Un albero in fiore

Page 3

Rieccomi, per finire di raccontarvi la storia dell’albero fiorito. Fatta eccezione per i fiori grandi e le coccinelle tutti i fiori sono stati tagliati usando la mia amata Big shot con fustelle della sizzix. Per la precisione:

tattered florals 656640
flower layers #7 657108
flower layers #6 657051
flower layers #8 657109
Bird flower and leaf 657008
Flowers cottage trio 657110
Hearts 656334
Tattered leaves 656927 
Butterfly 657121

Here we go again, I have to tell you the rest of the story of my new quilt: A Garden of Flowers. With the only exception of the ladybugs and the bigger flowers (which were taken from the original pattern) all the flowers, hearts, butterflies and birds were cut using the Big shot, making it a very fast and accurate project. The dies we have used are the following:

tattered florals 656640
flower layers #7 657108
flower layers #6 657051
flower layers #8 657109
Bird flower and leaf 657008
Flowers cottage trio 657110
Hearts 656334
Tattered leaves 656927 
Butterfly 657121

DSC 7013 

Vi dicevo che è stato un lavoro di gruppo, e che ho fatto lavorare (con la frusta!) un sacco di ragazze per finire in tempi record il top, ed eravamo arrivati al punto in cui mi portavo a casa il mio quilt da impunturare. Non ho citato i problemi per far cascare il bordo correttamente. Questa volta era un whole cloth quilt, quindi un unico pezzo di stoffa da bordare. Non avevamo mai provato prima e non è per nulla facile, tende ad andare tutto storto e far cadere i quadrati del bordo (3″x3″ finiti nel nostro caso) è stato quasi comico, con non so quanti tentativi di calcolo per decidere quanti quadrati dovessero esserci!

This was a group project, but the time was tight so I had to make everyone work like crazy! We only had one afternoon to work together on the top, so I could take it back home to finish the border and the quilting. I almost had to use a whip ;)
I had some problems making the border fit afterwards: I never had a whole cloth quilt to border and I found out it’s extremely difficult to square it. We chose a finished 3×3 scrap border and tried applying all the possible math until we got fed up and just went with trial and error.

IMG 1831

Ma la domanda ora è come quiltarlo. Cercando in internet ne ho trovate varie versioni: in un caso tutti i fiori venivano finiti con un punto cordoncino. L’effetto è molto “finito” e pulito ma è estremamente difficile mantenere un punto cordoncino pulito e uniforme quando bisogna girare angoli stretti come capita in alcuni dei miei fiori, e ci si mette davvero molto per finirlo. L’autrice ci ha messo 4 mesi per completarlo! Bocciato! Lazylab quilt company e pure una versione quiltata professionalmente (con una long arm) su Busy quilting.

Seconda opzioni: tutti i fiori vengono riempiti da un uniforme punto decorativo, uno stippling fitto fitto ad esempio. Anche qui l’effetto mi piace molto ma chi l’ha realizzato era l’autrice stessa. Di nuovo i tempi sono lunghissimi e per ottenere un bel risultato omogeneo ci vuole una macchina e una quilter migliore di me. Don’t look now

Terza opzione: un classico, si ricalcano i margini di ogni fiore una o più volt,e in modo da mantenere l’effetto della forma facendo pero’ un bel margine che ferma il fiore senza che si sfilacci. Tempi molto più ridotti, e margini ben fissati in modo che si possa lavarlo senza troppi patemi. Promosso! Ne vedete una versione su Plum Quilts!

Quindi si comincia, e visto il tipo di progetto e la relativa fretta Carlo si offre di aiutarmi, realizzandomi un meraviglioso tavolo per quiltatura in cui infilare la mia Borther sfruttando un ripiano avanzato dell’armadio! Lusso e stralusso, credetemi!

Then the problem was deciding how to quilt it. It’s a fairly common patten so I found many different versions of it. Lazylab quilt company used a satin stitch, and the effect is gorgeous and very polished, but it’s difficult to turn around very tight spots and it’s very very time consuming. The quilter took 4 months to finish it while I had a couple of days!  A similar effect is the one chosen by Busy quilting, but again she is a professiona long arm quilter, so no sense in competing with her!

