Lucca comics and games!!!!!!

E sono tornata dalle vacanze!!!!! Fa specie che abbia lasciato un clima Londinese sai più mite di quello che ho trovato a Trieste, dove soffia una bora notevole e come ogni inizio inverno son caduti alberi e persiane.

Devo mettere un po’ di ordine tra le cose da raccontarvi, quindi oggi si parla solo di Lucca. Da dove inizio? Lucca è sempre un’emozione, quella che molti tour operator di crociera definirebbero “una fuga dalla realtà”. E nel caso di Lucca Comics&games lo è davvero, forse più del viaggio alle Canarie perchè sembra di vivere in un mondo diverso.

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Bambini e adulti vanno in giro mascherati, cantano, ballano ai concerti. Persone del tutto sconsociute si abbracciano perchè hanno riconosciuto nell’altra persona qualcosa, si, ma qualcosa di diverso dai lineamenti. Va bene, qui parto per una tangenziale troppo filosofica, torniamo con i piedini per terra. Questo per me e Nico (mio nipote) era il terzo anno ai comics, ormai ci consideriamo scafati e giriamo come dei piccoli esperti. Io dalle esperienze degli anni scorsi ho imparato alcune cose fondamentali che volentieri condivido con voi mentre altri trucchetti segreti (come dove posteggiare!) li devo tenere per me, perdonatemi ;)

1) Scarpe! L’ho detto e ripetuto (anche fotograficamente l’anno scorso) anche se credete che non sia un problema e supponete di essere in grado di camminare per un paio di giorni con tacchi stratosferici o strutture che sfidano la gravità, in realtà NON lo fate se passate il resto dell’anno con le ciabattine o le scarpe da ginnastica. Niente di peggio di avere vesciche ovunque per rovinarsi la giornata… Notate quindi che belle scarpine razionali e comode abbiamo ai piedi noi due e il simpatico Frodo ;)

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 2)albergo! Prenotate in anticipo, ma non circa, tipo 1 anno prima sarebbe l’ideale ma almeno 10 mesi è obbligatorio se non volete trovarvi a pernottare a Pisa o ancora più in là. E non dico per dire, noi da un’anno all’altro abbiamo migliorato notevolmente la nostra  scelta di alloggio da un albergo vicino all’areoporto di Pisa (!) a un albergo non malaccio a una ventina di minuti da Lucca a un posto spettacoloso a 15 minuti da Lucca.

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3)cibo! Il bello dei comics è che non sono chiusi in un solo capannone ma diffusi in più posti a Lucca. Quindi non si è costretti a mangiare panini sottodimensionati in bar esosi come capita nelle sedi fieristiche ma si può scegliere un posto diverso ogni volta con prezzi decorosissimi e una scelta notevole. E a metà pomeriggio non disdegnate uno spuntino sfruttando i panifici, io adoro Chifenti e le torte sono to die for. E portatene a casa una per rabbonire i parenti a cui avete appioppato i gatti (ad esempio, così per dire, non parlo per esperienza personale ovviamente…)

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4)wc! Non giriamoci intorno, è un bisogno fondamentale e avere costumi ingombranti e complessi NON rende le cose nè più semplici nè più gradevoli! L’organizzazione sparge wc chimici in ogni angolo e non ho nulla da obiettare, ma personalmente più lontano sto da quelle scatole dal finto odor di fragola meglio sto. La soluzione? Facile, si va in uno degli splendidi bar di Lucca, si prende un buon thè (c’è chi ama il caffè mi dicono, anche quello può andar bene) e si usano i servizi. Facile e l’uso di un bagno pulito val bene un caffè.

 

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5)meteo! Non si puo’ prevedere come sarà il tempo quindi meglio avere un piano B. Il costume che abbiamo realizzato con un lavoro certosino e ha parti con vernici ad acqua, o peggio cartapesta e stoffe delicate non merita di venir distrutto sotto il primo acquazzone. Quindi meglio pensare a un piano di riserva che implichi un costume più adatto e resistente. Lo stesso per la temperatura: sia quest’anno che l’anno scorso alcune giornate sembravano primaverili e le ragazze potevano girare senza problemi semi nude. Ma in caso di crollo delle temperature meglio avere un vestito alternativo un po’ meno discinto, nonostante mi ricordi benissimo che a 18 anni si resiste moooolto meglio a questi strapazzi ;) Io quest’anno avevo il mio nuovo costume da Rincewind e ho portato Mary Poppins per sicurezza, sfruttando l’ombrello ampiamente il sabato!!

