La nostra miss Furbizia era davvero incasinata nel periodo precedente alla partenza e ha fatto la valigia la sera prima di partire (si, lo so, sto già cominciando a cercare giustificazioni, me ne rendo conto. E so che me l’avevi detto Susy…). Ma lei è furba, lei viaggia da sempre, e non ha bisogno di lunghe preparazioni. Lei SA cosa portarsi e anzi, mezza valigia l’ha graziosamente prestata per portare materiale che serviva a Carlo x il suo corso. Tanto ricordiamoci che lei ha sempre viaggiato con solo il bagaglio a mano e quindi avere una valigia da spedire è un lusso fin eccessivo. Con notevole previsione ha anche ordinato online due guide, che però x mancanza di tempo non ha nemmeno letto.
Ma torniamo alla valigia: dentro ci sono finiti tutti i vari caricabatterie, creme, maschera e qualche vestito. E sulla situazione vestiti vorrei soffermarmi perché qui la nostra amica ha dato il meglio di sè. A Trinidad fa caldo, e su quello non ci si sbaglia, quindi vestiti leggeri: cannottierine e costumi da bagno, un paio di vestitini svolazzanti (che a Trieste non li riesce mai a mettere perché è troppo pallida e sono corti), un paio di pantaloni lunghi di cotone leggero e un set da trekking (nella vaghissima speranza di riuscire a fare un giretto) composto da pantaloni leggeri da escursione, scarpe da trekking e una maglietta. Sta via due settimane.
Dimenticavo: una felpa pesantina e la giacca impermeabile.
Partenza con sveglia alle 4, rapida doccia per svegliarsi e infilamento dei vestiti precedentemente lasciati fuori più o meno alla rinfusa: cannottierina, maglia di cotone leggero, salopette leggera (si, non è comodissima per motivi tecnici ma almeno non ha cinture che suonano). Ai piedi le teva (sandalo in gomma da sport). Tanto fa caldo lì dice miss furbizia, ma per il freddo triestino delle 4 del mattino branca a caso una felpa. Arrivata allo scalo di Monaco ringrazia tutti i santi per averla presa…
24 ore di viaggio tra aerei con aria condizionata a palla, aeroporti gelati, e trasferimento da un terminal all’altro a Miami con una botta di caldo umido simile a un asciugamano bagnato gettato addosso. Ma come fa il tipo figo di CSI Miami a girare sempre in giacca e cravatta stirato come fosse un modello appena uscito dal camerino?
Per andare in bagno data la salopette ha fatto interessanti evoluzioni e strip tease, ma almeno è passata incolume al controllo a Miami: tolte le scarpe a quel punto l’unica cosa metallica che poteva suonare erano due orecchini! Ma per sicurezza l’addetta ha controllato che fosse davvero un fazzoletto quello in tasca.
Arrivo al b&b quasi alla loro mezzanotte, che per lei erano… Le 5 di mattina? Ho perso un pò il senso del tempo.
Ma non divaghiamo, volevamo sottolineare la grande capacità organizzativa della nostra eroina in trasferta. Primo giorno, accompagna Carlo all’università dove deve tener il workshop e si mette i pantaloncini e LA maglietta, giusto per non sembrare troppo svestita. Visita guidata del dipartimento di fisica, occhieggia le ragazze che sono in jeans e magliette, molto più coperte di noi e decisamente meno appariscenti. Si mette a leggere finalmente la guida. Finisce sul capitolo “donne in viaggio da sole” (mitiche rough guides) dove mettono in guardia dai rischi legati a non essere accompagnate mentre si gira per Trinidad. A quanto pare il turismo sessuale femminile è comunissimo ai Caraibi (Cosaaa? potete anche chiamarla miss ingenua ora) e una donna sola viene vista subito come una possibile cliente e fermata con insinuazioni e inviti alquanto diretti. Soprattutto in spiaggia una donna sola è (quasi) sempre in cerca di sesso e diciamo che lo può trovare facilmente. La guida continua dicendo che se non è quello che volete, non andate in giro da sole e ovviamente non vestitevi con abitini scollati. Le donne locali fanno persino spesso il bagno con maglietta e pantaloncini.
A Miami avevo comprato una T-shirt al nipotino piccolo con un alligatore, ma mi sa che mi toccherà usarla io, e urge una visita a un negozietto per acquisire qualche capo di abbigliamento più consono. Per ora mi sa che io e la mia maglietta avremo un lungo periodo di frequentazione.





























