Ricodando gli studi

Il periodo delle scuole superiori (e successivamente gli eventuali studi universitari) ha lasciato a tutti quanti ricordi fortissimi. Le storie d’amore, le delusioni, i successi, le decisioni importanti da prendere, il diventare indipendenti. E poi le attività extra scolastiche: sport, discoteca, musica e chi più ne ha più ne metta.

High school and college are special periods that leave strong emotions and memories in all of us. Love stories, delusions, successes, important decisions to take, independance… E then the extra curricula activities: sport, disco, music and on and on…

Quindi quando Soma mi ha proposto la partecipazione al suo nuovo Blog hop intitolato “College” sono andata un po’ in tilt. Il college corrisponde all’incirca all’università, e come rappresentarlo vista la vastità di argomenti ed esperienze? Ci ho messo mesi (letteralmente!) a decidere, e poi un sacco di tempo a trovare l’immagine giusta da cui partire. Alla fine ho deciso di rappresentare gli studi scientifici, e per farlo ho usato un microscopio. In giro in rete non ho trovato modelli in paper piecing di microscopi e mi par un tema carino che potrebbe esser utile anche per regali di laurea, pannelli a tema. 

When Soma asked me to partecipate to her new College blog hop I really had a hell of a time deciding what to do. How could I choose what to show? It took months before I managed to decide what to stich, and then choose the right image. In the end I chose a microscope, to represent my scientific studies. While searching the web I didn’t find a paper pieced microscope so this could be useful also for science-oriented gifts.

La cosa poi che mi fa sorridere è che lo spazio sul vetrino si presta per una stoffa davvero a tema: fiori per un botanico, insetti per un entomologo, cristalli per un geologo, e strani occhi che ti scrutano per un biologo ;)

What I really like is that you can showcase a special fabric on the slide: flowers for a botanist, insects for an entomologist, rocks for geologists, strange eyes peering at you for a biologist :)

Mi ero imposta di doverlo cucire (nonostante non fosse obbligatorio per la partecipazione) e quindi eccovi il mio microscopio color turchese su verde, con stoffe strane prese a Vicenza l’anno scorso.

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Scaricatevi qui il modello, e fatemi sapere se lo cucite!

Download the pattern and let me know if you stitch it!

 

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Un albero in fiore

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Rieccomi, per finire di raccontarvi la storia dell’albero fiorito. Fatta eccezione per i fiori grandi e le coccinelle tutti i fiori sono stati tagliati usando la mia amata Big shot con fustelle della sizzix. Per la precisione:

tattered florals 656640
flower layers #7 657108
flower layers #6 657051
flower layers #8 657109
Bird flower and leaf 657008
Flowers cottage trio 657110
Hearts 656334
Tattered leaves 656927 
Butterfly 657121

Here we go again, I have to tell you the rest of the story of my new quilt: A Garden of Flowers. With the only exception of the ladybugs and the bigger flowers (which were taken from the original pattern) all the flowers, hearts, butterflies and birds were cut using the Big shot, making it a very fast and accurate project. The dies we have used are the following:

tattered florals 656640
flower layers #7 657108
flower layers #6 657051
flower layers #8 657109
Bird flower and leaf 657008
Flowers cottage trio 657110
Hearts 656334
Tattered leaves 656927 
Butterfly 657121

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Vi dicevo che è stato un lavoro di gruppo, e che ho fatto lavorare (con la frusta!) un sacco di ragazze per finire in tempi record il top, ed eravamo arrivati al punto in cui mi portavo a casa il mio quilt da impunturare. Non ho citato i problemi per far cascare il bordo correttamente. Questa volta era un whole cloth quilt, quindi un unico pezzo di stoffa da bordare. Non avevamo mai provato prima e non è per nulla facile, tende ad andare tutto storto e far cadere i quadrati del bordo (3″x3″ finiti nel nostro caso) è stato quasi comico, con non so quanti tentativi di calcolo per decidere quanti quadrati dovessero esserci!

