Ipad e quilting (updated!)

Quindi avete un ipad in casa, e ovviamente una macchina da cucire (altrimenti non passereste di qui, salvo nel caso passaste esclusivamente per la mia brillante simpatia ma ne dubito ) ;)

Le due cose vanno sfruttate insieme, ma come? Iniziamo dall’ipad e i giornali di patchwork, poi passeremo alle altre possibili applicazioni :)

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I giornali di patchwork ci piacciono tantissimo, ma le poste italiane fanno abbastanza schifo come servizio, i giornali a volte ci vengono rubati dalle cassette della posta, se li prendiamo in edicola i prezzi sono oltraggiosi. Quindi vediamo un po’ com’è la situazione dei giornali digitali. La situazione è variegata, e ci ho messo un bel po’ a capire le possibilità. Praticamente ci sono 3 grossi filoni:

  1. Zinio è come un’enorme edicola. Si scaricano i singoli numeri o ci si abbona e vengono presi i soldi dalla carta associata. La scelta di gironali di quilt è enorme. Giusto qualche titolo: Internatioanal Quilt festival, Australian Homespun, Fiberarts, Australian Quilters Companion, Quilting arts, American Patchwork and Quilting, Quilts and more
    Si possono scaricare sull’ipad e poi vedere sul computer o altri dispositivi. Carlo ha provato e non era molto contento del servizio perchè alcuni numeri non erano visualizzabili, ma bisognerebbe controllare se la cosa è migliorata su quel punto. Dà la possibilità di stampare (puo’ esser elimitata dalle testate pero’ in alcuni casi) tramite il tasto stampa. Per ora tre stelline, non ho potuto confermare con i giornali di patchwork perchè non ci sono numero gratuiti con cui poter fare test ★★★
    Alcune ragazze mi hanno raccontato la loro esperienza con Zinio e non è stata per nulla gradevole: giornali pagati che non si scaricavano e giornali di patchwork dove mancavano le pagine con i modelli, quindi del tutto inutilizzabili. E la nostra quotazione scende a una stellina,  finchè non avremo esperienze positive da aggiungere ★
  2. Alcuni giornali hanno la loro app dedicata sull’ipad. Questa è quella di Quilting arts ad esempio. Comodo per visualizzarla, ma non sono riuscita in alcun modo a trovare come stampare le pagine. L’unica possibilità pare con uno screen shot (cattura dello schermo, pressione di entrambi i pulsanti contemporaneamente sull’ipad) che dà una pessima qualità purtroppo. E poi li si possono visualizzare solo sui proprio i-devices, quindi se abbiamo poco spazio ci tocca cancellare i numeri precedenti. Che va bene per il numero vecchio della rivista economica o di attualità, ma i quilt non invecchiano e non vogliamo perderci i vecchi giornali così! ★
  3. Alcuni forniscono la versione digitale dei loro giornali direttamente scaricabile dal sito. Ad esempio Quiltmaker. 11€ e vi abbonate ai 6 numeri annuali (nn voglio dire, io ho pagato di più per il solo numero speciale in edicola!). Potete accedere con una password quindi lo vedete su qualsiasi i-coso e computer, e (almeno per il numero di prova che ho visto) potete stamparlo e scaricarlo come pdf, quindi non occupate spazio sull’ipad con i vari numeri che alla lunga si accumulano, e potete stamparvi i modelli che volete realizzare. Provate voi stessi col numero di prova
    Stesso identico servizio per il famosissimo Quilter’s newsletter, un anno per 10€. E anche qui, potete scaricarli sul computer e vederli sull’ipad o dove preferite. Provare per credere. E anche con McCall’s Quilting, Fon’s and Porter Love of Quilting e McCall’s Quick quilts. Cliccando su ognuno potete leggervi un numero della rivista e testare il funzionamento. E già di per sè è un buon servizio
    Promosso con il massimo di stelline ★★★★★
    Quiltmaker - September_October 2011.jpg
  4. Simile sistema Quilter’s world: 12,6€ e avete un anno di abbonamento, oltre alla possibilità di guardarvi anche i due anni precedenti. Anche qui li fa vedere in funzione su i-cosi o computer, quindi sembra un servizio simile a Quiltmaker. Non c’è un numero (nemmeno parziale) di prova per vedere come funzioni la stampa ma una volta che sono accessibili dal computer il problema è più facile da risolvere. ★★★★

