Altre due foto della borsa per mia zia: la fodera …

Altre due foto della borsa per mia zia: la fodera è fatta con la stoffa stampata a carta da musica (e la costringerò a provare a suonarmela!), e ci sono due tasche fatte con le stoffe dell’esterno.

E se ve lo stavate chiedendo…si, ho un età e dovrei smettere di comprare penne colorate come quelle della tasca…ma che ci volete fare? ;O)

Ho anche quasi finito la borsa per me con la stoffa a gechi (troppo bella!), spero di riuscire a fare l’ultima cucitura prima di uscire stasera, il modello è sempre lo stesso ma con imbottitura.
Byebye

Hobo bag

Giornata bellissima con Susy e Marta (e Giacomo ovviamente, ma lui era impegnato ad allietare Drizzy e Bartok e non aveva tempo per noi!).
Abbiamo cucito insieme una Hobo bag, usando lo spettacoloso tutorial di sushimifune su Craftster (Sushimifune è una ragazza italiana tra l’altro, e sul suo sito potete anche acquistare alcune delle sue creazioni).
Il tutorial è talmente chiaro che non ho nulla da aggiungere o consigliare, ho fatto la borsette di prova in meno di due ore, le stoffe sono di Caffi ed è reversibile. Marta è stata tanto carina da adottarla ;o)

Con Susy invece ne abbiamo fatta una leggermente più grande, semplicemente allungando i fianchi dell’unico pezzo di modello. L’unica altra aggiunta è una coppia di nastrini (realizzati con la stessa stoffa) inseriti nell’ultima cucitura che serviranno a chiudere la borsa.

Ed ecco un tentativo di rapire Drizzy!!!

Stavo provando a farne una terza (stavolta da tenere io), ma nel tentativo di aggiungere un pò di imbottitura ho spaccato due aghi e ho deciso di rimandare…

Sacca da anfibi!

Buongiorno buongiorno!
Come promesso ecco un pò di foto della sacca per il presidente, non tutte sono venute perfette perchè il mio fotografo è stato innervosito dal fatto che avesse poche manciate di secondi per farle con una macchina che non conosce (scherzo Max, vanno benissimo!).

Per farla ho usato una stoffa blu molto molto grossa, quella usata spesso in barca, e per restare in tema il cordino per chiuderla e per trasportarla viene dal negozio di attrezzature nautiche sotto casa.
2 soli pezzi principali: 1 rettangolo e un cerchio per il fondo. Per comodità ho disegnato prima il cerchio (ottimo utilizzo di una scodella da portata Bofrost) e calcolato la larghezza del rettangolo in base al diametro del cerchio.
Il rettangolo l’ho ricamato a macchina: in alto la famosa scritta “IL PRESIDENTE”, ai due fianchi un ricamo di Embroidery Online chiamato Froggy Folk 1 (11126 design CH681 Dinner) che ho modificato separando la rana e la libellula e mettendole ai due lati della scritta. La libellula l’ho ricamata con dei filati metallizzati blu, per farla assomigliare un pò di più alla nostra Libellula depressa. Per chi non conoscesse la libellula in questione, vi rimando alla foto che avevo scattato a Borgo Grotta, e messo un paio di post più in basso, oppure a una serie di foto scattate da persone mooolto più brave di me!
Sotto alla scritta il mio capolavoro: il logo del convegno digitalizzato usando Bernina Artista.

A sinistra il logo come lo vedete sul sito internet, al centro modificato per toglierli lo sfondo (l’alabarda è di quell’orrido color fragola per distinguerla bene dal colore di fondo), e in ultimo la versione ricamata.

Un paio di passaggi per creare la borsa.


