Airbnb

La destinazione è decisa:Londra. Il volo è prenotato. Manca l'alloggio.

Comincia la frenetica ricerca su booking.com, tripadvisor, kayak, trivago e chi più ne ha più ne metta. Ma alloggiare 5 persone non è facile con 3 settimane di anticipo e comincia a serpeggiare il panico. Anche il cachetico ostello com bagno condiviso e camerata è esoso o strapieno. O entrambi. I giorni passano, come i fogli del calendario nella migliore animazione da cartone animato mentre cadono e ci si avvicina alla data X.

Poi la luce. Per caso (o disperazione, credo di aver controllato ogni sito web possibile che unisse le parole London-cheap-accomodation e i sinonimi pertinenti (e non)) capito su airbnb. E scopro un numero impressionante di persone che in tutto il mondo affittano la loro stanza extra direttamente con prezzi decisamente inferiori all'albergo e paragonabili all'ostello. In pieno centro, in periferia, su un albero (almeno così dichiarano nella pubblicità) dovunque tu voglia c'è qualcuno pronto ad affittarti la loro stanza degli ospiti. Controlliamo i prezzi e cominciamo a mandare richieste per il nostro periodo in tutta la fascia 3 di Londra (tanto una volta che sta vicino a un metrò cosa ce ne frega?) con unica nota del bagno privato (mio cognato è il più schizzinoso del gruppo!). Qualcuno risponde che non hanno disponibilità di stanze private, altri hanno problemi per tutto il periodo, alcuni ti rispondono dopo 5 minuti di orologio, altri nemmeno si degnano. Il fatto che alcuni nemmeno ti rispondano mi fa sospettare che non tutti sfruttino il servizio nel modo tradizionale, ma ne approfittino come vetrina per altre attività. Ma io sono mal pensante, si sa ;)

In ogni caso ne valutiamo 3 e decidiamo per Jamila, nella zona NW (stazione di Neasden). Ci assicura 2 stanze (una doppia e una con letto a castello e singolo) bagno privato usando noi entrambe le stanze, uso cucina e colazione. Jamila risponde un po' confusamente alle nostre email, ma tutto sembra a posto quindi si parte con le nostre conferme stampate e della confuse istruzioni. Arrivati a Stanstead cerchiamo il nostro bus (stansted express) già prenotato online per scrupolo (scrupolo inutile, tutto l'areoporto è tappezzato di pubblicità di mezzi di trasporto per Londra) e ci godiamo il tragitto. Appena partiti vediamo un mucchio di coniglietti che abitano la zona circostante l'areoporto, poi si viaggia in autostrada e finalmente nella periferia di Londra. Ci sono i vari quartieri e restiamo affascinati a vedere le zone dove ci sono maggiormente indiani, il quartiere ebreo in concomitanza con l'uscita dalla funzione religiosa, con tutti vestiti con gli abiti tradizionali. Poi il quartiere mussulmano, dove a quanto pare siamo alloggiati. Ok

Seguendo le pessime istruzioni di Jamila prendiamo un autobus e arriviamo alla casa. Davanti alla porta un po' di strafanicci: un coniglio di plastica, uno scacciaspiriti, una montagnola di sassi bianchi, una spolverata di sassetti colorati d'acquario. Suonando dopo poco ci apre Jamila, evidentemente trafelata e di pessimo umore. In un inglese corretto ma con pesante accento francese ci spiega di essere appena arrivata a casa e che i precenti inquilini hanno lasciato confusione e portato via le chiavi delle stanze da letto. Il malumore non è giustificabile solo da questo, e in effetti qualche giorno dopo scopriamo che ha appena deciso di smettere di fumare e credetemi, avrei preferito che posponesse il grande evento ancora di una settimana. Io mi dirigo in bagno immediatamente mentre mia sorella discute i dettagli e si fa dare le istruzioni del caso, e appena riappaio mi viene spiegato che Jamila ci accompagnerà in auto fino al supermercato e a vedere dove si trova la stazione del metrò.

