Miss furbizia andò all'ikea..

e un malm acquistò…

la piccola stolta miss furbizia nonostante ne avesse già presa una un annetto fa e avesse avuto i suoi problemi a trascinarla fin in casa non si è fatta più saggia e baldanzosa si è diretta al magazzino mobili con i suoi codici di scaffale e posto in mano.
Tra l’altro la nostra furbissima creatura mentre si aggirava all’ikea aveva guardato con un sentimento di pietà almeno 4 donne che cercavano di affascinare i loro rispettivi mariti/compagni/conviventi (e in un caso 2 figlie col padre) su quanto fosse uno splendido acquisto questo o quell’altro mobile, mentre i suddetti sbuffavano, brontolavano o semplicemente non ascoltavano svaccati su una sedia o divano in esposizione.

Tsk tsk (leggasi alla paperino), disse Miss Furbizia, va molto meglio a me: sola soletta nessuno che si lamenti e mi dica che non posso prendere una cosa o l’altra. I guai cominciano al magazzino mobili, dove, armata solo di un carrello fin troppo mobile e la forza di una moffetta armeggia per caricare il pacco sul carrello. Mentre alza un angolo del pacco il carrello rotola via, lo blocca con un piede in spaccata…arranca per trascinarlo su e alla fine (ansimando) l’ha vinta sul mostruoso pacco piatto.
Nella nebbia della stanchezza miss furbizia intravede la spiegazione alla presenza degli sbuffanti mariti/compagni: le altre donne presenti non sono dotate (come la nostra eroina pensava) di scarsa intraprendenza, ma è la nostra miss furbizia ad essere dotata di scarso istinto di sopravvivenza…
La nostra si accorge anche che il pacco ha una leggera ammaccatura, accarezza per un paio di secondi la possibilità di cambiarlo ma (stranamente) l’istinto di autoconservazione ha la meglio e si tiene quello già  duramente conquistato.

Chiedere aiuto a un commesso? L’istinto di autolesionismo di miss furbizia probabilmente non lo permetteva.

Alla cassa ella sceglie la possibilità "cassa veloce fai da te", non tanto per saltare la fila ma per dimostrare che ne è capacissima. E le cascano le sedie mentre armeggia per trovare il codice del pacco piatto (si, so che ti dicono di metterli in un certo ordine con i codici all’esterno, ma era fuori questione girare il suddetto).

Con grande abilità poi sbaglia piano del parcheggio, e vaga nel seminterrato per una decina di minuti prima di rendersi conto che i numeri non tornano.

Vi risparmio il resoconto del trasferimento dal carrello alla macchina, sarò buona.

La nostra simpatica autolesionista arriva a casa alle 21 circa, dopo aver mangiato 1/2 kg di ciliegie di Vignola in auto, che mescolate a mezzo pacco di cipsters forse non erano un’idea geniale…
Stanca morta lascia quasi tutto in auto promettendosi di svuotarla la mattina, cosa che puntualmente non fa visto che deve essere alle 8.30 a Duino per la non competitiva di kayak. La cassettiera visita Grignano, Trieste, torna a Opicina, passa una seconda notte in auto e finalmente questa mattina viene trascinata su per le scale a rate, perchè nonostante sul sito spieghi che il pacco pesa 34 kg (peso già di per se ragguardevole da alzare visto che è ben oltre la metà del suo, ricordiamo che si paragonava a una moffetta e non a una formica). Sono certa che l’unità di peso utilizzata sul sito ikea si riferisca al peso su Giove per non dire Saturno…

Ora la cassettiera giace in pezzi in salotto, in attesa che smetta di detestarla e mi decida a montarla…
Miracolosamente lo specchio è intero.

Se Carlo mi chiede di usare un cassetto lo mordo alla giugulare.

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9 Responses to Miss furbizia andò all'ikea..

  1. latati says:

    come ti capisco.. io ho avuto degli incubi ricorrenti con protagonista il pax.. e che quella volta ero con mio moroso, è che sai 3,5 metri per 2,98 di armadio non si scordano facilmente.
    comunque sei stata bravissima!

  2. Claudia-cipi says:

    huazhuazhuaz
    scusa ma non posso fare a meno di ridere
    l’hai raccontato troppo bene
    io ho fatto più o meno la stessa scena con il tavolinetto e la sediolina per i bimbi (mammut? i nomi non li ricordo), e il nano sul carrello (per fortuna era legato)

  3. Ely says:

    oh mamma mia mi ha fatto troppo ridere :-))) bellissimo racconto :-))))

  4. taced says:

    Mi ha fatto trooooooppo ridere immaginarmi la scena…potresti diventare una scrittrice di romanzi comici…qualche libro stile Sophie Kinsella (hai presente “I love shopping?”).
    Ciao ciao e buon lavoro con il mobiletto

  5. Susy says:

    L’amica della moffetta si sta chiedendo dove fosse Carlo al trasferimento da macchina a salotto.

  6. marta says:

    non ci posso credere!!!!
    io due mesi fa mi sono recata DA SOLA all’Ikea di Padova, ho acqiustato due cassettiere malm, lo specchio, il sistema antonious per lavanderia, 150000 cose e cosette che “questo è carino, costa poco e magari nel 2045 potrebbe servirmi una o due volte”, e sempre DA SOLA ho schiantato (rende l’idea??) tutto nella mia povera Fiat Idea e sono tornata a casa… Ho portato su dal garage le cassettiere a pezzi!!! Quanto cavolo pesano?!?! Cmq… morale della favola: ci ho messo una sett a riprendermi dalla “gita”, due a montare le cassettiere e sto ancora aspettando “qualcuno” che mi appenda lo specchio! Aaaaarrrrrggghh!
    ciao
    marta

  7. flavia says:

    io i mariti li capisco benissimo…e il negozio IKEA è il posto ideale per divorziare!!! infatti i mariti non si cimentano nè al carico e nè al montaggio!! io casa mia l’ho tutta montata io!!!!!! (lui monta sempre i mobili al contrario!!!!)

  8. Gaya says:

    Vedo che ho toccato un tasto sensibile :)
    La moffetta era sola per vari motivi, ma ce l’ha orgogliosamente fatta, sabato lo monto e ne prendo definitivamente possesso. Invece lo specchio anche io aspetto che me lo montino, è già miracolato ad essere arrivato intero, non sopravviverebbe a un tentativo di appiccicamente fatto da me!

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