Second option: the flowers are filled up with a tight stipple or some other kind of filler motif. This is what the author of the pattern (Don’t look now) chose to do but again it’s very long and I didn’t have that kind of time available.

Third option: an all time favorite. Just follow the borders of the appliquè pieces emphasizing the shapes and saving them from fraying. Easy and fast, my choice (and also that of Plum Quilts! if you want to have a look).

So here we are, ready to start, and with a new “gift” to try out. Carlo has found the time to make me a quilting table (using a discarded Ikea PAX shelf).

IMG 1828

L’unica parte che ho curato con molta più attenzione è stato il margine del tronco, perché in quel caso non avevamo usato una fliselina biadesiva ma solo la colla spray, quindi la preoccupazione che si sfilacciasse era maggiore. Ho usato uno dei punti decorativi della mia fedele Brother che fa un effetto stippling, così il margine cucito era più ampio.

The only part I quilted with much more care was the tree trunk. We did not use fusible web for this but just spray glue, so I was afraid it could fray. I used one of the decorative stitches of my brother (a stippling effect) to have a much larger sewn border.

IMG 1839

I fiori invece li ho quiltati seguendo i margini con un colore ton sur ton, sia per nascondere gli eventuali errori sia per un effetto cromatico carino. Con qualcuno mi sono divertita di più aggiungendo ghirigori vari.

The flowers were quilted just following the margins, using a similar color thread, but I had fun in some places and added some details, so it’s more like a “I spy” quilt.

DSC 6938

Le farfalle e le coccinelle ovviamente invece hanno avuto le loro belle antennine ricamate.

Obviously I added antennas to ladybugs and butterflies.

IMG 1850

DSC 6952

La zona bianca però era troppo ampia, e per riempirla rapidamente ho optato per il buon vecchio stippling. Qui pero’ la mia macchina da cucire ha deciso di dare fourfait, e ha cominciato a rompere il filo, incasinare la tensione e in definitiva tirarmi scema.   Dopo un po’ di ore a scucire tutto quello che cucivo ho gettato la spugna, e sono andata da mia mamma a fregarmi la Viking che abbiamo avuto da mia zia. Una buona vecchia solidissima macchina che ha fatto tutto lo stippling del fondo senza lamentarsi. A dimostrazione del fatto che non ci vuole chissà quale attrezzatura (ma non toglietemi i miei guanti da giardinaggio gommosetti da 3-4€ che sembran nati per qualitare). Per fortuna la viking ha un braccio libero un po’ più stretto della mia Brother, quindi entrava seppur un po’ storta nella fessura del mio nuovo tavolo.

The white background was still too big to leave unquilted, so I decided for an easy wide stippling. But my sewing machine gave up, and I spent hours unpicking everything I tried sewing. I got fed up and stole my aunt’s Viking. An older, very reliable sewing machine that was up to the job. So you see, you really don’t need a fancy equipment to quilt (but don’t touch my gardening gloves that work perfectly as quilting gloves!) Luckily also the viking fits (a little awkwardly) in my quilting table.

IMG 1876

E quindi si continua, mandando alle altre ragazze le foto man mano per tenerle aggiornate.

So we start again, keeping the other girls updated with daily “good morning” pictures.

IMG 1878

E finalmente è ora di togliere le spille da balia!! Cercando di cacciare gli aiutanti pelosi che non vogliono sentir ragioni, per fortuna la destinataria non è allergica!!

And finally it’s time to take all the safety pins away. Trying to keep the furry friends at bay (luckily the owner is not allergic to cats!)

IMG 1884

E dopo aver tagliato tutti i fili pendenti me ne posso andare in Austria, lasciando a mia mamma il compito finale di fare il binding. La scelta è caduta sul bianco per non fare confusione, e mia mamma ha tagliato e cucito metri e metri di bordino per chiudere.

And after snipping all the loose threads it’s my turn to go on vacation, I’m off to Austria leaving the quilt with my mother that will bind it. We chose a white binding, and it took her ages to finish it. 

