I turisti a Trinidad

A Trinidad ci sono innumerevoli specie di uccelli, farfalle, piante. Le acconciature delle persone raggiungono livelli di creatività che non credevo possibile. Persino la Fanta ha più gusti del normale, con Banana, uva e un ignobile “big red fruit” che non voglio mai più bere in vita mia. Solo una cosa è rarissima, al punto da renderne l’avvistamento quasi miracoloso: il turista. (parte la musica di Quark, narratore Piero Angela)

A Trinidad questa elusiva specie chiamata “turista” non arriva, la corrente migratoria li sposta in massa verso le altre isole caraibiche dotate di acque limpide e barriere coralline. Qualche turista migratore approda a Tobago, dove l’acqua è più trasparente e dove può assistere sulla spiaggia alla danza nuziale di una specie comune, il “maschio di Tobago”. Questo confonde la preda con sfoggio di muscoli, e dopo averla distratta la attacca privandola dei propri dollari. Nella foto potete ammirarne un esemplare in piena attività.

A Trinidad invece il turista arriva timidamente, e per difendersi dall’ambiente ostile viaggia unicamente in gruppo. I gruppi vengono formati all’arrivo presso l’isola, presso la struttura detta “aeroporto”, e non si scindono per alcun motivo. Vengono guidati da una figura locale che li traghetta da un posto all’altro senza perderne mai di vista nessuno, ben consapevole che le possibilità di sopravvivenza della specie lasciata a sé stessa sono praticamente nulle. L’unica occasione che si ha per avvistarne un individuo isolato è presso la loro nave madre, la cosiddetta “nave da crociera” dalla quale alcuni spauriti individui si allontanano per poi farne precipitosamente ritorno dopo aver sperimentato l’insidioso habitat. Va aggiunto che nonostante le guide in materia asseriscano che la specie locale parla inglese, la lingua con la quale si esprime non ha nulla a che fare con la lingua di Shakespeare né se è per questo con quella di Obama o quella che parlerebbe un ragazzo del Queens. Assomiglia forse a qualcosa che potrebbe biascicare uno scozzese dopo un considerevole numero di birre.
A riprova della scarsità di avvistamenti della specie turista nella capitale del paese sono presenti 3 negozi di souvenir in tutto, frequentati principalmente da turismo locale o sud americano. Presso Arima, quarta città in ordine di grandezza, sono convinta di esser stata l’unica persona non autoctona, e certamente l’unica con un tono di carnagione tendente più al panna che al cioccolato. La cosa che stupisce è però la totale mancanza di interesse della popolazione locale per questa rarissima specie. I locali non vi si avvicinano, non ne interpellano gli scarsi rappresentanti e nemmeno li fissano. Non cercano di vendere oggetti né servizi. Fondamentalmente ignorano del tutto la loro presenza rendendo la coabitazione più facile.
Chi invece non ignora assolutamente i turisti ma li trova particolarmente interessanti è la specie “zanzara” e “formica azzannatrice”.
Argh.

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5 Responses to I turisti a Trinidad

  1. apaolal says:

    ehehehe… ma, in effetti.. che serve informarsi prima??? a che serve internet??? ehehehe
    mi sembri mio marito.eheheheh

  2. franca says:

    mi sembrava di essere lì. E bravo Piero Angela ehehe

  3. Viviana says:

    Oh, ecco finalmente un reportage interessante!
    Cosa mai sempre stare a far foto di girini, salamandre e tritoni!
    E pensa che io credevo che il sex-turismo femminile fosse per le ultra cinquantenni o giù di lì…

  4. matilda says:

    ah, dimenticavo, è un po’ che non passavo a trovarti, mi piace il nuovo blog…

  5. Gaya says:

    Grazie!!!!! Dovrei ritrovare più tempo per scriverci…

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