Quilter_s World | The Magazine for Today_s Quilter.jpg

Facciamo il paragone prezzi con Quilting Arts:

  • su Zinio 6 numeri a 21,85€
  • su itunes tramite la sua app a 21,30€

e con quiltmaker:

  • tramite il loro sito 6 numeri a 11€
  • tramite l’app 15,70€

Tiriamo le somme:

leggere giornali di patchwork sull’ipad è conveniente, immediato e comodo, quindi ci tocca superare la nostra reticenza e provare. La stampa secondo me è fondamentale, come minimo per i modelli in paper piecing ma anche per l’appliquè o le pagine con le istruzioni poter stampare la singola pagina utile è indispensabile. Quindi boccio le app proprietarie che non lo permettono. Zinio sembra comportarsi bene ma dall’ipad non sono riuscita a stampare. Dal web (con la stessa password) invece pare sia possibile usando il suo software. Promosse le riviste che si appoggiano a palmcoast data che permettono di salvare in pdf, stampare e vedere da ogni supporto.

Che ne pensate? Io credo mi abbonerò a quiltmaker o a uno di quelli del suo gruppo: 11€ per 6 numeri mi sembra davvero conveniente.

Washi tape: che fu?

Gira e rigira nel web si trova sempre qualcosa di nuovo, e per me questa volta è il washi tape. Lo ammetto, al momento in cui mi sto mettendo a scrivere questo post non ho ben chiaro cosa sia ma soprattutto per cosa si usi. Motivo per cui ho deciso di scriverne un post, per fare un po’ di ricerca e scoprirlo insieme a voi. Quindi, pronti a partire?

Il washi tape, leggo sul blog di Anabella a cui mi rifarò molto, “My washi tape” è un nastro adesivo giapponese, nato per scopi industriali e successivamente sbarcato nel mondo “creativo” dietro richiesta proprio di alcuni artisti. Caratteristiche del washi tape sono:

semitrasparente,è possibile scriverci sopra,e inoltre è facilmente rimovibile e riutilizzabile successivamente.

citando sempre Anabella
Dove lo si usa? Si legge in giro “ovunque” che è molto bello ma mi serve a poco. E quindi naviga naviga ho selezionato qualche uso davvero carino e simpatico da mostrarvi.Ghirlandina, ne trovate mille nel web (Poppytalk)201206081157.jpg

Si decorano le ceramiche per esporle (non da lavare ovviamente) (My washi tape e A creative mint)

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201206081205.jpg Si coprono strisce di magnete per appendere le foto sul frigo in modo più elegante (twirling betty)

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Mollette del bucato (In honor of design) e da ufficio (Artsyville)

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Il top: la tastiera del computer. Che poi è quella (su pinterest) che mi ha fatto avvicinare ai washi tape (her new leaf)

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Si coprono gli oggetti in cartoncino e in legno (Creature comforts e Torie Jayne )201206081206.jpg201206081208.jpg

Questo mi piace molto, i cosini per chiudere i sacchetti finalmente belli da vedere (corinna wraps)201206081207.jpg

Puoi fare dei segnalini per distinguere i bicchieri, ma anche decorare i bicchieri stessi (o farlo fare ai tuoi invitati!) (Martha Stewart weddings e Cush and Nooks)201206081212.jpg

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Le candele vanno per la maggiore (Sarah Hearts e Playing in the attic)

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E infine tutto quello che è cartoleria, quindi quaderni, diari, calendari, carta regalo, biglietti… (oh hello friend: you are loved, Poppytalk, zest blog)

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Dove lo si compra? Immagino sia presente nei negozi che hanno attrezzatura da scrapbooking, ma io l’ho visto (con stupore) dalla Upim. Poi potete cercare nel web dove avete solo l’imbarazzo della scelta, il negozio di Anabella, che già vi citavo ad esempio, leggo poi di cercarlo su etsy (Washimatta, oppure in negozi specializzati (bellissimi) come Ginko papers o cutetape. Ma qui lascio a voi cercare, non conosco nessuno dei negozi personalmente e non posso dare consigli.