Una volta finito di ricamare la stoffa, ho girato verso l’interno un centimetro circa dal bordo in alto e l’ho cucito per fissarlo


Ai due estremi ho girato un piccolo angolo e l’ho cucito: questo permette di passare tranquillamente il cordino che servirà poi a chiuderla, senza che la stoffa si sfilacci e si rovini (e senza orribili cuciture a mano! ;o) )
Un passaggio che non ho fotografato purtroppo: ora che i due angolini sono fissati, potete girare nuovamente verso l’interno il bordo superiore per creare lo spazio dove far passare il cordino. Io ho scelto di lasciarlo abbastanza largo girando circa 6cm di stoffa, dato che la tela è molto grossa e il cordino scivolava a fatica.


Ecco una visione dal retro: il ricamo è stato fatto nel centro della striscia in modo da mettere poi la cucitura dietro. A questo punto basta avvicinare i due lati corti (dritto contro dritto) e cucire lungo tutto il lato. Dato che avete creato quei due triangolini ai due estremi, non correte il rischio di chiudere lo spazio dove passerà il cordino, e la cucitura si fermerà proprio prima dei nostri due triangoli.


Ecco il fondo: fissato con un sacco di spilli per essere sicuri. Tra la stoffa del fondo e il tubo che avete cucito dovrete inserire un piccolo anello (di stoffa, corda o quello che preferite) che servirà a fissare il cordino di chiusura.
Consiglio un paio di passaggi un più con la macchian da cucire in quella zona perchè tutto il peso andrà a gravare su quella cucitura…
Dato che la mia stoffa era molto grossa e non sfilava quasi per nulla, non ho fatto una fodera.

Ed ecco la sacca finita: il cordino passa nel bordo superiore, esce e si fissa nell’anella che avete cucito sul fondo. In questo modo quando la mettete sulla spalla si stringe automaticamente evitando che escano anfibi o quant’altro! Il cordino è stato annodato alla meno peggio (non sono proprio in grado di fare nodi…) ma Sandro mi ha immediatamente indicato che nodo usare (e mi sono già dimenticata il nome…qualcosa con le margherite? ehm… )
Un’unica nota: io ho girato il bordo superiore del tessuto verso l’interno, se usate una stoffa che non ha stampe specifiche e che quindi ha la stessa colorazione sia dentro che fuori vi conviene girare il bordino all’esterno, in modo che il cordino esca direttamente dal lato giusto senza creare una piega come nel mio caso…la prossima volta starò più attenta!

Altre due foto lampo del ricamo su una bustina zippata (ormai sono una maga delle zip) per Carlo invece, da un lato sempre il logo del convegno (sul grigio chiaro però l’acqua non risalta molto mi sa, preferisco l’effetto che fa sulla stoffa blu scura) e dall’altro il logo vecchio della Apple, mio primissimo tentativo di digitalizzare qualcosa. Ora in teoria potrei ricamare mele e ranocchie sull’alabarda su tutto..e non mi viene in mente nulla! Credo che comunque ricamerò il logo del PPP05 su qualcosa per ricordo anche per me…Lucia lo vuoi anche tu per ricordo??

Ciao a tutti!
Gaya

Galline alla riscossa

Eccoci qui, mi scuso per il ritardo ma io e il mio computer stiamo un pò litigando in questi giorni. Allora… (come il mio insegnante di italiano al liceo diceva di NON iniziare mai una frase)

Galline Co co co

Materiali

Due quadrati di stoffa di cotone leggero 12×12
Un po’ di imbottitura da cuscino
Due perle o due occhi di plastica
Avanzi di feltro per la cresta, il becco e la coda

Procedimento

Sovrapporre i due quadrati diritto contro diritto.
Segnare con la matita una diagonale. E aggiungere altre due linee parallele a 0.5 cm di distanza dalla diagonale
Cucire lungo le due linee parallele

Tagliare lungo la diagonale.

Aprire e stirare. Ora avete due quadrati bicolor

Tagliare un pezzetto di feltro in modo da creare la cresta. Potete sbizzarrirvi e darle la forma che preferite. Tagliate anche un triangolino per il becco e una striscia per la coda

Da ora in poi mi riferirò alle sigle di questa immagine.

Lato B
Mettete i quadrati nuovamente dritto contro dritto e trai due inserite la cresta con la parte sfrangiata all’interno. Cucite a 0.5 dal margine

Qui lo vedete aperto, con la cresta che spunta.