DSC 6937

Basta, la storia del quilt finisce con la consegna. Si riesce a combinare un incontro di gruppo che commuove la destinataria e riempie il nostro cuore di gioia.

Ma in realtà, come per ogni quilt, la storia è appena cominciata: ora che è con lei e le scalderà i piedini ovviamente, ma le farà anche compagnia, la farà sorridere si spera guardando i fiori colorati, le ricorderà che ci sono tante persone che le vogliono bene e che tifano sempre per lei. Così è la storia dei quilt fatti col cuore, perché nulla come un oggetto fatto a mano trasmette l’affetto di chi ci ha lavorato.


And now it’s time to give it to our friend. Me managed to be all there for this occasion, she was very moved, and it filled our hearts with joy.
So here ends the story of this quilt. But it’s not true, a quilt’s story is just starting out when the owner receives it. It will certainly keep her feet warm, but it will also keep her company, hopefully make her smile and always remember that we love her and are always at her side. This is the story of all hand made quilts, because nothing like a hand made object can carry with it the feelings of who created it.

DSC 6994

Vi lascio con una galleria di immagini scattate prima di consegnarlo, e i numeri finali:

  • 76 fiori
  • 14 cuori
  • 10 coccinelle
  • 9 foglie
  • 9 cerchietti
  • 6 farfalle
  • 3 uccellini
  • 1 sgorbietto
  • 1 gufo
Some more pictures and the final round up.
STARRING:
  • 76 flowers
  • 14 hearts
  • 10 ladybugs
  • 9 leaves
  • 9 circles
  • 6 butterlies
  • 3 birds
  • 1 sgorbietto
  • 1 owl

DSC 6964

DSC 6939

DSC 6966

DSC 6957

DSC 6945

 

 DSC 6928

 DSC 6977

100 sartine italiane

NewImage

Oggi come ieri, l’italia è piena di bravissime donne che con ago e filo riescono a creare le cose più incredibili. Manca pero’ un modo per riuscire a trovarle ed apprezzarle, tutte queste donne creative che sparse per il web mostrano i loro lavori e condividono le loro idee. E così ho pensato di lanciare un appello: se passate di qui lasciate il vostro link, facciamo un bel catalogo di donne che cuciono in italiano!

NewImage

Era il 17 settembre dell’anno scorso quando ho lanciato l’idea, e mi preme sottolineare che io non ho aggiunto nemmeno un link personalmente. Non sono andata in giro a controllare i vari blogroll per aggungerne i riferimenti sul mio sito, ho solo invitato tutti via facebook e sul mio blog a partecipare e ho ovviamente aiutato che me lo chiedeva, ma ogni persona ha scelto di esserci e ha aggiunto il suo riferimento.

Ed ora vi racconto perché sono così emozionata: ieri, 1 settembre, a meno di un anno di distanza, abbiamo raggiunto 100 iscritte che cuciono in italiano

Sono felicissima di aver raccolto così tanto entusiasmo, non ho visitato ogni singolo link ancora ma quelli che ho visto erano molto interessanti e trattavano un po’ di tutto. Vi ringrazio tutte e 100, ma anche chi non si è ancora aggiunto per timidezza (su, su, che aspetti!!) o chi non ha un blog o ne ha uno che non parla di cucito ma viene sempre a vedere, e ovviamente chi non ne sapeva nulla ma passa ora di qua.

Grazie, grazie! Continuate a pubblicizzarlo, potremmo “sfruttare” questa lista anche per dei giveaway o dei concorsi, restiamo in contatto e lavoriamo tutte insieme per continuare a portare avanti l’eccellenza italiana anche in questo campo.

E come simbolo, vorrei fare un regalo alla centesima, Moky del Gomitolo di Moky, che fa delle cose splendide con l’uncinetto (ahhh, il Jawa è meraviglioso!) ma ha cominciato a usare la macchina da cucire da poco più di un mese! Ha un bimbo piccolo ma non la ferma nulla, andate a vedere le sue creazioni. 

