Ma davvero si cuce così??? Tutorial per tutti!

Finalmente riesco a ritrovare e montare questo povero tutorial che attende da secoli :)

Mi faceva una gran tristezza la mia bustina in plastica porta documenti in auto, tra l’altro d’estate con il sole tendono a diventare mollicce e i documenti di tatuano sulla plastica. Orrore!

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Quindi ho spulciato un po’ e ho trovato questa spiegazione talmente veloce che non credevo potesse funzionare, invece in 3 mosse, cucita e pronta.

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Cambiate le misure, i colori, la lunghezza della patellina: insomma fatene quel che volete. Potete anche usare una stoffa impermeabile e usarlo per il costume da bagno, farla piccina per i trucchi o grande grande come cartelletta. Fatemi sapere!!

 

Airbnb

La destinazione è decisa:Londra. Il volo è prenotato. Manca l'alloggio.

Comincia la frenetica ricerca su booking.com, tripadvisor, kayak, trivago e chi più ne ha più ne metta. Ma alloggiare 5 persone non è facile con 3 settimane di anticipo e comincia a serpeggiare il panico. Anche il cachetico ostello com bagno condiviso e camerata è esoso o strapieno. O entrambi. I giorni passano, come i fogli del calendario nella migliore animazione da cartone animato mentre cadono e ci si avvicina alla data X.

Poi la luce. Per caso (o disperazione, credo di aver controllato ogni sito web possibile che unisse le parole London-cheap-accomodation e i sinonimi pertinenti (e non)) capito su airbnb. E scopro un numero impressionante di persone che in tutto il mondo affittano la loro stanza extra direttamente con prezzi decisamente inferiori all'albergo e paragonabili all'ostello. In pieno centro, in periferia, su un albero (almeno così dichiarano nella pubblicità) dovunque tu voglia c'è qualcuno pronto ad affittarti la loro stanza degli ospiti. Controlliamo i prezzi e cominciamo a mandare richieste per il nostro periodo in tutta la fascia 3 di Londra (tanto una volta che sta vicino a un metrò cosa ce ne frega?) con unica nota del bagno privato (mio cognato è il più schizzinoso del gruppo!). Qualcuno risponde che non hanno disponibilità di stanze private, altri hanno problemi per tutto il periodo, alcuni ti rispondono dopo 5 minuti di orologio, altri nemmeno si degnano. Il fatto che alcuni nemmeno ti rispondano mi fa sospettare che non tutti sfruttino il servizio nel modo tradizionale, ma ne approfittino come vetrina per altre attività. Ma io sono mal pensante, si sa ;)

In ogni caso ne valutiamo 3 e decidiamo per Jamila, nella zona NW (stazione di Neasden). Ci assicura 2 stanze (una doppia e una con letto a castello e singolo) bagno privato usando noi entrambe le stanze, uso cucina e colazione. Jamila risponde un po' confusamente alle nostre email, ma tutto sembra a posto quindi si parte con le nostre conferme stampate e della confuse istruzioni. Arrivati a Stanstead cerchiamo il nostro bus (stansted express) già prenotato online per scrupolo (scrupolo inutile, tutto l'areoporto è tappezzato di pubblicità di mezzi di trasporto per Londra) e ci godiamo il tragitto. Appena partiti vediamo un mucchio di coniglietti che abitano la zona circostante l'areoporto, poi si viaggia in autostrada e finalmente nella periferia di Londra. Ci sono i vari quartieri e restiamo affascinati a vedere le zone dove ci sono maggiormente indiani, il quartiere ebreo in concomitanza con l'uscita dalla funzione religiosa, con tutti vestiti con gli abiti tradizionali. Poi il quartiere mussulmano, dove a quanto pare siamo alloggiati. Ok

Seguendo le pessime istruzioni di Jamila prendiamo un autobus e arriviamo alla casa. Davanti alla porta un po' di strafanicci: un coniglio di plastica, uno scacciaspiriti, una montagnola di sassi bianchi, una spolverata di sassetti colorati d'acquario. Suonando dopo poco ci apre Jamila, evidentemente trafelata e di pessimo umore. In un inglese corretto ma con pesante accento francese ci spiega di essere appena arrivata a casa e che i precenti inquilini hanno lasciato confusione e portato via le chiavi delle stanze da letto. Il malumore non è giustificabile solo da questo, e in effetti qualche giorno dopo scopriamo che ha appena deciso di smettere di fumare e credetemi, avrei preferito che posponesse il grande evento ancora di una settimana. Io mi dirigo in bagno immediatamente mentre mia sorella discute i dettagli e si fa dare le istruzioni del caso, e appena riappaio mi viene spiegato che Jamila ci accompagnerà in auto fino al supermercato e a vedere dove si trova la stazione del metrò.