Lato A
Ora il becco: inseritelo con la punta verso l’interno dal lato ad angolo con la cresta e cucite tutto il lato A (sempre con un margine di 0,5cm o simile.)

Ora se provate a rigirare la vostra “protogallina” vedrete la vostra coppia di quadrati con due lati cuciti, e da questi sbucano il becco e la cresta, proprio come in questa foto

Ok, andiamo avanti, sotto lo sguardo vigile delle altre galline.

Lato D
Ora rimettiamolo dritto contro dritto, e occupiamoci del lato D.Cucite circa tre cm su entrambi i lati di D in modo che resti uno spazio per rivoltare e imbottire. Questa sarà la base della nostra gallina.
Rifatevi sempre alla foto sopra con le lettere.

Lato C
Ora la parte più difficile: avvicinate i due lembi rimasti liberi (il lato C) e cuciteli inserendo la coda (sempre con la parte lunga all’interno)
Qui degli esempi di code

Rivoltate tutto dal lato rimasto aperto in D, e cucite gli occhi, due perline nere. Oppure se volete incollare degli occhi mobili aspettate che sia imbottito in modo da far aderire più facilmente la colla.
Imbottite con un po’ di ovatta o imbottitura sintetica e cucite a mano l’ultimo pezzetto.

NOTE
Ovviamente si possono variare a piacere le misure, i colori e tutti gli accessori! Mi hanno chiesto se sono in grado di fare una raganella, mi preoccupa un pò da dove far sbucare le zampe in realtà ma proverò.
Se volete una gallina più raffinata i due quadrati potete farli a Log cabin o con qualsiasi altro metodo patchwork.
Fatemi sapere se sono stata abbastanza chiara!

Buone galline a tutti!

Galline Co-co-co

Settimana davvero lunga (che a quanto pare non si decide ancora a finire…) Una volta un amico mi guardò serissimo e mi disse “sai qual’è il tuo problema? Sei troppo buona, o troppo scema che alla fine dei conti è la stessa cosa”). Non ricordo chi fosse, sono passati davvero un sacco di anni, ma mi è sempre rimasta in mente la frase, e ieri, con i piedi bagnati, piena di graffi, a cercare girini di rana latastei (o almeno mi pare fosse quello che cercavamo, ero un pò fusa ormai) in una specie di palude acquitrinosa, mi è tornata di nuovi in mente!

Beh, passiamo a cose più interessanti dei miei molteplici graffi. Non ho avuto tempo di fare nulla di utile questa settimana, quindi per qualche giorno ancora dovrò sfruttare il “materiale d’archivio”. Questa è la spiegazione delle galline Co co co, puntaspilli rapidi che abbiamo regalato tantissime volte. Ve le presento:

A quanto pare sono troppo stanca (argh) per riuscire a inserire un file da scaricare, ma entro domani lo farò.
Quindi passate a ritrovarle, le galline vi aspettano!!! ;o)

Vado fuori a mostrare stagni a un professore inglese….vedi sopra!!! :o)

Borsa Chelsea

Update pieno di foto ma rapido rapido (devo ancora cenare!)
Dopo aver preso appunti dettagliatissimi durante lo show di QNN ho deciso di provare subito a fare la borsa Chelsea prima di dimenticarmi tutto. Come dicevo domenica mattina la macchina da cucire è impazzita, e non sono riuscita cmunque a convincerla a quiltare col filato metallico. Mi son adattata a uno lievemente variegato della Aurifil, e ho quiltato e finito la borsa in una sera (guardando Alias fino a notte tarda!).

Ho fatto qualsiasi errore possibile non avendo uno schema. Sarebbe dovuta essere molto più grande ma durante l’assemblaggio sono successi alcuni problemi…Anche la zip che unisci i due “spallacci” è troppo lunga, e ci sono altre cose che mi convincono poco. Ma l’effetto finale mi piace molto, per via della stoffa (di Caffi) che mi fa impazzire.

