Germogliamo insieme?

Eccoci qui con la mia ultima mania: i germogli. Andando con ordine cerco di andare a trovare mia zia in Austria almeno una volta all’anno, ed ogni volta torno con una nuova follia. Lei è molto interessata agli alimenti biologici, alle medicine poco “ortodosse”, alle piante strane… Due anni fa sono tornata con la stevia mania, e ancor oggi nel mio thè mattutino metto solo quella, l’anno scorso era la volta della pianta della vita eterna (Jiaogulan). Quest’estate mi sono appropriata di un barattolo per germogliare. Potete comprarne uno online, ma a dire il vero con un po’ di lavoro potete ricavarne uno tagliando il centro di un banale tappo e sostituendolo con della rete di acciaio. O ancor più banalmente fissate un toulle con degli elastici.

Fatto sta che germogliare i propri semini dà un’incredibile soddisfazione, costa poco e dicono siano un alimento iper salubre, quindi restate in ascolto e vediamo se vi convinco come ha fatto mia zia con me…

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Io dopo un po’ di mesi con il brattolo ho deciso di provare a comprarne uno più grande che permetta di usare più tipi di semi alla volta. L’ho comprato al Naturasi ed è della Geo, lo vedete qui. Non mi ricordo con precisione, ma mi pare di averlo pagato sui 25€. Fondamentalmente ve lo sconsiglio: nelle foto vedete una specie di praticello su ogni ripiano, io non ho MAI ottenuto quel risultato. Se lo si monta come da istruzioni i semi si asciugano troppo rapidamente e anche bagnandoli mattina e sera non si riesce a farli germogliare. Sono riuscita ad ottenere qualche risultato togliendo i piccoli divisori (in modo che i ripiani poggino uno sull’altro) e coprendo con un piatto si plastica in modo che non evapori troppo. Credo vada tarato in base al tipo di semi, con quelli grossi come i fagioli il sistema va bene, con quelli molto piccoli che si incollano uno all’altro e restano più bagnati forse si rischiano muffe, sto sperimentando. Ma se andate sul sito degli Sprout people vi perderete tra ricette, mescolanze di sementi, modelli di sprouter…

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Con il barattolo di vetro il sistema è lo stesso ma vanno bagnati e ben sgocciolati due volte al giorno per non fare muffa, considerando che non possono evaporare l’acqua in eccesso.

Se volete comprare un germinatore vi sconsiglio quello della Geo, io mi indirizzerei verso quello che anche gli esperti di Sproutpeople indicano come migliore, l’easy sprouter.

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Lo sta usando anche Roz Savage (che ammiro incredibilmente) mentre rema attraverso l’oceano Indiano… anche questo immagino si possa costruire ma ha due contenitori infilati uno nell’altro con lo spazio per la circolazione dell’aria e per riprodurlo bisognerebbe trovare contenitori adatti… se li incontrate fatemi sapere.

Altrimenti modelli banali da costruirsi sono quelli con il barattolo di vetro con il tappo a rete, o un semplice sacchetto di canapa

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Oppure tenete le vaschette della verdura e seguite le istruzioni di erbaviola o quelle di a growing tradition oppure usate un contenitore per la ricotta come scriccia.

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Per quel che riguarda l’acquisto dei semi potete passare da naturasi o da un supermercato che abbia una buona sezione bio, se siete vicini al confine con Austria o Slovenia come me andate sul facile, ogni supermercato ne ha in abbondanza. Altrimenti dalle agrarie ben fornite, ma cercate di trovare semi espressamente adatti a mangiare come germoglio, vengono testati per alcune malattie trasmissibili come l’epatite (o così leggo, nel caso correggetemi).

Altre info su perchè i germogli sono salubri (e migliori dei semi di partenza) le trovate qui

Ieri mi sono mangiucchiata i germogli di soia (detti fagiolo mungo) e ora attendo quelli di erba cipollina e uno strano misto preso in slovenia e quindi a me intraducibile.

Buoni germogli e fatemi sapere se provate a farli!

Un po’ di tutto

Oggi mi sento molto Martha Stewart, cioè, non ho lavato i pavimenti né le finestre, non stiamo a esagerare qui. Però ho cambiato le lenzuola, fatto una lavatrice, sistemato i piatti, e messo su una focaccia. La focaccia nasce dal solito: devo portare qualcosa, è domenica e non c’è un supermercato aperto. Che si fa con quello che c’è in casa? Verdetto: focaccia con la pancetta. Ah, non dimentichiamo che ho anche pulito i vetri dell’acquario (e credetemi, non è cosa da poco), e mo’ vado a guardare un armadio che potrebbe star bene in camera. E ho anche fatto un po’ di foto arretrate da mostrarvi.