E continuate a cucire in italiano mie care :)

NewImage

La Sartina di Alfredo Catarsini, artista Licchese nato nel 1899 (foto dal sito LoSchermo.it)

Una giardino fiorito

Cosa fai quando una cara amica ti racconta che sta passando un brutto periodo? Ti preoccupi, ti scervelli per poter essere utile, e poi fai quello che alla fine sai fare meglio, cerchi di riportare un sorriso con un quilt.

La storia alla fine è tutta qui, ognuno cerca di fare il suo meglio, e a volte anche un sorriso strappato in un periodo buio puo’ essere una gran cosa. Quindi eccoci a pensare a un progetto adatto: deve essere rapido perché vogliamo cominci a far la sua magia e a creare sorrisi SUBITO, deve essere iper colorato, e dobbiamo essere in grado di crearlo insieme tra tante amiche che vogliono partecipare. Mi scervello, scarto progetti, pensiamo a un enorme girasole (e sulle nostre bacheche di Pinterest appaiono fiori gialli a non finire) poi la folgorazione. Un modello bello, allegro e felice che ho visto realizzato a Vicenza e che Viviana ha subito sgamato come un vecchio pattern australiano chiamato “Meg’s Garden”.

NewImage

Ce ne sono varie versioni online, persino monocromatiche (molto elegante ma non è certamente quello che vogliamo)

NewImage 

 

E persino un pannello che ne ha copiato platealmente l’idea stampandola sulla flanella. 

NewImage

Del modello ci piacciono i fiori colorati, e del pannello il tronco un po’ più mosso, ma noi abbiamo fretta, e il top va completato in un pomeriggio, perché poi ci sono le ferie, molte vanno via e io ho bisogno di un po’ di giorni per quiltarlo prima di partire a mia volta per l’Austria. Quindi si usa la sizzix, compagna fedele di mille avventure.

E in un pomeriggio si stira fliselina a più non posso, si scelgono le stoffe più allegre e colorate e si taglia, taglia taglia. Poi tutto va stirato sul fondo, secondo una va fatto color nocciola come l’originale per far risaltare i colori, secondo altre bianca. Vince la maggioranza, si strappa la base e si dispongono i fiori. E poi stira, stira stira.

IMG 1788

Sposta quel fiore, non va lì! Non vedi che ce ne sono 2 rosa vicini! 

IMG 1789

Poi il tronco lo taglio io a mano libera (la fretta rende coraggiosi a volte!) e lo incolliamo con la colla spray in attesa della quiltatura. 

E sul fondo? Il nostro non avrà il bordo fiorito ma un alternarsi di quadrati bianchi e colorati, e un fondo netto non ci piace. Ci vanno dei bei cuori, perché il nostro albero mette radici nei cuori e nei pensieri d’affetto di tante amiche.

IMG 1793

Poi tante farfalle e coccinelle, come nel modello originale. E negli avanzi appare un ritaglio buffo, venuto per caso simile a un porcospino. Io lo voglio, un’altra lo getta sdegnosa definendolo ignobile sgorbietto. Lo ritroviamo dal pavimento, fuggito sotto un mobile.

IMG 1792

e di nascosto lo includo nel quilt finale.

Poi ci si saluta, chi va al mare, chi va all’estero. Ognuna con un pensiero per la nostra amica. Io invece mi porto via il top, e metto sotto anche mia mamma per fare il bordo.

IMG 1818

IMG 1817

Sono soddisfatta, ho il top finito. Ho fatto lavorare tutte come matte ma è ora di riportarmelo a casa, insieme a un pile bianco preso per il suo retro perché vogliamo sia leggero e si possa usare subito.

Ora siamo io e te giardino fiorito. Anzi io, te, la mia macchina da cucire e mille metri di filo colorato per finire e trasformarti in un quilt. 

Ci vorranno svariati giorni, sudore, fili e due macchine da cucire in realtà per concludere il quilt. E lo vedrete (se non avete già visto l’ultimo mio video) nel prossimo post perché ve ne voglio ancora parlare e questo post sta diventando troppo lungo.

 

Gli usi della Big Shot… non finiscono mai!