Cosa ne penso alla fine? Che non è la mia passione, ma che forse comprerò due rotolini dalla Upim per provare a decorare qualcosa giusto per non perdermi del tutto questa nuova mania.

Fatemi sapere se c’è qualche washi-expert che legge e mi può correggere!!

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Voglio iniziare a fare Patchwork. Ed ora?

Titolo buffo, ma volevo riportare un po’ di consigli che mi trovo a dare a chi mi scrive dicendo appunto che si è deciso, vuole cominciare a dedicarsi al patchwork e vuole comprare l’attrezzatura di base. Ma adesso che faccio?

Andiamo con ordine, se andiamo su un sito trai mille che vendono oggetti per il patchwork ci perdiamo totalmente tra centinaia di pagine di cose più o meno utili.

Quello che ci serve assolutamente sono solo 5 cose:

  • macchina da cucire
  • stoffa
  • rotary cutter (detta rotella o taglierina)
  • righello (detta anche stecca)
  • cutting mat (piano da taglio)

Partiamo con la macchina da cucire, intanto alcuni diranno che è superflua essendo possibile fare patchwork anche a mano ovviamente, vero ma forse un po’ riduttivo. Solo due note a riguardo dell’eventuale scelta di una macchina: ne esistono moltissime, con prezzi davvero differenti. Se ne avete una anche vecchia e poco emozionante continuate ad usare quella finchè non avete davvero deciso che la vostra è una vera passione e merita quindi una spesa impegnativa. In primo luogo perchè è meglio pensare bene a quale fa per voi prima di acquistarla, e nei vari corsi, dimostrazioni e fiere potrete vederle in azione. E poi perchè per iniziare è importante solo che cucia bene un punto dritto. E anche poi, nei vostri prossimi progetti tutto quello che volete davvero è un bel punto dritto perfetto. Ci sono mille punti decorativi, piedini speciali, funzioni esotiche… tutti vi diranno che non puoi vivere senza la Bernina, la Pfaff, l’Husqvarna. Senza il doppio trasporto, lo stitch regulator… E non vi voglio dire che non siano degli optional grandiosi, ma provateli prima di decidere se davvero vi servono.

Stoffe: qui potrei parlare per ore ma mi tratterrò. Intanto se fate un corso è probabile (anzi, sicuro) che le dovrete prendere nel negozio a cui si appoggia il corso, e saranno incluse nel costo. Per quel che riguarda invece il “futuro” vi consiglio sempre di controllare i negozi di Giesse scampoli se ne avete a portate di mano. Hanno una selezione ridotta ma a un prezzo contenuto, non ricordo se 6€ o 7€ al metro. Poi alle fiere trovate spesso qualcosa in offerta nei vari stand. Altrimenti prendete la carta di credito e lanciatevi nel mare di negozi online. Consiglio sempre Hancock’s Paducah, ma solo nei momenti in cui le spese di spedizione sono gratuite perchè ormai le spese doganali sono certe e quindi se si sommano quelle alle spese di spedizione il margine di risparmio si riduce. In compenso la scelta è fin emozionante! Ci sono molti siti inglesi dove la dogana non è un problema, controllate comunque le spese di spedizione, il cambio e la metratura (in alcuni segnalano i prezzi per 1/4 di metro). La mia amica Anna mi passa anche il link per un sito tedesco, Buttinette, prezzi abbastanza contenuti e stoffe particolari. Per i siti italiani Roberta de Marchi ha uan selezione di stoffe a 10€ al metro, Filomania si aggira di solito sui 15€ al metro, Dire fare quiltare scende al minimo a 12€. Online c’è anche un altro sito tedesco segnalato stavolta da Elisabetta tessuti.com, con spese di spedizione contenute (7€ fino a 125€ di spesa, oltre sono gratuite) e una buona scelta. I prezzi vanno dai 4€ al metro per quelli in offerta in su. Fate attenzione pero’ alla tipologia di tessuto, alcune sono flanelle e magline.

