Miss Furbizia e il corso speleo. Prima parte

Miss furbizia decide di iscriversi al corso speleo. Ma scendiamo nei dettagli per ben farvi comprendere la sua “furbaggine”: ad essa non è sufficiente incasinare la propria vita sopravvalutandosi e considerandosi idonea a calarsi nelle viscere della terra appesa a un’esile cordicina. No, no, lei ama coinvolgere le persone nelle cose, e quindi ha convinto (con dolce violenza), ben 4 e ripeto QUATTRO care amiche ad unirsi a lei iscrivendosi al medesimo corso di speleologia. La prima lezione teorica già si tinge di assurdo, quando l’istruttore (peraltro gentilissimo e simpatico) si lascia sfuggire la possibilità che la lampada a carburo possa esplodere se non viene ben controllata. Lo scopo era ovviamente incutere un sacro rispetto per l’attrezzatura e la sua manutenzione in generale, decisamente utile quando da questa dipende la tua sicurezza. Il risultato è stata di far nascere un terrore atavico nei confronti della lampada in questione, che ora guardo con la stessa espressione che una aracnofobico riserva a una grossa tarantola pelosa sul suo cuscino. Anche perchè la domanda sulla frequenza di queste esplosioni di lampade, fatta dalla sottoscritta con un filo di voce, ha scatenato l’ironia degli istruttori durante il resto della lezione, che hanno continuato a buttare lì ogni 10 minuti un commento adeguato del genere “se la lampada non è già scoppiata…” “quando la lampada scoppia…”, “dopo che la vostra lampada sarà scoppiata…”.

Attendo con ansia che le lampade a carburo vadano fuori legge…

Ma torniamo all’uscita: miss furbizia non riesce a partecipare all’uscita collettiva per impegno improrogabile (cresima del nipotino!), e viene aggregata a 4 ragazzi già esperti che devono imparare come armare una grotta. Praticamente la nostra funge da palla al piede, non ci stupisce per nulla. L’istruttore (che ammiro come una divintà per la sua pazienza) ha come compito per la giornata di spiegare a loro come armare (che per chi non fosse a conoscenza dei termini (faccio la sborona, ieri non lo sapevo manco io!) vuol dire inserire i vari attacchi e le corde per far scendere le persone) e di spiegare a me come scendere. E salire. E non terrorizzarmi.

All’arrivo la nostra eroina viene bardata di tutto punto: infilata in un imbrago viene poi appesantita con qualche chilo di ferraglia varia, corde e fettucce che risalgono e si avviticchiano come i cavi del computer sotto il tavolo. In testa calato un elmetto (grazie al cielo non connesso alla temibilissima carburo) con fettuccia che continua ad allentarsi aumentando l’effetto “cucciolo pronto per la miniera”.

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Si sale fino alla sommità della cava, e cominciano le spiegazioni su come scegliere i giusti attacchi, i nodi corretti e via dicendo. Miss ascolta con interesse, e si distrae abbondantemente. Dopo le spiegazioni si passa alla sistemazione degli attacchi, e i ragazzi scendono avvitando i vari pezzi e sistemando le corde. Finito di sistemare la via, è il turno della nostra eroina, che viene rimessa in piedi, collegata alla corda e invitata a scendere. Va tutto bene per circa 10 passi (un meraviglioso falso piano che dà tanta sicurezza) ma poi tocca calarsi davvero, e non manca l’occasione per dare voce all’ovvio “ma c’è un buco lì….”.

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La foto purtroppo non rende l’espressione… meglio per voi…

Facciamola breve: la prima cosa richiesta era di stare discosti dalla parete, puntandosi con i piedi come fanno i due ragazzi nella foto (essi sanno appunto quello che fanno).

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È risultato invece in un effetto lucertola, tatuata sulla parete come i graffiti della foto… Ma ancora ancora andava benino, fino al primo frazionamento. Tragedia. Orrore. Vi riporto le parole di un mio amico che descrive in maniera veramente simpatica l’ABC della speleologia:

…abbiamo confezionato questo frazionamento anche chiamato spezzamento che sarà la prossima tortura alla quale noi da sadici vi sottoporremo. Il frazionamento altro non è che un ancoraggio naturale od artificiale sul quale si aggancia un moschettone entro il quale si passa annodandola opportunamente la corda in modo da evitare punti pericolosi per la salute della stessa.

Alessandro Tolusso, Materiali e tecniche spelelogiche -nozioni di base. Commissione Grotte Eugenio Boegan

Un passaggio di moschettoni e discensori che come ballerine di fila passano saltellando con grazia da una corda all’altra. Questo nelle mani dell’istruttore. Nelle mie, simile alla ippopotamessa (o ippopotama?) di Fantasia si arrovellano e di incastrano.

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Ma il bello viene all’ultimo passaggio, quando l’agile speleologo (che ora so, ha addominali d’acciaio) si issa puntando i piedi in un’ansa di corda e sgancia il moschettone dal muro. Al terzo tentativo, avendo ottenuto lo stesso innalzamento di un formica che alza il capino, l’istruttore mi guarda perplesso e io ammetto che le gambe mi tremano a tal punto da non riuscire ad alzarmi… Ma alla fine ce la faccio.

Arrivata all’ultimo frazionamento mi passa per la testa la forte tentazione di mugolare un “qualcuno mi faccia scendereeeeeeeeee” ma che diamine, teniamo duro e arrivo in fondo. E con fondo intendo fondo davvero, perchè finisco seduta dopo una frazione di secondo visto lo stess e i muscoli doloranti. Vengo lasciata lì a riprendermi mentre gli altri ricominciano a studiare come fissare le corde.