Per la precisione la mia borsetta di halloween, fatta appena uscita da Vicenza e portata per tutta la fine di ottobre. E pure oltre, mica siamo fiscali qui. Il modello è di “Le tricot”, niente sito web ma se volete andarci sta a Luserna s. Giovanni (TO).

Diciamo che le istruzioni mi hanno deluso come (quasi) sempre fanno tutti gli schemi presi a Vicenza e scritti da negozianti. Una foto in copertina e due pagine fotocopiate con istruzioni iper schematiche. Ma con pazienza e mooolta interpretazione ce l’ho fatta, ed ecco il risultato.

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Le stoffe vengono anche da Vicenza, e non smetto di ringraziare Viviana che ha acconsentito a dividerne una nel parcheggio per permettermi di fare la borsa con le mie 3 e la sua quarta che avevano finito allo stand! Il modello è abbastanza semplice, un grande quadrato che viene poi ripiegato a formare la borsa. Dentro una fascia a formare il vero “contenitore”.

E cosa mettere in una borsa di Halloween per renderla bella gonfia per le foto? Ma una rana, obviously. Il passanastro viene anche da Vicenza, un intero rotolo a un euro, tra l’altro è nastro animato ma ho sfilato il fil di ferro per poterlo cucire. Nastrini in tinta per la chiusura e bottoncini a tema per gli angoli.

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La focaccia è quasi pronta, l’odore non è male e se viene bene è un miracolo considerando che si trattava di ingredienti scarabocchiati su un pezzetto di carta e infilati alla meglio nel mio quaderno. Sospetto venga dalla prova del cuoco, ma ben prima che Antonellina se ne andasse per la maternità.

Focaccia “quel che ho in dispensa”

500gr farina
250cc latte o acqua
50gr olio
1cubetto di lievito
150gr pancetta
sale

Impastate, spiaccicatela nella teglia oliata e fatela lievitare 2 ore. Cospargete di sale grosso e un filo d’olio e mettete in forno a 250° per 20 minuti. Non garantisco i tempi, non ci ho proprio guardato ma diventerà bella dorata quando è pronta. La teglia per la cronaca è dell’ikea, io ho aggiunto un po’ di timo perchè ne ho tantissimo in balcone. E se vi affascina Martha Stewart, ha un’app per l’ipad di biscotti…

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Attentato alla dieta

Una carrellata di ricette viste in giro ma non ancora testate da proporvi.

In primo luogo chiedo venia, avevo promesso di tradurre le ricette di Nigella e ancora non l’ho fatto… Quindi cominciamo con lei, e con i goduriosi Choco pots.

  • sciogliere 3/4 di tazza di cioccolata semi amara (lei usa i chocolate chips ma conferma che va bene qualsiasi) con 120gr burro morbido. Lasciar raffreddare
  • A parte montare leggermente 2 uova con 3/4 tazza di zucchero. Aggiungere poi 3 cucchiai di farina
  • Unire al composto il cioccolato e burro ormai raffreddato
  • imburrare i contenitori e riempirli per 3/4
  • forno caldo a circa 200 gradi per 20 min finchè la superficie è crepata, mangiarli caldi.
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  • 340gr burro
  • 340gr cioccolato amaro
  • 6 uova
  • 1 3/4 tazze zucchero super fine
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 1 1/2 tazza farina abbondante
  • 1 cucchiaino sale
  • 1/2 tazza gocce di cioccolata bianca
  • 1/2 tazza gocce di cioccolato al latte

Scaldare il forno a 180 gradi

Sciogliete il cioccolato amaro e il burro (io lo faccio in microonde, ma c’è chi ama farlo sul fuoco). Montare le uova intere con lo zucchero e la vaniglia e aggiungete il composto di cioccolato quando questo si è raffreddato. Unire la farina e il sale e alla fine le gocce di ciocolato.

Mettete in forno in una teglia (30×23) foderata con alluminio per 25 minuti.