Qualche giorno fa vi raccontavo degli stencil adesivi da usare per dipingere i tessuti, e ho pensato, perché non provare a farli con la carta adesiva e la mia amata Big Shot?

Visto che una volta tanto ero in compagnia ho anche filmato il tutto, e quindi eccovi il video per gli stencil adesivi made by sizzix.

Dopo qualche giorno sono stati stirati e lavati e la pittura acrilica Apa color ha tenuto molto bene mentre la Decoart si è un po’ sbiadita (era un vasetto molto vecchio pero’).
Fustelle utilizzate:
656639 Elegant Flourishes
28 657121 ButterflyScreenshot 27 08 13 21 06 2

Screenshot 27 08 13 21 05

La storia di un elettrodomestico

I cosiddetti piccoli elettrodomestico sono ormai oggetti quasi usa e getta. Li trovi in quasi ogni negozio, sono presenti nei supermercati e hanno prezzi davvero contenuti. Se vuoi ad esempio un frullatore ne puoi comprare uno a meno di 10 euro, e ci sono 40 pagine di modelli da sfogliare. Nulla di più semplice che prenderlo e buttarlo quando un pezzo si rompe, o anche solo se ci siamo stufati di lui e non ci sembra servirci più. Ma una volta non era così, erano oggetti costosi, fatti con cura che dovevano durare una vita. Ma come mai tiro fuori questo argomento?

Qualche settimana fa, nel pieno della sperimentazione con l’essiccatore nuovo, ho fatto secche qualcosa come 15 teste d’aglio. Il perché avessi così tanto aglio in casa è quasi imbarazzante: per 4 o 5 volte al supermercato l’ho comprato credendo di non averne, e di conseguenza era ormai in atto un’invasione alla plants vs zombiesNewImage

Quindi ho spelato e tagliato aglio a sufficienza per  profumare tutta la casa (e le scale del condominio) come una bruschetta… e alla fine ho ottenuto un bel barattolo di fette di aglio.

Ma gli esperti dell’essiccazione consigliano di ottenere delle polveri da alimenti di questo genere, da poterle poi unire con più facilità alle varie ricette. E per farlo usano un macina caffè. Io il caffè nemmeno lo bevo, ma la cosa più logica sarebbe stato andare dai vari centri commerciali ad acquistare, appunto, un piccolo inutile elettrodomestico per 15€. E magari buttarlo tra qualche mese. Ma  non mi andava, e quindi ho accantonato le mie fettine secche in un barattolo in attesa di ispirazione.

E guarda un po’ i casi della vita, alla San Vincenzo parrocchiale dove faccio volontariato qualcuno ha proprio portato un vecchio macina caffè elettrico. Un oggetto orribile, sporco come solo una cosa che resta su uno scaffale della cucina per anni può essere, con una patina di unto polveroso a coprirlo completamente. Ma mi faceva tenerezza, e forte forse della strana casualità di trovare proprio l’oggetto che mi serviva ho lasciato un’offerta e me lo sono portata a casa. Il commento di Carlo è stato “buttalo, urla tetano da ogni poro, te ne compro uno nuovo!” ma mi sono intestardita e ho piantato i piedi. Il mio macina caffè restava.

Sospirando e vendendomi così determinata (e dopo aver visto che si accendeva) allora ha preso un cacciavite e si è impegnato a smontarmelo tutto per pulirlo. E mentre lo smontava, io ho fatto un po’ di ricerche online incuriosita dalla marca LESA che riportava il coperchio.

IMG 2184

E ho scoperto che il mio piccolo macina caffè STOR ha fatto parte della storia industriale italiana.

La Lesa nasce a Milano nel 1929 e in pochi anni si sposta in uno stabilimento più grande per arrivare negli anni 50 a dare lavoro a 800 dipendenti. Producono giradischi di alta qualità, e successivamente piccoli elettrodomestici, e gli stabilimenti si moltiplicano. Forse su uno di quei cavalletti un disegnatore sta abbozzando proprio il mio piccolo Stor…

NewImage

Le piccole radioline a transistor che venivano dal Giappone avevano anch’essi componenti LESA, il motore delle macchine da cucire Necchi era prodotto da loro ed erano imbattibili nel campo dei giradischi. Questa pubblicità nel 1961 (foto ebay) vi riporta indietro negli anni a un momento in cui non si usciva di casa senza avere i capelli cotonati e perfetti, e si pensava un bel po’ prima di comprare un “piccolo elettrodomestico”.

