Nuovo anno, nuova grotta
Dopo vari contrattempi e occasioni rimandate io e Lucia siamo riuscite a intenerire (modello occhioni tristi e speranzosi) uno degli istruttori del gruppo speleo a portarci in grotta. Mi presento alla sede del gruppo e aspettando il nostro personale Caronte chiacchero un po’ e confesso la mia irrazionale paura non di cadere in profondi abissi, ma di restare bloccata in una strettoia. Scopriamo quale è la grotta selezionata per l’uscita: L’abisso Romano Ambroso. Prima riga della descrizione sul catasto grotte: “Una volta superata la strettoia iniziale, si scende…” poco oltre “Verso il fondo di questa s’apre uno stretto pertugio…” Chiedo in giro informazioni su quanto stretto sia lo stretto pertugio e vengo rassicurata “stretto era stretto, ormai pero` con tutte le persone che ci sono andate si sarà allargato”
Te pareva.

Appuntamento per la domenica mattina alle 8. Miss Furbizia passa il sabato tra vari impegni con il tarlo in fondo al cervello che continua a ripeterle “ma tu sei sicura sicura di ricordarti come si faccia??” E poi hai ben letto “stretto pertugio”? Miss passa il sabato sera a riguardarsi l’attrezzatura avuta in regalo a Natale: un discensore, una maniglia e un croll nuovi di zecca e a rileggersi le istruzioni sulla Progressione in grotta. Va a dormire alquanto agitata e ovviamente resta sveglia quasi tutta la notte. Vabbè, l’ideale.
Si raggiunge la grotta (con il colpo di fortuna che la nostra piccola smemorata e pecora nera dell’orientismo riesce miracolosamente ad essere utile nell’indicare dove si trovasse l’orrido, essendo a pochi metri da una delle poche grotte in carso che lei sa raggiungere. Yeah) Si alza un bancale che ne copre l’apertura e miss Furbizia medita un dietro front.

L’istruttore comincia a sistemare l’attrezzatura per entrare e dopo poco avverte che qualcuno può seguirlo. Siamo in 3 con poca esperienza, io sembro la più convinta (giusto per darvi l’idea della media!) e mi decido ad entrare. Tiro un sospiro, comincio a infilarmi nel pertugio chiedendomi chi me l’ha fatto fare e cerco un appoggio per i piedi (che ovviamente non vedo visto lo spazio esiguo). Appena riesco a poggiare un piede sento un rumore assordante sotto di me: sembra caschi tutta la volta della grotta e i rumori di caduta sono punteggiati da varie esclamazioni colorite di Ilario. Mi ghiaccio sul posto, lo stomaco annodato, convinta di aver dislocato un masso di proporzioni immani e di aver stecchito l’istruttore… So che razionalmente avrei dovuto rendermi conto in primo luogo che Ilario non poteva essere morto dato il variegato numero di epiteti che continuavano a sentirsi, e in secondo luogo che non potevo aver causato un tale fracasso da sola. Tantè che con un filo di voce gli chiedo notizie (più precisamente, nell’ordine: “Ilario sei vivo?” “e sei tutto intero?” “ed è colpa mia?”). Rassicurata dai SI, SI e NO ho ricominciato a scendere, e arrivata a terra (ma si dice a terra quando sei sotto-terra? Ne dubito) ho scoperto cos’èra accaduto. Una stalagmite su cui voleva fissare la corda non era tanto stabile quanto sembrava, ed è crollata causando solo un rumore bestiale e un mezzo accidente sia a lui che a me.

Continua la descrizione del catasto: “si giunge in una caverna, ricca di belle concrezioni“. E qui non ci piove.



Non vi ho mostrato il rilievo!
….

…..

Carino, vero? Quindi dopo la caverna concrezionata troviamo lo stretto pertugio (che invece era bello larghino stavolta) e poi: “l’imbocco del pozzo interno che sprofonda per oltre 60m, tra imponenti lame d’erosione“. Ecco, già il termine sprofonda non mi rallegra proprio, poi dovevamo proprio metterci anche le lame? Sembra la descrizione di un livello di gioco fantasy… Si comincia la discesa che si interrompe dopo… 5 cm? Perchè l’istruttore ha difficoltà a trovare i punti dove fissare la corda e io mi ritrovo per circa 20 minuti appesa a mezzo metro di distanza dagli altri, che comodamente seduti si divertono a prendermi in giro e progettano di pranzare nel frattempo. Sgrunt. Si arriva in fondo e dopo la pausa pranzo si risale, e posso inaugurare i miei altri due orpelli nuovi: croll e maniglia. Per inciso (sia mai che passasse un vero speleologo di qui) il mio ventrale (croll) è della CT, e lo amo e lo adoro. Molto meglio di quello della Petzl che ho usato al corso che non si sganciava in nessun modo sotto carico. Lo stra consiglio.

La risalita è lenta e inesorabile, stavolta la gravità non aiuta e come dicevo in passato si sale come un vermiciattolo. Per la prima parte la salita è allietata da Ilario che, subito sopra di me, intona varie canzoni (repertorio vastissimo dalla romanza al pop americano passando per i classici delle bettole). ma la strada è lunga (o sarebbe meglio definirla “alta”?) e la nostra piccola eroina si trova dopo un po’ sola. In un grande pozzo profondo sola soletta, appesa alla sua cordicina, l’unica compagnia è quella dei 14 led del casco (sembrano tanti ma non illudetevi), l’unico rumore il mio respiro (sempre più corto). Sola, come l’odiosa particella di sodio…

Ecco, lì miss Furbizia un po’ si è terrorizzata, soprattutto quando nessuno rispondeva perchè o erano fuori portata d’udito o ascoltavano le cuffiette in attesa di poter salire. Sgrunt.
Si riguadagna la caverna e manca l’ultima risalita e la famosa strettoia. Ottimo, dopo essermi lamentata profusamente su quanto mi spaventasse, aver confessato a tutti la paura di restare incastrata quando sono arrivata al punto… non c’era nessuno eventualmente a tirarmene fuori!!! Ma anche queste volta (seppur in parte strisicando) uscirono a riveder le stelle…

e domenica si ripete
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3 users responded in this post
Complimenti, Gaya!
) Io non ci entrerei in quel cunicolo manco morta: non mi piace “camminare” sotto terra e le grotte per me devono essere abbastanza grandi tipo Grotta Gigante 
Ciao
Yuhuuuuuu….. c’è nessunooooooo???(mi sembra di parlare col mio neurone…)
Cara la mia particella preferita, è sempre un piacere leggere le tue avventure ipogee.
Manca solo la carburo, cosa sono quei 14 led???
…ma davvero domenica ci ritorni? Ci hai preso gusto eh?
Uff, e io non riesco ancora ad unirmi a voi…
Alla prossima, ti adoriamo Miss Furbizia!
Si si Micky, domenica un gruppo di Feltre viene in visita alla Fessura del vento (Val Rosandra) e Ilario li accompagna. Mi ha chiesto se volevo unirmi pure io e figurati se mi sono tirata indietro? Pare che l’unica definizione della grotta che ho ottenuto sia “mooooolto fangosa”. Stavolta un paio di foto me le faccio scattare pure io!
Cristina mica ci credevo nemmeno io di appassionarmi, e invece…
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