche.

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Poi tante farfalle e coccinelle, come nel modello originale. E negli avanzi appare un ritaglio buffo, venuto per caso simile a un porcospino. Io lo voglio, un’altra lo getta sdegnosa definendolo ignobile sgorbietto. Lo ritroviamo dal pavimento, fuggito sotto un mobile.

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e di nascosto lo includo nel quilt finale.

Poi ci si saluta, chi va al mare, chi va all’estero. Ognuna con un pensiero per la nostra amica. Io invece mi porto via il top, e metto sotto anche mia mamma per fare il bordo.

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Sono soddisfatta, ho il top finito. Ho fatto lavorare tutte come matte ma è ora di riportarmelo a casa, insieme a un pile bianco preso per il suo retro perché vogliamo sia leggero e si possa usare subito.

Ora siamo io e te giardino fiorito. Anzi io, te, la mia macchina da cucire e mille metri di filo colorato per finire e trasformarti in un quilt. 

Ci vorranno svariati giorni, sudore, fili e due macchine da cucire in realtà per concludere il quilt. E lo vedrete (se non avete già visto l’ultimo mio video) nel prossimo post perché ve ne voglio ancora parlare e questo post sta diventando troppo lungo.

 

Gli usi della Big Shot… non finiscono mai!

Qualche giorno fa vi raccontavo degli stencil adesivi da usare per dipingere i tessuti, e ho pensato, perché non provare a farli con la carta adesiva e la mia amata Big Shot?

Visto che una volta tanto ero in compagnia ho anche filmato il tutto, e quindi eccovi il video per gli stencil adesivi made by sizzix.

Dopo qualche giorno sono stati stirati e lavati e la pittura acrilica Apa color ha tenuto molto bene mentre la Decoart si è un po’ sbiadita (era un vasetto molto vecchio pero’).
Fustelle utilizzate:
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