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6)cosplay! Qui potrei dire molto anche perchè ogni anno mi chiedo come mai alcuni si sottopongano al martirio di girare con complessi accessori o strutture assurde che permettono a male pena di camminare. Dico solo di pensare in anticipo agli spostamenti/parcheggi per non trovarsi a chilometri dall’auto con un’impalcatura da orso grizzly o una spada di 3m! (La spada della foto non misura 3m ma è in ogni caso in legno pieno e pesava mi par di aver capito 7kg…)

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Splendidi sono i vestiti unici e geniali, nati da un’idea originale. Forse ti riconosceranno in pochi, ma la soddisfazione non manca. Ad esempio questa ragazza con cosplayer ispirato a Magritte (che mi ha urlato “almeno tu hai capito chi sono!!!”) o la rappresentazione del quadro di Jan Vermeet “La ragazza col turbante” (meglio nota  come ragazza con l’orecchino di perla)

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Dopo queste perle di saggezza vi lascio al video di quest’anno, rispetto all’anno scorso devo dire c’erano meno costumi e non sono riuscita a vedere la gara cosplay sul palco causa meteo infelice, ma ho cmq incrociato alcuni cosplay splendidi. E il mio costume da Rincewind (o Scuotivento all’italiana) è stato capito da 3 persone, ma la loro reazione valeva più di mille che hanno visto Mary Poppins e l’hanno salutata il giorno dopo :) Nico invece ha scelto un personaggio di League of Legends e si è molto divertito ad andare allo stand ufficiale dei Comics partecipando alla sfilata.

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Io intanto lo aspettavo sul fianco e devo aver impietosito uno dei disegnatori ufficiali che mi si è avvicinato regalandomi una specie di cupcake gommoso con la sua firma. Dopo ho chiesto informazioni e ho scoperto che si tratta del merchandising ufficiale che non viene venduto ma solo regalato in queste occasioni e che la firma è richiestissima. Io sospetto di avergli fatto tenerezza vestita da mago accasciata sulla balaustra che delimitava la zona dei designer con sguardo di solenne disperazione!

 

As always, spero di tornare l’anno prossimo perchè è sempre un’esperienza entusiasmante (anche se guidar fin lì è una stancata!!!) e conto di fare anche l’anno prossimo un costume strano, forse sempre ispirato a Terry Pratchett o forse la mia mania led arriverà al suo top e sarò coperta di lucette… vedremo!

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Che si fa qui?

Si fa, si fa, ma non si blogga purtroppo. Sarà la primavera ma ho poca voglia di scrivere.

Dovrei raccontarvi che ho comprato un nuovo essiccatore (il colpevole è Carlo che ha fregato il mio per portarlo in ufficio ad essiccare il filamento per la stampante 3d, ma caliamo un velo pietoso sul concetto) e ora son orgogliosa proprietaria di un Biosec della Tauro essiccatori, il non plus ultra dell’essicazione italiana, e si capisce anche dal mio album dedicato su pinterest che sono scatenata a raccogliere idee.

 

Che ho cucito una nuova copertina per una bimba speciale, e ho anche filmato un po’ il procedimento quindi ve lo cuccherete a breve.

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Che parto per Londra e a fine mese vado pure a Valencia per un matrimonio, quindi arriveranno foto e altro anche da lì. Ed ho scoperto aribnb e ne sono entusiasta sulla carta (sul monitor!), vedremo dal vivo come va.

Che il gatto Lisert è una delizia e un tormento, ed ora che è primavera è perennemente in cerca di suicidio da caduta dal balcone

Ma prima o poi mi metto, prometto!