L’interno è pieno di tasche (in realtà è un unica tasca che prende tutto il diametro della borsa e che poi è divisa in varie sezioni). Ho lasciato un pò di cose per mostrare la grandezza, ma credo di aver esagerato…e ora sapete tutti che a maggio ho un portachiavi con Babbo Natale e bevo acqua Vera!
La spiegazione oggi era ancora in programmazione su QNN, quindi sbrigatevi a seguirla se vi interessa, perchè non credo resterà ancora per molti giorni online.

L’altra foto lampo è di una bustina fatta per il compleanno di Paola, ricamata a macchina e cucita seguendo un tutorial (chiarissimo) su Craftster che spiega anche come mettere la fodera e la zip.

E un saluto dal gatto nero

Bargello rapido!

E come promesso, sotto lo sguardo indagatore del mio Aiutante nero, devo spiegarvi cosa è successo alle righe di stoffa rosa che sono diventate un Bargello ultra facile.
Come avevo scritto qualche post più in basso le strisce che ho usato avevano larghezze diverse, ma nulla vieta di usarle tutte uguali. Le strisce sono state cucite insieme, e infine ho cucito la prima con l’ultima creando quel tubo di stoffa che Drizzy guardava interessato prima.
A questo punto dobbiamo tagliare tutto a strisce, anche qui avete la scelta se tagliare strisce tutte uguali o alcune più strette e altre più larghe, nel mio caso avendo già le strisce di partenza di dimensioni diverse, ho preferito tagliare “fette” uguali.

A questo punto, armati di fido scucino, bisogna scucire ogni striscia nel punto segnato dal pallino blu. In questo modo poi, riassemblando le stoffe, si otterrà l’effetto a scala che vedete nella mia stoffa completata in basso. Se si vuole un onda che sale e poi scende bisognerà a un certo punto invertire il senso di scucitura, e “scendere” di una stoffa man mano. (a rileggerlo non suona molto chiaro temo…)

Ecco i nostri pezzi scuciti, consiglio di scucire una striscia alla volta nell’ordine, e poi rimetterla subito a fianco alla vicina, per evitare confusioni.

Finito, ecco il pezzo di stoffa riassemblato, dopo aver ricucito tutte le strisce al loro posto. L’effetto è di una scala che sale, come dicevo si può anche farla salire e scendere ad onde, e ottenere effetti spettacolosi con più strisce, ma questo era solo un Bargello “facile e veloce”.
Il Bargello è uno schema molto versatile, sul web si trovano anche schemi per giacche, libri (qui non intendendomene non vi dò consigli, ma su amazon ne trovate svariati), software specifico per realizzarli e anche applicazioni con la carta

Solo una nota: se volete realizzare un progetto specifico (borsetta, giacca…) ricordate che perdete molta stoffa con tutte le cuciture, quindi tenetene conto all’inzio.

Buona domenica a tutti!

Giornata impegnativa!

Ovvero: cronaca di una tintura di stoffe.
Oggi trasferta a Udine: incontro da Giesse (tappa obbligata, dove tutte abbiamo preso una o due stoffe americane, le mie sono stranamente primaverili, sarà per via del tempo bellissimo di oggi) con Susy, Marta e Ilaria. Spostamento a casa di Marta dove ci siamo dedicate alla tintura delle stoffe. Il tutto è stato documentato in maniera minuziosa da Ilaria, fotografa ufficiale che teneva a sottolineare il suo instancabile lavoro di tenersi lontana dagli schizzi di tintura mentre faceva le foto ;o)
Quindi, vediamo di andare con ordine con le varie foto, stavolta in dimensione mini dato che sono tante e che Serena mi ha segnalato che la pagina è lenta a caricarsi, ma sono comunque ingrandibili col solito click.

La postazione di lavoro, a cui si aggiungono 30 sacchetti di plastica ziplock, 30 pezzi di stoffa bianca già lavata, i colori (nello specifico i Deka serie L, nei colori rosso brillante 102, Blu scuro 82 e giallo 72 e due colori per stoffa della Schimek comprati in Austria nei colori rosa e azzurro). Poi sale….e una marea di acqua bollente!