Saliamo in auto stipandoci con un piumone formato matrimoniale destinato alla lavatrice di un'amica, e in un turbinio di strade (tutte dal mio punto di vista europeo prese dal lato sbagliato) ci porta a vedere tutti i negozi secondo lei fondamentali: l'ufficio postale (vitale a parer suo), due macellai, un negozio di verdura, un fish and chips ironicamente chiamato “la pinna del delfino felice”, la stazione dei metrò e degli autobus, la piscina comunale e dopo averci completamente confuso le idee ci porta al vicino Tesco, mega supermercato al di là dell'autostrada a fianco all'ikea. Ok, entriamo e veniamo inghiottite da un'atmosfera da suk mediorientale, con strilli e cartelli enormi, tutto inondato dalla luce al neon di un normale supermercato. I cartelli pubblicizzano i prodotti idonei al ramadan, distinguendo il pollo kosher e vari tipi di pane a me ignoto. Giriamo sperse con il nostro cestino e optiamo alla fine per delle uova e del macinato per la cena, aggiungendo la cioccolata in polvere, pane e latte per la colazione. Appena uscite Jamila ci sgrida che aveva già preso il latte, e guarda con sospetto i nostri altri acquisti.

Tornati a casa ci lascia campo libero in cucina dove in compagnia di un'acquario con pesci depressi e disperati cuciniamo la cena su due fornelli elettrici (gli altri sono rotti) e saliamo alle camere.

Le stanze sono pulite e i letti morbidi, non saltellerei sul letto a castello visto che una delle 4 sponde è stata svitata per incastrarlo meglio, ma Giulio non pesa molto e non rischia veramente di crollare a terra.

Nel giorni successivi l'umore di Jamila è notevolmente migliorato, ha chiacchierato con mia sorella (più socievole di me!) e siamo arrivati persino ad analizzare tutti i capi di abbigliamento che si prestava a portare a una vendita dell'usato per decidere se tenerli o liberarsene. I vari giorni siamo usciti e tornati a piacere, con le nostre chiavi per poter far, effettivamente, come fossimo a casa nostra. Abbiamo sofferto con lei per la morte (annunciata) di oltre il 50% dei suoi pesci rossi, scoperto dei garage sales dove si porta gli oggetti con l'auto e si apre il bagagliaio per far scegliere ai compratori, aspirato fumi continui di incenso e mangiato porridge a colazione.

 

Una settimana dopo (casi della vita) mi ritrovo a viaggiare nuovamente destinazione Valencia, e anche in questo caso ho deciso di puntare su airbnb trovando Paloma, che offriva una stanza doppia nella zona della città della scienza.

 

Stavolta il condominio è spettacoloso: grande piscina, portiere 24/24, uso di una piccola palestra. L'appartamento è grande e la stanza dove stiamo è carina anche se un po' stipata di mobili. Il bagno stavolta è impeccabile con doccia e persino bidet, non abbiamo la colazione ma volendo possiamo usare la cucina e persino avere un piccolo frigorifero esclusivo. Paloma non parla un aparola di inglese ma tra spagnolo e italiano ci si capisce benissimo, appena entrati ci dà le chiavi, mostra la stanza e lascia ai nostri impegni. Possiamo andare e tornare quando vogliamo, e infatti torniamo spesso tardi mentre per il volo siamo costrette ad uscire alle 5.30. La cosa non la turba e avendo le chiavi facciamo come vogliamo. Unica nota dolente stavolta è il fatto che Paloma fuma come una ciminiera, e la casa puzza come un portacenere usato. Ha anche una cagnetta meticcia simpatica e giocherellona, con la pessima abitudine pero' di abbaiare la notte. Siamo così cotte che la cosa ci infastidice molto poco.