;)

Sono solo numeri…

37 sono i miei anni da qualche giorno, 5 i gatti che ho avuto (la Licia, Tigro, Drizzy, la Pisqua e Lisert) ma molti molti altri quelli che sono passati per casa mia e a cui ho trovato sistemazione. 2 le storie importanti della mia vita, ma è più corretto dire 3.

Tante le persone che mi hanno fatto soffrire, 5 le case in cui ho vissuto, 15 i miei tutori stagni: volontari, amici e anche più.

8 gli anni che bloggo, 470,000 visite dice shinystat, 1,144 i post, 4,302 i commenti

960 iscritti al mio canale youtube, 583,478 visualizzazioni, 161 video

14 i pattern che ho su craftsy, il mio primo, la signorina anni ’20 con il cappello, è gratuito ed è stato scaricato 1369 volte. Ne ho visti cuciti 6, e 3 sono delle mie amiche. Se utilizzate i modelli gratuiti di qualcuno fategli il regalo di un commento o una foto quando li prendete.

53 i libri del mio autore preferito, Terry Pratchett, che ho letto, 58 quelli di Stephen King, 415 quelli che ho indicato su anobii

2846 canzoni nel mio itunes per 7gg di ascolto. Ma ascolto solo podcasts

2 le ossa che mi sono rotta nella vita, anche se un mignolo del piede si candida al 3, ma non avendolo radiografato non concorre

7.20 l’ora della sveglia, 3-4 biscotti grancereale al cacao con 1 thè caldo in qualsiasi stagione, poi il resto dei pasti sono casuali.

241 gli amici secondo facebook, ma spesso non so con chi potrei mai parlare

2 le idee di cosplay che mi frullano in testa per Lucca 2013

500gb di HD nel mio portatile, nemmeno 3 liberi. A volte sembra la mia testa, sopratutto la sera

almeno 30 gli smalti per le unghie che possiedo, e non c’è comunque mai il colore che cerco

3 i matrimoni a cui partecipo tra maggio e giugno, di cui uno a 1,700km da qui. 

E alla fine? Dovrei sommare, moltiplicare, dividere poi per i famosi 37? E il risultato?

Se sono fortunata

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ma in fondo, solo solo numeri, inventati dall’uomo per rendere più comprensibile l’esistenza

Le delusioni dei kit

Non avevamo mai comprato un kit per un quilt per vari motivi: i prezzi sono alti, ci divertiamo a mettere insieme da sole le stoffe che ci piacciono, i kit danno poca possibilità di personalizzare… Ma una volta siamo cadute in tentazione a abbiamo preso da Keepsake quilting un kit con un modello della Black cat design, Cascades

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Questo è il kit come lo pubblicizza un negozio australiano, e si riconoscono i colori viola (è più corretto in inglese purple, il viola che tende al rosso) e dei bellissimi turchesi, con 4 fat quarter giallo brillante a fare da contrasto. Non ci sono dubbi che le stoffe del kit siano le stesse tonalità, si parla di batik e ce ne sono milioni in commercio, e che il risultato sarà quello della foto. Guardando con attenzione la foto del quilt e le stoffe non si riconoscono le singole scelte fatte dall’autrice, ed è ovvio, ma si vede benissimo che le scelte del negozio sono perfettamente in linea con la palette che aveva selezionato la disegnatrice.

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In fin dei conti, se compriamo un kit è perché vogliamo riprodurre il risultato dell’immagine, giusto? Altrimenti ce le sceglievamo noi e magari decidevamo di fare qualcosa di totalmente differente come hanno fatto queste persone che hanno acquistato il modello e non il kit (a sx Cascades by Kathy Wrinkle, quilted by Shari Brindley e a destra la versione di Lisa Caryl del blog Something from nothing)

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No, noi vogliamo quella combinazione viola-turchese e abbiamo comprato il kit proprio per questo. Apriamo il pacco, e troviamo questo

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Ho cercato di modificare la foto per rendere i colori corretti, non è perfetta ma credo che renda l’idea. Le stoffe che abbiamo ricevuto sono estremamente più scure: i viola sono sulla stessa tonalità anche se una gradazione più scura e si può passarci sopra. La stoffa per i bordi è un viola quasi nero mentre nella foto originale è molto più chiaro ma va bene, deve fare da contrasto e non ci lamentiamo. Ma dove sono i turchesi? Dove stanno quei bellissimi colori che si vedono bene nella foto del quilt (anzi, ve li mostro meglio)