Se avete siti e negozi online da consigliare ditemelo nei commenti così li posso aggiungere.

Rotary cutter: i più famosi sono della Olfa o della Clover, personalmente amo anche la Fiskars. Li trovate in vendita in tutti i negozi che ho citato per le stoffe, ma vi consiglio prima di fare un salto da Castorama (gruppo Brico-center), dove hanno in vendita dei rotary cutter della loro marca Dexter. Hanno la misura standard (45mm) e sono ottimi. E ve li portate a casa con 7€ e due lame di ricambio. Qualche tempo fa avevano anche in vendita quelli della Fiskars e le lame di ricambio separatamente.

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Righelli: qui si pone un differente problema: in Italia molti insegnati/negozi sono legati ai centimetri che io sconsiglio assolutamente. Non che ami la divisione in quarti e ottavi dei pollici, ma semplicemente il 90% del materiale che trovi in giro tra libri, schemi e spiegazioni è in pollici e tramutare le misure per farle coincidere con le tacche del righello in centimetri causa solo un gran mal di testa. Ovviamente non hai scelta se ti viene “imposto” così dall’insegnate purtroppo. Ma resta il problema: i righelli in centimetri sono quasi introvabili nei negozi esteri. Potete comprarli in Italia ad esempio da Roberta de Marchi, o in alcuni rari casi nei siti esteri segnati come metric. Quale comprare?

In base alla mia esperienza amo molto i frosted rulers della Olfa, ne parlavo un bel po’ in questi due video. La misura più utile comunque è 6″x12″

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Piano da taglio: qui il problema è la dimensione del pacco, motivo per cui noi non abbiamo mai comprato piani online ma li abbiamo presi sempre alle fiera di Vicenza o comunque in negozi non virtuali. Nel caso dei piani vige la regola: più grande è meglio è, ma ovviamente va rapportato al vostro tavolo. Una misura minima è 12″x18″, meglio se si riesce ad avere lo spazio per 18″x24″. La squadrettatura è utile ma meno indispensabile che sui righelli, in ogni caso ne potete trovare double face: un lato in pollici e uno in centimetri. E si taglia la testa al toro, così potete usare il righello in pollici anche per i modelli in centimetri, appoggiandovi alla quadrettatura del piano.201205291310.jpg

In giro si trovano varie offerte per il pacchetto completo, fate due conti prima di comprarlo a testa bassa, può convenire comunque acquistare i vari pezzi in posti differenti come vedete sopra. Ve ne riporto qualcuno, ma non ho esperienze dirette con questi negozi online. Controllate comunque che offerte vi fanno nei negozi vicini a voi.

Creative grids: set con mat A3 (17″x11″) double face, righello 18″x6″, rotary cutter e 2 lame di ricambio a 30€. Ignote pero’ le spese di spedizione per noi

Sew essential: simili caratteristiche ma righello quadrato, a 46€

Roberta de Marchi: piano in centimetri 60×45, righello 15×30, rotella a 55€

Amazon.it: piano da 60×45 doubleface 17“x11″, righello 15×30, rotella e in più spilli, matina idrosolubile e aghi da cucito a 52€, spedizione gratuita.

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e non andrò avanti o ci perdo la giornata ;)

Questi sono alcuni consigli dati dalla mia esperienza, ma vorrei mantenere questo post in evidenza e aggiornato, quindi se avete qualche cosa da aggiungere o cambiare non fatevi remore e ditemelo nei commenti o via email borsedigaya@gmail.com

Grazie a Elisabetta per la prima aggiunta!