This was a group project, but the time was tight so I had to make everyone work like crazy! We only had one afternoon to work together on the top, so I could take it back home to finish the border and the quilting. I almost had to use a whip ;)
I had some problems making the border fit afterwards: I never had a whole cloth quilt to border and I found out it’s extremely difficult to square it. We chose a finished 3×3 scrap border and tried applying all the possible math until we got fed up and just went with trial and error.

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Ma la domanda ora è come quiltarlo. Cercando in internet ne ho trovate varie versioni: in un caso tutti i fiori venivano finiti con un punto cordoncino. L’effetto è molto “finito” e pulito ma è estremamente difficile mantenere un punto cordoncino pulito e uniforme quando bisogna girare angoli stretti come capita in alcuni dei miei fiori, e ci si mette davvero molto per finirlo. L’autrice ci ha messo 4 mesi per completarlo! Bocciato! Lazylab quilt company e pure una versione quiltata professionalmente (con una long arm) su Busy quilting.

Seconda opzioni: tutti i fiori vengono riempiti da un uniforme punto decorativo, uno stippling fitto fitto ad esempio. Anche qui l’effetto mi piace molto ma chi l’ha realizzato era l’autrice stessa. Di nuovo i tempi sono lunghissimi e per ottenere un bel risultato omogeneo ci vuole una macchina e una quilter migliore di me. Don’t look now

Terza opzione: un classico, si ricalcano i margini di ogni fiore una o più volt,e in modo da mantenere l’effetto della forma facendo pero’ un bel margine che ferma il fiore senza che si sfilacci. Tempi molto più ridotti, e margini ben fissati in modo che si possa lavarlo senza troppi patemi. Promosso! Ne vedete una versione su Plum Quilts!

Quindi si comincia, e visto il tipo di progetto e la relativa fretta Carlo si offre di aiutarmi, realizzandomi un meraviglioso tavolo per quiltatura in cui infilare la mia Borther sfruttando un ripiano avanzato dell’armadio! Lusso e stralusso, credetemi!

Then the problem was deciding how to quilt it. It’s a fairly common patten so I found many different versions of it. Lazylab quilt company used a satin stitch, and the effect is gorgeous and very polished, but it’s difficult to turn around very tight spots and it’s very very time consuming. The quilter took 4 months to finish it while I had a couple of days!  A similar effect is the one chosen by Busy quilting, but again she is a professiona long arm quilter, so no sense in competing with her!

Second option: the flowers are filled up with a tight stipple or some other kind of filler motif. This is what the author of the pattern (Don’t look now) chose to do but again it’s very long and I didn’t have that kind of time available.

Third option: an all time favorite. Just follow the borders of the appliquè pieces emphasizing the shapes and saving them from fraying. Easy and fast, my choice (and also that of Plum Quilts! if you want to have a look).

So here we are, ready to start, and with a new “gift” to try out. Carlo has found the time to make me a quilting table (using a discarded Ikea PAX shelf).

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L’unica parte che ho curato con molta più attenzione è stato il margine del tronco, perché in quel caso non avevamo usato una fliselina biadesiva ma solo la colla spray, quindi la preoccupazione che si sfilacciasse era maggiore. Ho usato uno dei punti decorativi della mia fedele Brother che fa un effetto stippling, così il margine cucito era più ampio.

The only part I quilted with much more care was the tree trunk. We did not use fusible web for this but just spray glue, so I was afraid it could fray. I used one of the decorative stitches of my brother (a stippling effect) to have a much larger sewn border.

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I fiori invece li ho quiltati seguendo i margini con un colore ton sur ton, sia per nascondere gli eventuali errori sia per un effetto cromatico carino. Con qualcuno mi sono divertita di più aggiungendo ghirigori vari.

The flowers were quilted just following the margins, using a similar color thread, but I had fun in some places and added some details, so it’s more like a “I spy” quilt.

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Le farfalle e le coccinelle ovviamente invece hanno avuto le loro belle antennine ricamate.

Obviously I added antennas to ladybugs and butterflies.