Ecco lo studio del libro con le tecniche di “scrunciamento o appallottolamento”. Il libro è “Hand-Dyed Fabric made easy” di Adriene Buffington.
La tecnica consiste nel mettere quantitativi variabili di colore per ogni pezzo di stoffa, in modo da ottenere una gradazione. Ma ci arriveremo dopo, sperabilmente!

Marta e Susy alla prese con la piegatura delle stoffe. Per ottenere effetti un pò più vari abbiamo provato a piegarle in vari modi: alcune erano legate con cordini o elestici, alcune piegate a fisarmonica (come vi dimostra Marta sopra), altre solo accartocciate e messe nel sacchetto

Pausa per la merenda, mentre l’acqua inizia a bollire!
E pausa anche per me, il resto a domani!
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Vediamo se riesco a fare una cosa ordinata per farvi capire come funziona con le mie due modelle d’eccezione e la mia fotografa personale

I sacchetti

In ogni sacchetti abbiamo cacciato (possibilmente senza scottarci) mezzo litro di acqua bollente, 1 pezzo di stoffa (abbiamo tagliato dei quadrati di circa 50×45). E in attesa del colore sono stati messi tutti nei mega contenitori di Susy

La tintura

La tintura invece è andata nei bicchieri di plastica: In ogni bicchiere è andato un cucchiaino colmo di sale, circa mezza bustina di tintura (per i colori chiari è meglio abbondare, per quelli scuri ne basta meno), e acqua bollente fino a riempire il bicchiere.


Dopo minuziosi calcoli abbiamo deciso di fare due sfumature: dal giallo al rosso e dal rosso al blu
Quindi nella prima busta abbiamo cercato di seguire una tabella che sembrava più o meno questa per calcolare il numero di cucchiai di tintura da aggiungere ad ogni sacchetto

Sacchetto 1 Sacchetto 2 Sacchetto 3 Sacchetto 4 Sacchetto 5
5 giallo 4 giallo 3 giallo 2 giallo 1 giallo
1 rosso 2 rossi 3 rossi 4 rossi 5 rossi

E lo stesso per la gradazione rosso e blu e per quella rosa e azzurra. Poi ci siamo stufate e abbiamo fatto in maniera più artistica! ;o)

Ed ecco la fase di tintura: abbiamo messo il colore nelle buste (NB: sarebbe meglio mettere il colore nelle buste e dopo aggiungere la stoffa, per non creare macchie versando direttamente il colore sul tessuto, ma dato il numero di sacchetti la cosa era troppo complessa) chiuse le buste (e qui devo ammetterlo davanti a tutti: non sono in grado di chiudere un sacchetto Ziplock! Ci ho provato, ma i miei restavano sempre aperti e Susy ha dovuto controllarli tutti! Mi cospargo il capo di cenere….)

E dato che noi abbiamo aspettato un oretta (meno per i colori scuri, quasi un ora per sicurezza con i gialli) e potete vedere che effetto ci stesse facendo, voi dovrete aspettare domani per vedere i nostri risultati!

Abbiamo lasciato le nostre eroine (questo si chiama retaggio di giochi di ruolo…) dotate di guanti di gomma e in attesa di lavare le stoffe….

E finalmente, dopo tanto aspettare, ecco un esempio di quello che abbiamo ottenuto


legando alcuni pezzi di stoffa con dello spago

Definita da Ilaria “simile alla Sindone” l’abbiamo ottenuta piegando la stoffa a fisarmonica

legando con l’elastico

routando lievemente la stoffa (si vede in una foto precedente, mentre mettevamo le stoffe nei sacchetti)

Ecco parte delle stoffe stese ad asciugare dopo un ciclo con molti risciacqui e a temperatura mediamente calda

E direi sia tutto, speriamo di avervi divertito, mi spiace che in nesuna delle foto risulti Ilaria e nemmeno Toby (il mega cagnone di Marta).


CIAO!