Dopo una mezzora di pausa (e 3 telefonate deliranti a parenti/moroso/amici) vengo recuperata e risbattuta sul campo. Tocca risalire. E qui (strano ma vero) la cosa va mooolto meglio. wormy.gif

Il movimento è quello dei due amichetti qui; non sapevo quale scegliere… quello sopra è un classico vermesco, ma i miei capelli mi fanno assomigliare moooolto di più a quello sotto. Ehm. Ed è pure più lento, rendendolo più verosimile.

Dicevo il movimento è questo, ma in verticale. Anche qui vi rimando all’articolo del mio amico per una descrizione molto più tecnica.
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La seconda discesa è andata meglio, l’unico momento di tragedia è stato da un frazionamento quando non riuscivo in nessun modo a far combinare la corda nel discensore, e mi sono ritrovata avviluppata come un cotechino. E in quale punto? Quello al sole of course, quando il sole appunto era riapparso e noi eravamo bardati in caldissimi pile, su una parete bianca che cominciava a scottare. Piccole lucertole alla bollitura.

Da ricordare anche il momento in cui, appesa a uno sperone, ruotavo su me stessa con la stessa grazia del cotechino durante la stagionatura.

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Chiudo con le parole di Tolo, sempre dal sito della Commissione Grotte Eugenio Boegan. Parole cariche di poesia e ironia…

Andando avanti così frazionamento dopo frazionamento vi troverete finalmente fuori: stanchi e sporchi giurando che questa è la prima ed ultima volta che mettete piede in una grotta e che con l’indomani cambierete sport. Dopo una mezz’ora che vi sarete cambiati ed avrete bevuto qualcosa verrete a chiedere in quale grotta andremo la prossima domenica. Se farete così vuol dire che siete rovinati e che continuerete a scendere, nelle viscere della terra, ed a risalire dopo esservi sbattuti con i vostri sacchi sulle pareti di qualche pozzo ogni fine settimana entrando così nella folta schiera degli Speleodipendenti. PA240051.JPG

Tra due domeniche si riprova…

PS: per chi non fosse avvezzo alle avventure di miss furbizia, avverto che esse sono sempre cariche di ironia e le situazioni vengono lievemente esasperate nei racconti.

Forse

Non è detto

Vi lascio il dubbio

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10 Responses to Miss Furbizia e il corso speleo. Prima parte

  1. franca says:

    Cosa c’è di meglio per cominciare ua giornata come questa, uggiosa e freddina ? leggere le avventure di Miss furbizia !!! farsi due risate , complimentarsi per il coraggio che ha avuto e, sperare che le lampade a carburo non vadano mai fuorilegge hihihihihih

  2. Andrea says:

    Gaya, benvenuta in questo mondo di tribolazioni (sotterranee) io lo faccio da 20 anni e mi piace, soprattutto mi piace sentire questi commenti di chi si avvicina la prima volta guardandoci come scemi, poi si abitua… cioè diventa scemo pure lui… :D

    Sto partendo per Toirano 2009, fatti dire cos’è e salutami quelli della mitica Boegan, vedrai che li qualcuno mi conosce.
    Andrea Scatolini

  3. Gaya says:

    Ciao Andrea! Non era proprio un guardarvi come scemi, come creature incomprensibili forse? ;) Mi fa moltissimo piacere il commento di uno speleologo (che poi non addita tutte le scemenze che ho scritto!) capitato qui chissà come. Non sono al corso della Boegan, conosco Alessandro per altri motivi, sto facendo il corso con il GSSG. Buone escursioni a Toirano, le foto sul sito sono molto belle!

    Franca, posso mostrarti la lingua? :P Quando tornerò con le sopracciglia bruciate ti pentirai di aver parteggiato per le carburo!! ;)

  4. marta says:

    sei troppo forte Gaya!!
    mi hai messa di buonumore con il tuo racconto!!

    io, per il solo fatto di stare in mezzo a 4 ragazzuoli dotati di adominali d’acciaio + l’istruttore/divinità, me la sarei data a gambe!!!!

    ciao
    marta

  5. franca says:

    brrrrr paurissima !!! Non vedo l’ora di leggere la seconda parte ehehehe

  6. Viviana says:

    Ma come? Mandiamo i robottini sui pianeti e nelle grotte andiamo ancora a carburo e acciarino???
    complimenti per il coraggio, io MAI!

  7. daniela says:

    a proposito di restare appese come cotechini, io sono stata la “zavorra da recuperare” durante un corso di roccia, per un pomeriggio sono stata recuperata e ricacciata giù da una masnada di aspiranti climbers solo perchè ero quella che pesava meno, non vi dico il divertimento

  8. apaola says:

    eheheh… esperienza gia’ fatta… quando mi hanno detto : sei stanca??? lasciati andare che ti teniamo su, io ho iniziato a muovermi come il pendolo degli orologi ……
    non ti dico le mani e le ginocchia spelate nel tentativo di fermarmi..
    pero’ mi diverte.:-))
    ciaooo

  9. Gaya says:

    Le ginocchia stan bene ma solo grazie alle sante ginocchiere e alle sgridate dell’istruttore la prima volta. Mi son massacrata uno stinco ma x colpa mia :) cmq io punto alle lampade al led, ma pare che il carburo vada ancora x la maggiore, e puzza da morire!!! Appena riesco metto il resoconto comico della prima grotta :)

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