Tutto pagando come in un ostello ma avendo i servizi di un albergo. Tutto sommato l'esperienza airbnb per ora è positiva, leggendo i commenti dei precedenti avventori si riesce a farsi un'idea abbsatnza precisa di a cosa si va incontro: il nostro appartamento spagnolo era già stato commentato come “puzzolente” a causa del fumo, di Jamila non si sapeva nulla perché mancavano commenti precedenti.

In alcuni casi ho visto che i proprietari lasciano la casa direttamente agli ospiti, andando a vivere altrove per il periodo, in altri affittano solo la stanza extra. In ogni caso un'opportunità in più che abbinata ai voli low cost permette di spostarsi un po' anche ora che i soldi non avanzano sicuramente.

 

There and back again…con ryan air”

Diciamocela, alla fin dei conti non ci possiamo lamentare proprio del servizio ryanair. È stato economico e onesto: quello paghi e quello ti aspetti di avere. i termini di viaggio ci sono e sono scritti abbastanza in grande e chiari, se poi non li rispetti (facendo il furbo con bagagli oversized) sono rapidi come ghepardi delle nevi a farti pagare follie per ogni sgarro, ma se li segui arrivi tranquillamente dove devi andare e ritorno senza sorprese.

Prendiamo il nostro caso: 5 bagagli a mano, tutti nelle dimensioni richieste. Al gate di trieste e di Stansted non li hanno pesati nè infilati nelle gabbiette ma solo guardati un attimo per controllare che fossero plausibili. Il terrore della gabbietta blu, strumento di tortura assimilabile a quelli visti nella torre di Londra, non ci ha nemmeno sfiorato. Siamo partiti con la borsa pieghevole in più nel bagaglio a mano e ovviamente abbiamo sforato con gli acquisti (perché tutti quando vai a Londra ti guardano con aria semi compassionevole annunciando “ah, è molto cara Londra”, ma in realtà con un po' di attenzione riesci a trovare un sacco di cose che costano ben meno che in Italia). Quindi sfodero (non senza un ghigno di soddisfazione) la mia borsa decathlon pieghevole e con grazia e nonchalance offro metà dello spazio a mia sorella &co. Ryanair te lo permette senza alcun problema: carta di credito alla mano vado sul sito e cerco di aggiungere un bagaglio. Sembra facilissimo, clicca qui e lì, scegli la valigia aggiuntiva da 15kg (che vuoi, che non bastino??) aggiungi i dati della carta di credito, fai invio