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La zona bianca però era troppo ampia, e per riempirla rapidamente ho optato per il buon vecchio stippling. Qui pero’ la mia macchina da cucire ha deciso di dare fourfait, e ha cominciato a rompere il filo, incasinare la tensione e in definitiva tirarmi scema.   Dopo un po’ di ore a scucire tutto quello che cucivo ho gettato la spugna, e sono andata da mia mamma a fregarmi la Viking che abbiamo avuto da mia zia. Una buona vecchia solidissima macchina che ha fatto tutto lo stippling del fondo senza lamentarsi. A dimostrazione del fatto che non ci vuole chissà quale attrezzatura (ma non toglietemi i miei guanti da giardinaggio gommosetti da 3-4€ che sembran nati per qualitare). Per fortuna la viking ha un braccio libero un po’ più stretto della mia Brother, quindi entrava seppur un po’ storta nella fessura del mio nuovo tavolo.

The white background was still too big to leave unquilted, so I decided for an easy wide stippling. But my sewing machine gave up, and I spent hours unpicking everything I tried sewing. I got fed up and stole my aunt’s Viking. An older, very reliable sewing machine that was up to the job. So you see, you really don’t need a fancy equipment to quilt (but don’t touch my gardening gloves that work perfectly as quilting gloves!) Luckily also the viking fits (a little awkwardly) in my quilting table.

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E quindi si continua, mandando alle altre ragazze le foto man mano per tenerle aggiornate.

So we start again, keeping the other girls updated with daily “good morning” pictures.

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E finalmente è ora di togliere le spille da balia!! Cercando di cacciare gli aiutanti pelosi che non vogliono sentir ragioni, per fortuna la destinataria non è allergica!!

And finally it’s time to take all the safety pins away. Trying to keep the furry friends at bay (luckily the owner is not allergic to cats!)

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E dopo aver tagliato tutti i fili pendenti me ne posso andare in Austria, lasciando a mia mamma il compito finale di fare il binding. La scelta è caduta sul bianco per non fare confusione, e mia mamma ha tagliato e cucito metri e metri di bordino per chiudere.

And after snipping all the loose threads it’s my turn to go on vacation, I’m off to Austria leaving the quilt with my mother that will bind it. We chose a white binding, and it took her ages to finish it. 

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Basta, la storia del quilt finisce con la consegna. Si riesce a combinare un incontro di gruppo che commuove la destinataria e riempie il nostro cuore di gioia.

Ma in realtà, come per ogni quilt, la storia è appena cominciata: ora che è con lei e le scalderà i piedini ovviamente, ma le farà anche compagnia, la farà sorridere si spera guardando i fiori colorati, le ricorderà che ci sono tante persone che le vogliono bene e che tifano sempre per lei. Così è la storia dei quilt fatti col cuore, perché nulla come un oggetto fatto a mano trasmette l’affetto di chi ci ha lavorato.


And now it’s time to give it to our friend. Me managed to be all there for this occasion, she was very moved, and it filled our hearts with joy.
So here ends the story of this quilt. But it’s not true, a quilt’s story is just starting out when the owner receives it. It will certainly keep her feet warm, but it will also keep her company, hopefully make her smile and always remember that we love her and are always at her side. This is the story of all hand made quilts, because nothing like a hand made object can carry with it the feelings of who created it.

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Vi lascio con una galleria di immagini scattate prima di consegnarlo, e i numeri finali:

  • 76 fiori
  • 14 cuori
  • 10 coccinelle
  • 9 foglie
  • 9 cerchietti
  • 6 farfalle
  • 3 uccellini
  • 1 sgorbietto
  • 1 gufo
Some more pictures and the final round up.
STARRING:
  • 76 flowers
  • 14 hearts
  • 10 ladybugs
  • 9 leaves
  • 9 circles
  • 6 butterlies
  • 3 birds
  • 1 sgorbietto
  • 1 owl

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100 sartine italiane

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Oggi come ieri, l’italia è piena di bravissime donne che con ago e filo riescono a creare le cose più incredibili. Manca pero’ un modo per riuscire a trovarle ed apprezzarle, tutte queste donne creative che sparse per il web mostrano i loro lavori e condividono le loro idee. E così ho pensato di lanciare un appello: se passate di qui lasciate il vostro link, facciamo un bel catalogo di donne che cuciono in italiano!