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Perchè il mio kit ha dei blu petrolio e blu pavone? E poi perché su 4 gialli che mi hanno mandato uno è scurissimo e con disegni ad onde che non faranno da punto di luce nel quilt? argh…

I batik sono sempre belli, per carità, e ne abbiamo già trovati 3 nella nostra collezione da sostituire a quelli del kit per far virare il tutto un po’ più verso il chiaro. Ma il principio che resta è che se scelgo e spendo i soldi per un kit, devi fornirmi le stoffe per ripetere il risultato sulla copertina del modello, non stoffe di tonalità differenti.

Lezione imparata dal nostro primo (e ultimo!) acquisto di kit. Voi che esperienze avete avuto?

Baci!

dolcetti natalizi

Succede che trovi queste ricette navigando su pinterest (oppure te le mandano le “finte” amiche che ti vogliono del male) ;)NewImage

Ma puoi resistere quando gli ingredienti sono solo 3?? Dovresti resistere (o se non altro desistere) quando trovi che te ne mancano 2 di questi 3 ingredienti in effetti!
Ma controlliamo meglio: il burro ce l’ho, il latte condensato… eppure mi sembrava di averne una lattina da qualche parte…

Vuoi vedere che in fondo, dove ci sono quelle mandorle che ormai camminano da sole, quella busta di budino orribile che avevo comprato perché regalava il portachiavi col peluche (si, shame on me), quella marmellata dal colore-sapore indecifrabile, quei biscottini che mi hanno regalato che mi fanno davvero orrore e non mi decido a buttare…

….

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SI!
Beh, insomma, è scaduta nel 2008 a dire il vero…ma non è una di quelle cose eterne che non scadono mai, vero? Non hanno trovato del latte condensato nella tomba dei faraoni che era ancora mangiabiissimo? (beh, no, forse quelle erano granaglie, ma il concetto rimane, vero?).
Comunque la prova assaggio l’ha passata, e non ci sono stati morti nemmeno dopo alcune ore.

Terzo ingrediente, la cioccolata. In realtà di quella ne avevo, ma  non bastava… Pero’ pero’, ci sono quegli ovetti al cioccolato fondente che in fin dei conti sono in giro solo da Pasqua… io il cioccolato fondente non lo amo proprio, e quindi vai con lo scartaggio!

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Quindi, ora vorrete sapere se era mangiabile e sono ancora viva? Si e si :) Mangiabilissimo e sono qui per raccontarlo (nonostante abbia una gran tosse/raffreddore oggi ma dubito che anche con la miglior buona volontà lo si possa attribuire al latte condensato scaduto!).

Quindi dalla seguente esperienza impariamo che: il latte condensato non scade praticamente mai, e il fudge a 3 ingredienti è fenomenale!
Per inciso ne ho fatto una parte con la cioccolata bianca e le amarene ed era davvero notevole… 

I piedi di Lucca cosplay

Mi direte che sono fissata con le scarpe e i piedi, e probabilmente avete ragione. In realtà sono fissata con lo stare comoda, e quindi al 90% sto al piano terra senza tacchi! Ma le scarpe mi affascinano, e per il mio costume di Mary Poppins sono andata in cerca delle scarpe giuste.

Passaggio da Pittarello e ho visto queste, adattissime davvero. E l’animo cosplay (dell’essere precisi fino all’ultimo pixel) mi diceva di comprarle, ma so per certo che non le avrei mai indossate dopo Lucca, quindi ho capitolato su queste che mi piacevano da impazzire ed erano decisamente più sfruttabili.

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Bene, messe in valigia, all’ultimo momento le ho guardate, ho guardato gli stivali neri… e ho messo quelli!DSC 4629
A quanto pare ho imparato la lezione dell’anno scorso. Quindi zompettando per Lucca con i comodi stivali in pelle di mia sorella, ho perso tempo a guardare i piedi altrui, e ho scattato delle foto delle loro sofferenze. Perché il numero di ore in piedi si sente a fine giornata anche se si indossano le pantofoline, figuriamoci quando si calzano improbabili oggetti di fantasia.