Saliamo in auto stipandoci con un piumone formato matrimoniale destinato alla lavatrice di un'amica, e in un turbinio di strade (tutte dal mio punto di vista europeo prese dal lato sbagliato) ci porta a vedere tutti i negozi secondo lei fondamentali: l'ufficio postale (vitale a parer suo), due macellai, un negozio di verdura, un fish and chips ironicamente chiamato “la pinna del delfino felice”, la stazione dei metrò e degli autobus, la piscina comunale e dopo averci completamente confuso le idee ci porta al vicino Tesco, mega supermercato al di là dell'autostrada a fianco all'ikea. Ok, entriamo e veniamo inghiottite da un'atmosfera da suk mediorientale, con strilli e cartelli enormi, tutto inondato dalla luce al neon di un normale supermercato. I cartelli pubblicizzano i prodotti idonei al ramadan, distinguendo il pollo kosher e vari tipi di pane a me ignoto. Giriamo sperse con il nostro cestino e optiamo alla fine per delle uova e del macinato per la cena, aggiungendo la cioccolata in polvere, pane e latte per la colazione. Appena uscite Jamila ci sgrida che aveva già preso il latte, e guarda con sospetto i nostri altri acquisti.

Tornati a casa ci lascia campo libero in cucina dove in compagnia di un'acquario con pesci depressi e disperati cuciniamo la cena su due fornelli elettrici (gli altri sono rotti) e saliamo alle camere.

Le stanze sono pulite e i letti morbidi, non saltellerei sul letto a castello visto che una delle 4 sponde è stata svitata per incastrarlo meglio, ma Giulio non pesa molto e non rischia veramente di crollare a terra.

Nel giorni successivi l'umore di Jamila è notevolmente migliorato, ha chiacchierato con mia sorella (più socievole di me!) e siamo arrivati persino ad analizzare tutti i capi di abbigliamento che si prestava a portare a una vendita dell'usato per decidere se tenerli o liberarsene. I vari giorni siamo usciti e tornati a piacere, con le nostre chiavi per poter far, effettivamente, come fossimo a casa nostra. Abbiamo sofferto con lei per la morte (annunciata) di oltre il 50% dei suoi pesci rossi, scoperto dei garage sales dove si porta gli oggetti con l'auto e si apre il bagagliaio per far scegliere ai compratori, aspirato fumi continui di incenso e mangiato porridge a colazione.

 

Una settimana dopo (casi della vita) mi ritrovo a viaggiare nuovamente destinazione Valencia, e anche in questo caso ho deciso di puntare su airbnb trovando Paloma, che offriva una stanza doppia nella zona della città della scienza.

 

Stavolta il condominio è spettacoloso: grande piscina, portiere 24/24, uso di una piccola palestra. L'appartamento è grande e la stanza dove stiamo è carina anche se un po' stipata di mobili. Il bagno stavolta è impeccabile con doccia e persino bidet, non abbiamo la colazione ma volendo possiamo usare la cucina e persino avere un piccolo frigorifero esclusivo. Paloma non parla un aparola di inglese ma tra spagnolo e italiano ci si capisce benissimo, appena entrati ci dà le chiavi, mostra la stanza e lascia ai nostri impegni. Possiamo andare e tornare quando vogliamo, e infatti torniamo spesso tardi mentre per il volo siamo costrette ad uscire alle 5.30. La cosa non la turba e avendo le chiavi facciamo come vogliamo. Unica nota dolente stavolta è il fatto che Paloma fuma come una ciminiera, e la casa puzza come un portacenere usato. Ha anche una cagnetta meticcia simpatica e giocherellona, con la pessima abitudine pero' di abbaiare la notte. Siamo così cotte che la cosa ci infastidice molto poco.

Tutto pagando come in un ostello ma avendo i servizi di un albergo. Tutto sommato l'esperienza airbnb per ora è positiva, leggendo i commenti dei precedenti avventori si riesce a farsi un'idea abbsatnza precisa di a cosa si va incontro: il nostro appartamento spagnolo era già stato commentato come “puzzolente” a causa del fumo, di Jamila non si sapeva nulla perché mancavano commenti precedenti.

In alcuni casi ho visto che i proprietari lasciano la casa direttamente agli ospiti, andando a vivere altrove per il periodo, in altri affittano solo la stanza extra. In ogni caso un'opportunità in più che abbinata ai voli low cost permette di spostarsi un po' anche ora che i soldi non avanzano sicuramente.

 

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4 Responses to Airbnb

  1. Giusy says:

    che belle le tue cronache di viaggio! Se dovessi smettere di fare qualsiasi altra cosa secondo me potresti dedicarti tranquillamente alla scrittura… mi hai fatto vivere il viaggio a Londra e Paloma me la immagino una gran gnocca ;) baci!!!!

  2. valenigna says:

    Anch’io ero a Valencia questo week end. Sono però andata andata sullo standard e ho preso un’appartamento normale (esxtralusso, superifigo, esperienza positiva insomma) per 7 persone. La prossima volta però vedrò anch’io per airbnb, non l’avevo mai sentito.

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