NewImage

 Ma il mio piccolo macinacaffè? Nemmeno ne trovo una foto online, c’è solo un frullatore in vendita su ebay che ha una struttura simile ma è stato tenuto con poco amore e non ha più il coperchio oltre ad aver il cavo elettrico tagliato.

178

Ma su wikipedia fanno menzione del mio STOR

La linea di produzione includeva inoltre le lucidatrici LESALU’ e LESADY, l’aspirapolvere LESASPIR, i frullatori TRIME e STOR, gli asciugacapelli serie ASCA, macinacaffe’, tritacarne, ventilatori ed i primi robot da cucina LESAMAK.

 

Ma il progresso troppo veloce e concorrenza straniera divenne insopportabile, e nel 1972 la Lesa venne dichiarata fallita. Restò parzialmente operativa sotto altri marchi fino a 1984, quando svanì completamene.

E il mio piccolino? Carlo lo ha smontato con amore, sempre più appassionato alla sua storia man mano che la cercavo in internet, e colpito dalla cura con cui era stato costruito per durare. L’abbiamo pulito con attenzione, rimontato e abbiamo deciso che il suo cavo elettrico, per quanto ingiallito e fuori norma, non va assolutamente cambiato fin quando resta funzionante.

IMG 2185

IMG 2187

Oggi l’ho riempito di pezzi di aglio, perché credo che il mio piccolo Stor non voglia ancora finire su un ripiano come un pezzo storico. Da quanto era sporco quando l’ho preso posso immaginare sia stato a lungo inutilizzato su un ripiano e ora scalpita per ricominciare a macinare cose. E se non è caffè ma aglio secco poco importa, l’importante è dimostrare che lui, nato prima del 1972, ha ancora le stesse potenzialità dei nuovi elettrodomestici con gli occhi a mandorla.

IMG 2188

Risultato ottenuto con successo.

IMG 2189

Quindi se qualcuno passa qui per caso, cercando informazioni sulla storia industriale italiana, sulla marca Lesa o sul macinacaffè (e frullatore) STOR puo’ rassicurarsi. Uno dei piccoli STOR, ora polverizza cibo a casa mia, anche se ha più anni della sottoscritta. E lo fa perfettamente.

Metti un pomeriggio con le amiche

Un pomeriggio estivo frivolo da liceali: provarsi i vestiti girando in reggiseno per casa e commentando su come stiano,

farsi rispettivamente le unghie (qui con lo Shellac in un impronunciabile colore Hotski Tchotchke)

IMG 1295IMG 1296

e dipingere le magliette con le ranocchie e le fatine, il tutto condito da un mega vassoio di pastine.

IMG 1297IMG 1299

IMG 1300

IMG 1301

IMG 1302

Un frivolo pomeriggio da liceali con le amiche più care, da tenere sempre nella scatola dei ricordi.

E se siete curiose: lo shellac in effetti è durato ben oltre i 14gg ma la ricrescita a quel punto era inguardabile. In compenso a me ha rovinato tantissimo le unghie togliendolo, mentre le due abituè lo usano da tempo senza danni. Io torno al mio smalto standard ma devo ammettere che è estremamente comodo per chi fa lavori con le mani (ci sono andata in kayak e ha retto all grande).

Gli stencils sono della ditta Ki-sign, presi a Vicenza ad Abilmente. Sono adesivi e funzionano molto bene, ma già mi son sognata di farli con la sizzix e va alla grande. Ho girato un video, stay tuned. I colori in compenso sono ottimi, io ho usato degli apa color acrilici che reggono il lavaggio alla grande ma sono molto più rigidi, questi sono della DecoArt e la finitura è molto migliore.