Voglio far notare che secondo loro la transazione potrebbe o no aver avuto successo. Cioè, che faccio ora??? Riprovo a caricare la pagina e viene lo stesso messaggio di errore ininterrottamente. Cerco in web e scopro che capita in continuazione, di provare un altro browser. Nuovo giro, nuovo browser e in effetti la pagina si apre e controllando il mio boarding scopro che la valigia aggiuntiva non c'è. Ricomincio, metto i dati faccio invio e si impalla la pagina perché dimentico di segnare il mio titolo (come se gliene fregasse a qualcuno se sono maschio, femmina, laureata o sposata. E poi che titolo è master che viene tra le possibilità? Abbiamo letto troppe 50 sfumature?). Terzo tentativo (sfiorando la nevrosi) e nuovamente si impalla la pagina ma stavolta arriva l'email di conferma del cambiamento di tariffa. 30€, valigia aggiunta. Ultima complicazione della missione valigia è la stampa della nuova carta d'imbarco che è OBBLIGATORIA, e sta pure scritto bello in grande sulla ricevuta nell'email, quindi non credete a chi vi spiega sul web che basti mostrare l'iphone o citare strani codici. Noi l'abbiamo stampata da un internet caffè a Kensington dove una signora orientale ci ha fatto usare un computer che non solo aveva visto tempi migliori, ma forse ere migliori, e sulla cui tastiera erano state fatte cose che non voglio nè approfondire nè immaginare. Ma ha fatto il suo sporco (nel vero senso della parola) dovere e per 1.20£ abbiamo avuto la nostra nuova carta d'imbarco stampata. Se non trovate signore orientali compiacenti ci sono vari internet point a Stansted dove stampare per 3£. Non so cosa faccia pagare la ryanair per la stampa ma sospetto sia decisamente peggio. Quindi come dicevamo: chiaro, onesto e pulito. Abbiamo aggiunto il bagaglio, pagato, stampato e spedito. Se riuscite a contenervi negli acquisti (e qui siamo tutti da incolpare: Nico un mega zaino Nike, Paolo delle scarpe e un elicottero (!!!) Giulio un oggetto di ingombro allucinante che funge da cannone ad aria, io nemmeno vi faccio la lista per decenza ma ci sono 2 paia di scarpe e un numero di scatole di thé imbarazzante) risparmiate ovviamente i 30€ + 1.20£ di stampa e una fila decisamente lunga al banco di accettazione. Ma a noi piace vivere pericolosamente. E dopo aver pesato tutto la sera prima di partire, e la mattina dopo aver spostato qualche oggetto da qui a qui (“non vedi che qui si rompe? Metti dentro i liquidi così non abbiamo storie al gate! Giulio infila nella valigia subito quel pettine che hai preso ai London Dungeon che sembra un coltello a serramanico che non voglio storie”) ed aver sempre con nonchalance dato la valigia all'addetto scopriamo che pesa… 15.00kg
No comment
Nella listina degli acquisti ingombranti (e quindi colpevoli dei ritardi di stamattina) non figura mia sorella, che indubbiamente non ha creato alcun inconveniente di questo tipo, ma è riuscita a farci perdere mezzora al controllo bagagli dimenticandosi di togliere una numero imbarazzante di forcine per capelli e costringendo l'addetto praticamente a spogliarla (scarpe, felpa e forcine comprese) e controllarla dettagliatamente passando persino le scarpe vuote nei raggi x. Sospiro di sollievo quando anche le scarpe sono riapparse (alla domanda all'addetta “scusi, le mie scarpe?” Ci è stato risposto “riappariranno da lì, forse”) abbiamo visto che la valigia di Giulio era ferma sul lato del tapisroulant perché andava controllata ulteriormente. La povera addetta continuava a chiedere se avevamo scordato oggetti appuntiti o liquidi, si è persino lanciata nell'ipotesi di una palla di vetro con la neve mentre noi convinte e angeliche scuotevamo la testa. Noi? Liquidi? Ma se siamo viaggiatrici modello!! Mai dimenticherremmo l'ABC del viaggiatore!!!
Dopo 10 min di ricerca ha scovato un contenitore di bagnoschiuma….
Onta, disonore e vergogna…
E consequente corsa al gate perché tra una cosa e l'altra il volo era già boarding e Stanstead è graaaande!

Per la cronaca il bagnoschiuma era intonso perché gettato in valigia dalla suddetta viaggiatrice perfetta (sia chiaro, mia sorella non io!) e lì dimenticato. E ora glielo farò bere. La energizzerà e idraterà internamente, sono sicura le farà del bene.

Quindi tutto sommato e considerato non mi posso lamentare: quel che paghi lo ottieni. Qualsiasi sgarro lo paghi carissimo.

Ultima nota sulla questione ducumenti di viaggio: come vi dicevo nel post precedente mia sorella aveva la carta d'identità cartacea con il timbro per allungare la durata e Giulio il certificato anagrafico di nascita. Sul web si legge di tutto a riguardo: finanzieri sconvolti che rimandavano indietro i malcapitati, bambini abbandonati al gate perché non in regola, scene di pianto. Nel nostro caso a Trieste hanno guardato i documenti di Giulio con evidente sconcerto girandoli e rigiradoli come se mai ne avessero visto prima uno, quello cartaceo non l'ha minimamente considerato. Al gate della ryanair italiana come sopra il documento di Giulio li ha stupiti ma è passato tranquillamente.