Si perchè i personaggi dei manga sono disegnati, e quando si parla di scarpe ce ne rendiamo conto ancor di più; infatti viaggiano su trampoli, barche, stivali e papuzze di tutte le forme e qualità, senza battere ciglio e magari inseguendo un nemico. E per adattarsi ed essere il più somiglianti possibile all’amato personaggio alcuni scelgono di muoversi su veri e propri oggetti del mistero. Questo, ad esempio, non so che personaggio sia ma le scarpe sembrano crocs arancio modificate, praticamente inutilizzabili! Forse se l’è attaccate al collant con il mastice…

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Anche lo zoccolo da geisha sembra difficile da usare, mentre le scarpe da elfo (che invece ornavano i piedi di una sailor mars) mi sembrano più fattibili,

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Chi ha davvero la vita dura sono i robottoni, costretti a trascinare enormi piedi di plastica guadagnando centimetro per centimetro.

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Le donne mi stupiscono di meno, forse perché già le vediamo bilanciarsi su tacchi acuminati nella vita di tutti i giorni, magari bilanciando un figlio, un aborra della spesa o una ventiquattrore mentre parlano al telefono, ma a Lucca riescono a toccare vette di scomodità davvero eccelse. Scarpe che credevo relegate alle fantasie erotiche maschili appaiono su veri piedi e calpestano un vero pavimento.

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fino a questo paio che credevo davvero esistesse solo nei cataloghi di parafrenalia erotica, o nei musei di arte moderna (non so se le calze strappate siano parte del costume o solo il risultato di aver cercato di camminare su quegli attrezzi di tortura)

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E quando non se ne può proprio più? Si va a piedi nudi o poco via, come il gruppo di spartani

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Ci si cambia al volo le scarpe (nonostante qui la ragazza scambi dei tacchi per delle zeppe, quindi la cosa ancora non mi torna)

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o ci se ne frega platealmente, come lui!

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Cosplayers

Dopo avervi mostrato il mio costume, non posso non mostravi quelli che ho visto in giro a Lucca! Visto che le foto erano troppe le ho montate in un video, le musiche sono registrate ai concerti e sono dei Poveri di Sodio e dei Raggi fotonici

E il mio TTMT di questa settimana in inglese, la luce era bassa ma non pensavo una tale tragedia, quindi vi risparmio la versione italiana e la rigirerò quanto prima con la luce del giorno!

 

update: youtube aveva tagliato a metà il video del TTMT, eccolo intero!

Mary Poppins va a Lucca

Vi avevo promesso delle foto della mia esperienza a Lucca Comics and Games, e ogni promessa è un debito. Vi presento Gaya Poppins!

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E non possono mancare le foto del mio bellissimo (e altissimo) accompagnatore, mio nipote Nicola vestito in stile Steampunk

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E una foto di coppia scattata dalla mia amica Franca (anzi, dal figlio) che ho fortuitamente incontrato sulle mura di Lucca. (capito perché lo definivo altissimo accompagnatore?)

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E ci hanno beccato anche su questo sito di fotografia!NewImage

L’ombrello è opera di Carlo, che l’ha intagliato nel legno (sgorbie e dremel) in una serata di delirio il giorno prima di partire. Dipinto poi da mia mamma ora ha bisogno di alcuni ritocchi e di una mano di vernice protettiva per venir utilizzato tutto l’inverno (mica può’ restare in cassetto fino all’anno prossimo poverino, devo poter vedere il mondo!)

Per la prossima volta mi riprometto di fare anche la giacca che dovrebbe stare sotto al cappotto :)

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In ogni caso è stat un’esperienza bellissima, mi hanno chiesto in tanti una fotografia e ho fatto sorridere i bambini piccoli e moltissimi adulti che si sono ricordati di uno dei loro miti d’infanzia. Sono cose che ti danno soddisfazione, per un attimo sei davvero il personaggio che hai scelto, e per le persone che ti incontrano sei un bel ricordo d’infanzia che li fa star bene. E ora pensiamo all’anno prossimo!