Miss furbizia e le risaie

Miss furbizia è andata in trasferta a Casale Monferrato, e poteva evitare qualche danno???
Intanto la nostra eroina si è lanciata in una trasferta automobilistica di oltre 500km con una vaga idea della direzione e nemmeno una bottiglietta d’acqua (ma una compilation di audiolibri sufficiente per il giro del mondo in 80 gg, senza ripetizioni tra l’altro) e per fortuna che un’anima pia le ha dato a forza una bottiglia di tè freddo con cui ha vissuto a stretto contatto per ore. Ehm.
Miss furbizia ha fatto tappa da un’amico vicino a Milano (Stefanucchio!!!)

Rifocillata e riposata (beh, quello ben poco…non ho più l’età per stargli dietro per sagre notturne) sono ripartita all’attacco degli ultimi chilometri perdendomi allegramente. Vi rispiarmio i dettagli ma ovviamente non era colpa mia. Ovvio.
Arrivo a Trino (noto per la centrale nucleare per inciso) e mi lancio per la mia stradina sterrata per raggiungere la foresteria del parco. Mi fermo per fotografare una pavoncella (ciappa su, sembro una vera bird watcher) che ovviamente si spaventa e vola via. Pochi secondi dopo sento un chiaro sparo dal bosco e passo i seguenti giorni col senso di colpa di aver causato la prematura scomparsa della bestiolina in questione.

Scopro dopo che son cannoni a salve per spaventare i cinghiali…

Miss furbizia comunque raggiunge la foresteria, per inciso consigliabile salvo gli orari di chiusura/apertura. Infatti la custode chiude i cancelli con precisione svizzera alle 24 nonostante si tratti di una zona isolata dove dubito ci siano mai stati furti o assissini dei suoi ospiti.
Li riapre alle 6.30 con altrettanta precisione. Oltre al comprensibile senso di claustrofobia ad esser chiusi dentro a 4 mandate gli orari non combinavano molto nel nostro caso con gli inanellamenti e con il monitoraggio dei chirotteri. Ehm.

Comunque durante la settimana di corso miss furbizia si è comportata bene, riservando la sua furberia per la chiusura quando,  nonostante fossero stanche dopo 5 giorni di svegliatacce ed escursioni, lei e le sue compagne di stanza hanno optato per un giretto semi-serale nel bosco della Partecipanza di Trino dietro appunto alla foresteria.

Fin qui tutto bene, salvo che era già tardino ormai, ma il top è stato quando dopo aver scattato qualche foto alle risaie al tramonto ha pensato di proporre di tagliare per i campi, mica serve rifare lo stesso percorso, no???

Le rane gracidano, le minilepri (trudini semoventi) saltellano lungo il sentiero, gli aironi cinerini volano battendo pigramente le ali…
Le zanzare pungono, ma nell’idilliaco paesaggio non sono troppo fatidiose e le due ragazze che accompagnano miss furbizia (furbe anch’esse, ma lasciamo almeno a loro come attenuante la giovane età) non trovano nulla da obiettare: dopo una rapida scorsa alla tabella informativa la situazione è ovvia, basta seguire il margine tra bosco e risaia.

Tutto procede bene, altre foto e altre zanzare ma ormai siamo oltre metà strada, e si sta facendo quasi buio quindi non ha senso tornare indietro, vero?

Miss furbizia si accorge dell’errore, tra lei e il pollificio (scusate, era troppo carina la parola) ci sono 100 metri in linea d’aria, ma 100 metri di palude, canale e pure un notevole dislivello. Poi, non dico un canaletto… dico questo

Nebbiolina alla Ofelia inclusa.
Cosa fa miss furbizia, con le zanzare cha aumentano, la luce che diminuisce e un vago senso di responsabilità verso le due ragazze ben più giovani di lei? Torna sui suoi passi ammettendo che forse non era una buona idea? Si preoccupa del fatto che non ha nemmeno dietro il cellulare per non dire lo zaino dove tiene acqua-cibo-cerotti-torce che come sempre sono molto utili visto che sono in macchina?
Nooooo, la conosciamo, la sua furbizia è seconda solo alla sua testardaggine e con (pochi) convincimenti si trascina dietro le due povere sventurate (che non sanno chi è a capo della spedizione, altrimenti sarebbero già fuggite in cerca di soccorsi) su e giù per canaletti, bordi fangosi di risaia, incontrando rovi, saltelli e dislivelli, e rendendo in complesso pantaloni e scarpe di tutti uno schifio. Miss furbizia aveva pure i sandali aperti. Vi lascio immaginare.
Alfin arrivano a una strada carrozzabile, con gran sospiro di sollievo. Ormai non c’è quasi più luce.


Per decenza non misuro i percorsi… 
La furberia è stata superata il giorno dopo dalla decisione di comprare (e conseguentemente mangiare) 1/2kg di ciliegie di vignole lungo il tragitto verso Trieste. Decidendo poi di mescolarle a un pacchetto di cipsters e a una coca cola (l’ultima per precisi intenti caffeinomani).
Decisamente non una buona idea.
È stata la prima volta che ho lasciato 1 euro nel cestino del bagno dell’autogrill, tale era la mia gioia nel poter usufruire del servizio.

Ma non temete, miss furbizia è ristabilita e già pronta a nuove avventure.

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4 Responses to Miss furbizia e le risaie

  1. Annamaria says:

    Altro che “Miss Furbizia e le risaie”, io direi più “Miss Furbizia e le risaTE” che ci regali!
    Grande Gaya!!

  2. Vero al 100% says:

    Ciao! Sono Veronica e ti leggo da poco, ma questo post mi ha fatto sbellicare dalle risate! Sei proprio mitica! Scommetto che le tue amiche ti regaleranno presto un “Navigatore satellitare per gite a piedi” o un bel corso di Orientamento così la prossima volta sono sicure di evitare, per lo meno, la palude! A presto!

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