Arrivati a Londra al controllo documenti le carte d'identità digitali sono state passate con lettore per i chip, quelle cartacea trascritte con assoluta tranquillità. Al ritorno sempre a Londra nessuno se ne è minimamente interessato, e l'unico momento in cui li hanno guardati era davanti al gate per vedere se i nomi corrispondevano alla carta d'imbarco. Come direbbe Shakespeare

Much ado, about nothing

Se qualcuno si sta chiedendo come al mondo un pettine comprato al London Dungeon può veramente venir scambiato per un coltello a serramanico e quale demente controllore ci cascherebbe prendendo per attentatori i proprietari, vi faccio notare che il suddetto, caduto di tasca a Giulio in metropolitana nella zona del sobborgo di NW londinese dove abitavamo, ha ben che ingannato un ragazzo di colore che si è offerto di comprarlo… E non per pettinarsi… Quando Giulio lo ha aperto di scatto per mostrare che era un pettine si è pure spaventato

 

come ti secco la mela

Il mio essicatore nuovo è qui, e quasi mi dispiace di andare in vacanza e non aver modo di lanciarmici sopra immediatamente. Quindi sono riuscita solo a fare delle semplici fette di mela, giusto per togliermi lo sfizio e portarmi poi via le mele secche da mangiucchiare in areo (alla faccia della Ryanair e i suoi costosissimi spuntini).

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Ho seguito tempi e programmi di Donatella, pubblicati sul blog del biosec

programma P2 per 12h e poi P4 per 4h. Non sono venute croccantissime e asciuttissime ma ammetto di averne tagliate alcune più spesse. E ho scoperto dal primo avvio che c’è un mondo tra il mio vecchio essiccatore e questo. Prima avevo un essiccatore verticale della Rommelsbacher, comprato da mio papà in un momento di follia e mai usato. Dopo anni in fondo a una credenza l’ho rispolverato e non mi dispiaceva per nulla, ma a Carlo serviva un essiccatore tondo per il laboratorio e quindi era la mia occasione per l’upgrade con il biosec.

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Mentre quello vecchio era rumoroso e la ventola girava dal primo momento in cui l’accendevo in poi, il biosec è silenziosissimo e a tratti devi aprirlo per capire se funziona tanto poco si fa sentire. La ventola poi va solo in alcuni momenti, spengnendosi da sola dopo un poco e riprendendo secondo arcani cicli che il suo programma le impone. Lo sportello mi piace da morire: con il magnete per tenerlo chiuso, ci vuole un attimo per aprirlo e controllare senza diventar matti con incastri e consimili.

La forma rettangolare poi è comodissima per riporlo e incastrarlo, perchè piccolo non è, diciamocelo, ma non deve stare necessariamente in cucina. Non so, può adattarsi alla lavanderia, ma anche alla cantina.  Comunque sono già cotta di lui, e la mia lista di ricette da provare cresce a dismisura… Sarà una lunga estate secca ;)

Per ora parto con il mio sacchetto di mele secche, poi al ritorno saranno zucchien a gogò.

Volo ryanair? Ahi ahi ahi ahi ahi!

Citando la storica pubblicità della Alpitour degli anni '80, che stanno riprendendo anche nella versione moderna, ci gettiamo nell'analisi spassionata dell'avventura che è ogni volta prendere un volo con le compagnie low cost.

Incrociando le dita al momento sto bloggando dal volo e non abbiamo avuto alcun problema, ma anche solo prepararsi al viaggio con la ryanair è un'avventura.

Inizi scegliendo la tratta, anche se in alcuni casi la scelta della destinazione è subordinata al costo del volo. Noi ponderavamo una visita in Spagna quando controllando le tariffe abbiamo trovato il volo per Londra ancora scontatissimo e in un attimo abbiamo cambiato destinazione. Via i vestitini leggeri e la paella, benvenuto ombrello e sterline.

Diciamo cmq che spulciando i vari siti di Volagratis e consimili avete visto che la tratta x-y ryanair costa poco e volete prenotarla. Bene, chiudete la finestra del browser e ricominciate tutto da capo direttamente sul sito ryanair, per risparmiarvi la commissione che altimenti si prende il sito che fa da tramite. Non sono follie, ma essendo noi in 5 erano pur sempre 100€ che spendo meglio altrimenti.

Siamo sul sito ryanair? Ok si prenota un volo, sarà facile no? E invece no, perché dietro ogni click c'è una possibile fregatura: vuoi comprare un volo e ti trovi con una tariffa telefonica, un albergo, una macchina a noleggio e una valigia. E quando credi di aver agilmente evitato tutti gli optional, ti viene nuovamente ricordato che l'assicurazione sanitaria aggiuntiva ti garantirà un viaggio tranquillo e un ritorno a casa agevole anche dopo incidenti catastrofici. Ora avete solo una mano libera per cliccare i vari ok (l'altra è impegnata ad effettuare gli scongiuri del caso) ma riuscite a inserire i fati della carta di credito e finalizzare l'acquisto.

