Finalmente mi metto d’impegno a mostrarvi qualche foto della fiera di Vicenza, questa volta eravamo un gruppetto di 5: tre particolarmente agguerrite (!) e due nuovi acquisti che son venuti annunciando “veniamo per vedere com’è, ma non credo ci sarà nulla che ci interessi davvero”. Indovinate chi aveva poi le borse più grandi?

Il giovedì comincia a diventare la giornata più affollata insieme alla domenica, e tocca sgomitare non poco in alcuni punti. Se volete trovare poche persone il giorno migliore pare essere il venerdì, ma correte il rischio di non trovare più alcune cose che vanno letteralmente a ruba.

Il nostro acquisto migliore quest’anno è stato il mat formato gigante della Milward che si vede nella prima immagine, giovedì sera li avevano già finiti. Alla fiera appare sempre più patchwork, ma resistono molti booth di bigiotteria e di scrapbooking. Non molto ricamo direi, solo i nomi storici. Vige il divieto marziale di fotografare gli stand, quindi non posso purtroppo mostrarvi molto, solo qualche foto sfocata “rubata” di nascosto, come questo pannello che trovo entusiasmante.

Una mescolanza equilibrata di appliquè (i fiori bianchi ai lati) piecing (le file di fiori colorati nella cornice esterna) e pannelli prestampati. Non avrei mai pensato di combinare tutto e invece il risultato mi piace talmente tanto che ho comprato il pannello con i conigli e vorrei creare qualcosa di simile.
Novità la “lotteria”, idea molto simpatica che coinvolgeva le ditte di country painting e scrapbooking e permetteva di vincere il loro materiale.

Unico martire il ragazzo che leggeva i risultati: in piedi dalle 9 a declamare colori e numeri ormai stava per sentirsi male.
Pochi corsi, trend che pare essersi instaurato negli ultimi anni: alcuni stand fanno mini corsi a pagamento usando i loro materiali e le loro insegnanti, la bernina continua a fare dimostrazioni sulla carta ma non siamo riuscite a vedere nulla. Nella zona atelier c’erano alcuni corsi più interessanti, tra cui l’associazione Tintura naturale di Maria Elda Salice che insegnava i rudimenti della tintura. Mia mamma (che nasconde nello sgabuzzino un sacco di pelli di cipolla rossa raccolte all’uopo) l’ha seguito ed è rimasta soddisfatta abbastanza, in circa un’ora hanno mostrato le varie tecniche e spiegato la storia della tintura naturale, le partecipanti sono venute via con una borsa in tela tinta dall’l'insegnante durante la spiegazione. (costo corso 15 euro)

Sempre belli i quilt in mostra, sia al centro del capannone principale sia nella zona atelier.





Come sempre una gran soddisfazione, siamo tornati a casa con nuove stoffe tra cui alcune per progetti da finire, un modello di borsa molto carino che ho già quasi fatto. I libri invece sono da evitare con cura: i rincari sono incredibili e un libro che abbiamo comprato qualche settimana fa via internet come vedete a 18 euro figurava a 29 nello stand di filomania. (per inciso il libro è molto bello se ne volete una recensione, quando l’abbiamo acquistato era persino a 15 euro, spese di spedizione incluse ovviamente!)
PS: non ho assolutamente nulla contro Filomania da cui vado ad ogni fiera a comprare i campionari di tessuti, ma spulciando sul loro sito online la sezione libri sono rimasta davvero colpita dai rincari oltraggiosi. Ho controllato un libro a caso: Baltimore Elegance del 2007.
Bookdepository lo fornisce a 17,52 euro tutto incluso, pagamento tramite paypal o carta di credito, già sdoganato essendo in Inghilterra.
Filomania a 45 euro più spedizione di cui non si può sapere in anticipo l’importo preciso. Non ho concluso l’ordine ma nelle news parlano di corriere e importi da corrispondere con assegno bancario o postale, sistema sicuramente molto più complesso. Non invoglia sicuramente a fare acquisti da loro.
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Tutto strabello , a me piace in particolare la copertina con l’asino senza contare che farei anche un pensierino per la base di taglio cosi grande. Grazie delle foto
…mi è venuta voglia di comperare solo guardando le foto……anch’io compero i libri solo via internet, i prezzi in italia sono abbastanza folli…..comunque credo che il rincaro “folle” sia una pratica generalizzata per quanto riguarda la merceria italiana, vicino Vercelli ci sono molti spacci di lana e il risparmio è incredibile. Probabilmente hanno costi di gestione elevati. Io sto cercando i libri di Yoko Saito sai per caso se li vendono on line?
Bello anche il corso di tintura, mi è venuta volgia di farne uno..
Francesca
Franca ma sai che l’asino (Eeyore) era pieced?? Mi ha scioccato, credevo in appliquè!
Francesca non ho mai cercato i libri di Yoko Saito, su google trovi vari posti dove li vendono ma nessuno di cui abbia esperienza diretta, mi spiace.
Ecco, so cosa significa pieced ma in sostanza non so cosa significhi farlo nella tecnica del patch, un aiutino? anche se credo che mai mi cimenterò ne in pieced ne in appliquè .
Grazie in anticipo
l’ultima coperta è fa-vo-lo-sa!!
e complimentoni per il tuo mat enorme..il mio arrivato dall’america in 3 giorni (wow!!) è grande 18*24 ed è bellissimo!! non si rovina tagliandoci sopra e mi ha fatto brilluccicare gli occhi!!
per il rincaro libri….peggio di così non si può!!!! ovvio che poi uno compra da altre parti o non compra affatto!!!!
ottimi acquisti i tuoi..ma, che stoffine hai preso?
ps: le stoffine prese su hancocks (sito da te consigliato sui video) sono spettacolari!!! grazie per l’ottimo consiglio!
Grazie del reportage, ti leggo sempre volentieri!
Volevo segnalarti (ma forse già lo sai) che l’associazione Maria Elda Salice ha collaborato con il nostro Orto Botanico, realizzando un libretto scaricabile da questa pagina:
http://www.retecivica.trieste.it/triestecultura/new/musei_scientifici/orto_botanico/default.asp?pagina=bookshop
Scorri la pagina e troverai “Le piante tintorie
Associazione Tintura Naturale Maria Elda Salice”, cioè il libretto in formato zip, ricco di foto, ricette e spiegazioni. A tua mamma potrebbe interessare.
Ciao!
Allora Franca è facile: nell’appliquè cuci un pezzo di stoffa sopra un fondo, come una toppa. Nel piecing cuci uno a fianco all’altro tanti pezzi di stoffa, come un mosaico se vuoi. Nel primo puoi usare tutte le forme tonde e strane e piccole che vuoi, il secondo ti fa usare (quasi) solo quadrati, triangoli e trapezi.
Ciao Elena, che bello sentirti! Il libro dell’orto botanico l’ho avuto quando hanno fatto la collaborazione, ma è interessantissimo che evidenzi il link, non sapevo esistesse in formato pdf e può interessare chi passa di qua. Grazie
Belle, belle foto! Uahahah! Avete traviato altre due nuove adepte! Evvai!
Grazie x il post! Invidia…. ormai Vicenza è un miraggio per me… e non solo!! Per ora sono super impegnata con il piccolo, ma la voglia di creare resta, intanto raccolgo idee
) Eccezionale il Mat!
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