Video

YouTube - Nigella Feasts - Chocolate Heaven - triple choc brownies.jpg

Chocolate chocolate-chip muffins

  • 1 3/4 tazze di farina
  • 2 cucchiai lievito e 1/2 cucchiaio bicarbonato di soda
  • 2 cucchiai cacao amaro
  • 3/4 tazza zucchero fine
  • 3/4 tazza gocce di cioccolato semi amare + 1/4 da aggiungere sulla superfice
  • 1 tazza latte
  • 1/3 tazza olio vegetale + 2 cucchiai
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino estratto di vaniglia

Come sempre per i muffin da un lato si mescolano gli ingredienti secchi: farina, lievito, cacao, zucchero, gocce di cioccolato

In un secondo contenitore sbattere gli ingredienti liquidi: latte, olio, estratto di vaniglia, uovo intero

Aggiungere i liquidi al primo contenitore e mescolare giusto il minimo necessario. Mettere in uno stampo da muffin (lei usa i pirottini di carta dentro a uno stampo da muffin) spargere le ultime gocce di cioccolato e infornare per 20 minuti a 200 gradi.

video

YouTube - Nigella Feasts - Comfort Food - Choc chip muffin.jpg

Chocolate heaven: old fashion Choc cake

  • 1 1/2 tazza farina
  • 1 tazza zucchero
  • 1 cucchiaino lievito + 1/2 cucchiaino bicarbonato di soda
  • 2 cucchiaini estratto di vaniglia
  • 2/3 tazza di panna acida
  • 170gr burro morbido
  • 1/3 tazza cacao amaro (se posso dare un consiglio per gli acquisti il cacao amaro dell’Eurospesa è infintamente migliore del perugina)
  • e finalmente 2 uova (lo dice lei nel video!)

Tutto nel miscelatore e in due teglie da 20cm.

Forno caldo a 180* per 30min

Copertura

  • 170gr cioccolata semi amara
  • 85gr burro
  • 1 cucchiaio di sciroppo di glucosio dà la lucentezza (fatto in casa qui)
  • 1 cucciaio di estratto di vaniglia
  • 1/2 tazza panna acida
  • 2 1/2 tazze zucchero a velo

mescolare per ultimo lo zucchero nel mixer e usarlo per coprire le torte.

1/3 tra le due torte, 1/3 sulla superfice della seconda torta e l’ultimo terzo sui bordi. Decorare con fiorellini di zucchero.

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Altre ricette che mi fanno una gran voglia:

Pancake con gocce di cioccolato

Semlor (docle svedese con panna)

Kanelbullensdag proposto dalla mia cara amica di adozione svedese Eleonora

Pane a tartaruga (non c’entra nulla, ma come resistere agli occhiette a uva passa?)

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Profumo di banane—>aggiornato

Miss furbizia, si sa, è facilmente entusiasmabile. Se pensasse più a lungo e si entusiasmasse meno facilmente probabilmente sarebbe davvero furba…. ma sorvoliamo, ormai non la si può più cambiare (scaduta la garanzia, ahimè).

Ultimamente si è appassionata a questa ricetta di pane alle banane reperita su craft.200909181952.jpg

La ricetta chiama 4 banane ulta mature (quelle nere e schifose per capirsi) e la nostra eroina già si chiedeva se lasciarle al sole le facesse maturare prima e si armava di (scarsa) pazienza per attendere la naturale maturazione delle classiche banane che si trovano al supermercato e che sono talmente acerbe da sembrare di plastica.

Ma vicino alla bilancia, a mò di segno divino, ha trovato due confezioni delle suddette in svendita in quanto improponibili alla massaia media. Se ne è appropriata e dopo averne portata una in uffico (vergognandosi a mostrarla in giro effettivamente) mezzoretta fa si è lanciata nell’impresa. Farina di avena (devo finirla!!) e assenza di zenzero come uniche modifiche, il dolce ora è nella macchina del pane, complice una totale diffidenza verso il forno di qui.

La casa fa un vago profumo bananifero… difficilmente descrivibile.

Ora mi chiedo: ma sarà mangiabile un pane alle banane?

AGGIORNAMENTO!

Il sapore non è niente male, appena uscito dalla mdp era asciutto e biscottoso sulla superfice mentre la mattina dopo era decisamente appiccicoso! La mia macchina del pane è della Lidl e l’ha cotto un po’ troppo, penso che l’ideale sia stopparla 5-10 min prima. Non ho messo pero’ gli ingredienti direttamente nella macchina, li ho montati prima con il frullatore. Con la marmellata la mattina era notevole :)