Sospiro di sollievo, ormai è fatta, non ci sono preoccupazioni aggiuntive. E invece no! Perché subdola la paura di non essere all'altezza delle rigide norme della ryanair per bagaglio e documenti comincia ad insinuarsi, come la nebbia che riempe man mano la scenografia di un film di paura ambientato nella Londra dell'800. Come novelli architetti, armati di cordella metrica, si comincia a misurare tutto il parco valigie della casa, per poi passare a importunare parenti, amici e condomini per un contenitore qualsiasi che ricada nella misura aurea. Una volta escluso tutto quello di disponibile tra casa e parentado, si passa alla ricerca della valigia da acquistare presso siti web o negozi, perché non è sufficiente che abbia le mitiche misure 20x40x55, la valigia ideale deve anche pesare pochissimo perché al massimo si possono portare 10kg, e se la valigia in sé ne pesa 3 andiamo poco lontano. Considerando poi che la multa per ogni kg di averi in piú è di 20€/$/£ (il tasso di cambio è personalissimo), praticamente il prezzo al chilo del carpaccio di vitello, l'ansia da bilancia è comprensibile ed è paragonabile a quella della famosa prova costume.

Dopo aver letto forum su forum ho scoperto di leggende metropolitane dove viaggiatori incauti vengono abbandonati al gate perché portavano una borsetta oltre al bagaglio regolamentare, o osavano avere un ombrello con sè che non riuscivano a cacciare a forza nella valigia.

Infusa quindi di sacro terrore per l'inserviente Ryanair, dopo aver misurato e pesato qualsiasi contenitore locale ho cominciato la ricerca online, e ho spulciato siti e forum per la famosa valigia perfetta. La scelta alla fine è caduta su uno zaino Cabin max: leggerissimo, con le misure perfette e in ogni caso morbido quindi comprimibile all'occorrenza. Ordinato su ebay, da un venditore che sbandierava una spedizione rapidissima, ho passato i successivi giorni con l'ansia che non arrivasse in tempo studiando piani di riserva. Il piano B era un borsone di decathlon anche lui leggerissimo ma lievemente più grande se riempito alla massima capienza, e in ogni caso meno comodo come trasporto di uno zaino. La storia finisce bene perché i miei due zIni cabin max (violetti) sono arrivati in ampio anticipo e scivolavano nel gabbiotto di prova dell'areoporto senza alcuna difficoltà.

Quindi il bagaglio è risolto: pesato, misurato e lasciato un po' vuoto per far spazio alla borsetta di ordinanza da infilarci dentro all'ultimo secondo, non è piú un pensiero. Beh, circa, perché si vedono sempre persone che corrono a pesare e misurare nuovamente i loro bagagli nonostante l'avessero fatto mezzora prima con la bilancia di casa, nel terrore che una gravità differente aleggi sull'areoporto rispetto alla loro dimora.

Passiamo avanti, a una settimana di distanza al nostro volo la ryanair ci ricorda che dobbiamo partire, che misure deve avere il nostro bagaglio (20-40-55, ormai lo ripetiamo di notte come un mantra) e che dobbiamo fare il check-in online per non incorrere in sanzioni salatissime. Il mitico check-in online, da fare fino a 4h dalla partenza. È il momento in cui si scopre che i documenti di identità, che fino a quel momento vivevano tranquilli nel nostro portafoglio senza venir mai toccati, si smaterializzano gettando nel panico i proprietari. E mentre saltiamo da una stanza all'altra aprendo cassetti e ricostruendo cosa possiamo aver fatto della carta d'identità dall'ultima elezione (unica evenienza in cui ci viene chiesta) i documenti stanno probabilmente ridendo dalla tasca dove li riponiamo sempre e dove non abbiamo pensato di guardare. E anche se non li avete dispersi il timor panico si insinua nuovamente, come un serpente in un nido, se il documento non è standard. Mia sorella ad esempio ha ancora una carta d'identità cartacea, con il timbro che ne allunga la durata a 10 anni dopo i primi 5. E cercando online ci sono persone che asseriscono di essere rimaste a terra perché il personale doganale o quello della linea area si rifiutava di accettarla, tutti conoscono qualcuno che conosce qualcuno a cui qualcuno ha detto che non sono documenti validi. Lo stesso per il documento dei minori: il certificato contestuale di nascita e cittadinanza ha fatto storcere il naso a molti controlli e a sentire i forum centinaia di bambini sono stati abbandonati a terra per questo motivo.