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Era il 17 settembre dell’anno scorso quando ho lanciato l’idea, e mi preme sottolineare che io non ho aggiunto nemmeno un link personalmente. Non sono andata in giro a controllare i vari blogroll per aggungerne i riferimenti sul mio sito, ho solo invitato tutti via facebook e sul mio blog a partecipare e ho ovviamente aiutato che me lo chiedeva, ma ogni persona ha scelto di esserci e ha aggiunto il suo riferimento.

Ed ora vi racconto perché sono così emozionata: ieri, 1 settembre, a meno di un anno di distanza, abbiamo raggiunto 100 iscritte che cuciono in italiano

Sono felicissima di aver raccolto così tanto entusiasmo, non ho visitato ogni singolo link ancora ma quelli che ho visto erano molto interessanti e trattavano un po’ di tutto. Vi ringrazio tutte e 100, ma anche chi non si è ancora aggiunto per timidezza (su, su, che aspetti!!) o chi non ha un blog o ne ha uno che non parla di cucito ma viene sempre a vedere, e ovviamente chi non ne sapeva nulla ma passa ora di qua.

Grazie, grazie! Continuate a pubblicizzarlo, potremmo “sfruttare” questa lista anche per dei giveaway o dei concorsi, restiamo in contatto e lavoriamo tutte insieme per continuare a portare avanti l’eccellenza italiana anche in questo campo.

E come simbolo, vorrei fare un regalo alla centesima, Moky del Gomitolo di Moky, che fa delle cose splendide con l’uncinetto (ahhh, il Jawa è meraviglioso!) ma ha cominciato a usare la macchina da cucire da poco più di un mese! Ha un bimbo piccolo ma non la ferma nulla, andate a vedere le sue creazioni. 

E continuate a cucire in italiano mie care :)

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La Sartina di Alfredo Catarsini, artista Licchese nato nel 1899 (foto dal sito LoSchermo.it)

Ma davvero si cuce così??? Tutorial per tutti!

Finalmente riesco a ritrovare e montare questo povero tutorial che attende da secoli :)

Mi faceva una gran tristezza la mia bustina in plastica porta documenti in auto, tra l’altro d’estate con il sole tendono a diventare mollicce e i documenti di tatuano sulla plastica. Orrore!

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Quindi ho spulciato un po’ e ho trovato questa spiegazione talmente veloce che non credevo potesse funzionare, invece in 3 mosse, cucita e pronta.

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Cambiate le misure, i colori, la lunghezza della patellina: insomma fatene quel che volete. Potete anche usare una stoffa impermeabile e usarlo per il costume da bagno, farla piccina per i trucchi o grande grande come cartelletta. Fatemi sapere!!

 

Sognando con le fatine

Un anno fa una delle mie amiche di sempre ha avuto una splendida bimba, bionda con gli occhi azzurri che le assomiglia a tal punto che mi sembra di tornare indietro nel tempo guardandola. Se c’è una bimba per cui avrei voluto fare una coperta è sicuramente lei, ma le cose vanno sempre in modo strano e Giorgia nonl’ha avuta per la nascita nè per il suo primo compleanno, ma a giorni ci sarà il battesimo e quello non me lo sono fatta mancare.

Che stoffe usare? A Vicenza avevo comprato proprio pensando a lei dei sacchetti da Filomania, quelli nei cestoni che le “profane” passando e vedendo la ressa guardano con sospetto e di cui chiedono “ma poi, che ve ne fate?”.

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3 sacchettini erano fin troppo alla fine, ci abbiamo abbinato due tinte unite e abbiamo scelto un modello che sfruttasse al massimo la dimensione dei pezzi che avevamo. Qualche mezzo quadrato dopo…

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Siamo arrivati a giocare con le disposizioni dei blocchi

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L’abbiamo finita. Come sempre abbiamo usato il pile per il retro, bianco per l’occasione e stile minkee. Morbido come una nuvola, e rognoso da quiltare come la panna montata ;)

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Disegno e procedimento li ho filmati, e speranzosamente li vedrete quando torno dalla mia vacanza, intanto vi lascio un breve video.