Recuperati i documenti scomparsi, rifatte le carte d'identità sospettose (se c'è tempo, mia sorella se ne è accorta il venerdì sera e non essendoci alcun centro civico aperto il sabato ha dovuto convivere con l'angoscia che non venisse accettato il documento, facendo saltare anche a me il pranzo per l'ansia condivisa) possiamo finire il check in, magari rifacendolo da capo un paio di volte perchè ci abbiamo messo troppo a inserire tutti i numeri (viaggiamo in 5, sono tanti documenti da inserire!) ricominciamo a fare lo slalom tra le offerte di autonoleggio e assicurazione sanitaria opzionale (la valigia no, la sera prima della partenza non te la propongono più per decenza) con la stessa abilità con cui un politico evita le domande post-elezioni, non aggiungiamo valigie in stiva e rinunciamo anche al boarding prioritario e finalmente, con più di un sospiro di sollievo, otteniamo la nostra carta d'imbarco da stampare miracolosamente pagando la stessa cifra che avevamo visto nella pagina iniziale.

Arrivati in areoporto andiamo baldanzosi al controllo documenti (perché il check-in l'abbiamo già fatto con fatica da casa) e rovesciando ipad, telefono e bustina con i liquidi vari nel contenitore facciamo cmq suonare il controllo metalli a causa degli occhiali da sole. Che sono totalmente in plastica. Misteri.

Per accedere al gate dobbiamo passare le famose forche caudine dell'addetto ryanair, pronto a lasciarci a terra al minimo intoppo, che sia la borsa della forma, dimensione o colore sbagliato o semplicemente ci abbia preso in antipatia a sentire alcuni forum. Ma a Ronchi stavolta nemmeno ha degnato di uno sguardo le varie valigie, non ha alzato un sopracciglio guardando i documenti e fondamentalmente se ne è fregata dei passeggeri. Quindi eccoci tutti i fila, pronti a slire sull'aereo. Che non ha posti assegnati, quindi all'apertura del cancello c'è una mezza corsa per i posti, con persone che si precipitano a infilare le loro borse nei contenitori e si gettano nei sedili. Dopo il casino iniziale, e dopo aver trovato faticosamente posto anche al trolley oversized di una signora londinese alticcia, si parte e in volo si viene deliziati da una vasta scelta di stuzzichina che si possono acquistare presso il personale, con prezzi devo essere onesta non oltraggiosi, e nemmeno peggiori del bar dell'areoporto.

Ma il non plus ultra lo si raggiunge con la vendita dei gratta e vinci sponsorizzati: usa gli euro che non ti servono in inghilterra, gratta e vinci meravigliosi premi e gadget ryanair.
E si, se riuscite a leggere in piccolo in effetti mio cognato aveva vinto…un altro gratta e vinci!
Ma nonostante tutta la preparazione e sopratutto prccupazione, il volo è andato benissimo, il personale di bordo gentile, il personale a terra non ha rotto per nulla con le valigie che erano in alcuni casi oversized ma non oltraggiose.
Vedremo il volo di ritorno ;)
 


 

Sognando con le fatine

Un anno fa una delle mie amiche di sempre ha avuto una splendida bimba, bionda con gli occhi azzurri che le assomiglia a tal punto che mi sembra di tornare indietro nel tempo guardandola. Se c’è una bimba per cui avrei voluto fare una coperta è sicuramente lei, ma le cose vanno sempre in modo strano e Giorgia nonl’ha avuta per la nascita nè per il suo primo compleanno, ma a giorni ci sarà il battesimo e quello non me lo sono fatta mancare.

Che stoffe usare? A Vicenza avevo comprato proprio pensando a lei dei sacchetti da Filomania, quelli nei cestoni che le “profane” passando e vedendo la ressa guardano con sospetto e di cui chiedono “ma poi, che ve ne fate?”.