Le delusioni dei kit

Non avevamo mai comprato un kit per un quilt per vari motivi: i prezzi sono alti, ci divertiamo a mettere insieme da sole le stoffe che ci piacciono, i kit danno poca possibilità di personalizzare… Ma una volta siamo cadute in tentazione a abbiamo preso da Keepsake quilting un kit con un modello della Black cat design, Cascades

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Questo è il kit come lo pubblicizza un negozio australiano, e si riconoscono i colori viola (è più corretto in inglese purple, il viola che tende al rosso) e dei bellissimi turchesi, con 4 fat quarter giallo brillante a fare da contrasto. Non ci sono dubbi che le stoffe del kit siano le stesse tonalità, si parla di batik e ce ne sono milioni in commercio, e che il risultato sarà quello della foto. Guardando con attenzione la foto del quilt e le stoffe non si riconoscono le singole scelte fatte dall’autrice, ed è ovvio, ma si vede benissimo che le scelte del negozio sono perfettamente in linea con la palette che aveva selezionato la disegnatrice.

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In fin dei conti, se compriamo un kit è perché vogliamo riprodurre il risultato dell’immagine, giusto? Altrimenti ce le sceglievamo noi e magari decidevamo di fare qualcosa di totalmente differente come hanno fatto queste persone che hanno acquistato il modello e non il kit (a sx Cascades by Kathy Wrinkle, quilted by Shari Brindley e a destra la versione di Lisa Caryl del blog Something from nothing)

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No, noi vogliamo quella combinazione viola-turchese e abbiamo comprato il kit proprio per questo. Apriamo il pacco, e troviamo questo

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Ho cercato di modificare la foto per rendere i colori corretti, non è perfetta ma credo che renda l’idea. Le stoffe che abbiamo ricevuto sono estremamente più scure: i viola sono sulla stessa tonalità anche se una gradazione più scura e si può passarci sopra. La stoffa per i bordi è un viola quasi nero mentre nella foto originale è molto più chiaro ma va bene, deve fare da contrasto e non ci lamentiamo. Ma dove sono i turchesi? Dove stanno quei bellissimi colori che si vedono bene nella foto del quilt (anzi, ve li mostro meglio)

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Perchè il mio kit ha dei blu petrolio e blu pavone? E poi perché su 4 gialli che mi hanno mandato uno è scurissimo e con disegni ad onde che non faranno da punto di luce nel quilt? argh…

I batik sono sempre belli, per carità, e ne abbiamo già trovati 3 nella nostra collezione da sostituire a quelli del kit per far virare il tutto un po’ più verso il chiaro. Ma il principio che resta è che se scelgo e spendo i soldi per un kit, devi fornirmi le stoffe per ripetere il risultato sulla copertina del modello, non stoffe di tonalità differenti.

Lezione imparata dal nostro primo (e ultimo!) acquisto di kit. Voi che esperienze avete avuto?

Baci!

Nuovo anno nuovi blocchi!!!

Come ogni anno si aprono le danze per i blocchi del mese, un modo ottimo per cucire in compagnia e realizzare con calma un progetto impegnativo. Ne ho trovati alcuni carini da proporvi anche questa volta :)

Craftsy ha un nuovo blocco del mese, e stavolta ci sono dei blocchi belli interessanti come i cubi con le cuciture a Y. Non mi esalta la scelta di colori dell’autrice, ma non mancherò di seguirlo. Poi a me piacciono da morire i corsi su craftsy, un bel video tutorial per ogni blocco.

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Questo è in paper piecing, e il tema è il cucito. Lo tiene Quiet play sfruttando nuovamente la piattaforma di craftsy. I blocchi saranno gratuiti per il primo mese e poi a pagamento. Il primo è un righello, ma ne arriveranno di molto belli e complessi.

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E il mio preferito in assoluto: un BOM di paper piecing basato sul signore degli anelli. Che chiedere di più? Il primo blocco è venerdì, e ogni mese ci saranno anche più modelli!! Alla fine ne verranno pubblicati ben 29 (dico poco??). I modelli li troverete sul sito di Liljabs e su fandom in stitches.

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Ula Lenze non ci delude, e anche quest’anno fa un Bom dal titolo: La mia casa è il mio castello. Il quilt finito sarà un bellissimo castello formato da vari pezzi più o meno complicati.

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