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3 sacchettini erano fin troppo alla fine, ci abbiamo abbinato due tinte unite e abbiamo scelto un modello che sfruttasse al massimo la dimensione dei pezzi che avevamo. Qualche mezzo quadrato dopo…

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Siamo arrivati a giocare con le disposizioni dei blocchi

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L’abbiamo finita. Come sempre abbiamo usato il pile per il retro, bianco per l’occasione e stile minkee. Morbido come una nuvola, e rognoso da quiltare come la panna montata ;)

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Disegno e procedimento li ho filmati, e speranzosamente li vedrete quando torno dalla mia vacanza, intanto vi lascio un breve video.

Che si fa qui?

Si fa, si fa, ma non si blogga purtroppo. Sarà la primavera ma ho poca voglia di scrivere.

Dovrei raccontarvi che ho comprato un nuovo essiccatore (il colpevole è Carlo che ha fregato il mio per portarlo in ufficio ad essiccare il filamento per la stampante 3d, ma caliamo un velo pietoso sul concetto) e ora son orgogliosa proprietaria di un Biosec della Tauro essiccatori, il non plus ultra dell’essicazione italiana, e si capisce anche dal mio album dedicato su pinterest che sono scatenata a raccogliere idee.

 

Che ho cucito una nuova copertina per una bimba speciale, e ho anche filmato un po’ il procedimento quindi ve lo cuccherete a breve.

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Che parto per Londra e a fine mese vado pure a Valencia per un matrimonio, quindi arriveranno foto e altro anche da lì. Ed ho scoperto aribnb e ne sono entusiasta sulla carta (sul monitor!), vedremo dal vivo come va.

Che il gatto Lisert è una delizia e un tormento, ed ora che è primavera è perennemente in cerca di suicidio da caduta dal balcone

Ma prima o poi mi metto, prometto!

;)

Sono solo numeri…

37 sono i miei anni da qualche giorno, 5 i gatti che ho avuto (la Licia, Tigro, Drizzy, la Pisqua e Lisert) ma molti molti altri quelli che sono passati per casa mia e a cui ho trovato sistemazione. 2 le storie importanti della mia vita, ma è più corretto dire 3.

Tante le persone che mi hanno fatto soffrire, 5 le case in cui ho vissuto, 15 i miei tutori stagni: volontari, amici e anche più.

8 gli anni che bloggo, 470,000 visite dice shinystat, 1,144 i post, 4,302 i commenti

960 iscritti al mio canale youtube, 583,478 visualizzazioni, 161 video

14 i pattern che ho su craftsy, il mio primo, la signorina anni ’20 con il cappello, è gratuito ed è stato scaricato 1369 volte. Ne ho visti cuciti 6, e 3 sono delle mie amiche. Se utilizzate i modelli gratuiti di qualcuno fategli il regalo di un commento o una foto quando li prendete.

53 i libri del mio autore preferito, Terry Pratchett, che ho letto, 58 quelli di Stephen King, 415 quelli che ho indicato su anobii

2846 canzoni nel mio itunes per 7gg di ascolto. Ma ascolto solo podcasts

2 le ossa che mi sono rotta nella vita, anche se un mignolo del piede si candida al 3, ma non avendolo radiografato non concorre

7.20 l’ora della sveglia, 3-4 biscotti grancereale al cacao con 1 thè caldo in qualsiasi stagione, poi il resto dei pasti sono casuali.

241 gli amici secondo facebook, ma spesso non so con chi potrei mai parlare

2 le idee di cosplay che mi frullano in testa per Lucca 2013

500gb di HD nel mio portatile, nemmeno 3 liberi. A volte sembra la mia testa, sopratutto la sera

almeno 30 gli smalti per le unghie che possiedo, e non c’è comunque mai il colore che cerco

3 i matrimoni a cui partecipo tra maggio e giugno, di cui uno a 1,700km da qui. 

E alla fine? Dovrei sommare, moltiplicare, dividere poi per i famosi 37? E il risultato?

Se sono fortunata

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ma in fondo, solo solo numeri, inventati dall’uomo per rendere più comprensibile l’esistenza