Per favore, mordimi sul collo. Ma fallo con convinzione!

Il sovrannaturale esercita un fascino estremo da sempre, forse per il bisogno di spiegare in qualche modo le cose strane che a volte accadono a volte, o forse è solo il desiderio di un po’ di magia. Nell’ambito del misterioso i vampiri, da sempre hanno un appeal particolare. Mantelli neri, sguardo misterioso e seducente, come resistere?

Ultimamente i vampiri hanno avuto un boom di interesse notevole, li trovi ovunque, ma da brava appassionata di tutto ciò che è fantasy ho deciso di andare alla base. Quindi voilà, vampiri per tutti i gusti dal 1800 ai giorni nostri, e come si sono evoluti.

Se si inizia dal principio non si può dimenticare Bram Stoker, che alla fine del 1800 scrisse il romanzo Dracula. Non inventò nulla, ma si documentò per anni sulla figura di Vlad Tepes Dracul principe di Valacchia.

Da lì ai film il passo è breve: la prima trasposizione è del 1922, in Nosferatu il vampiro. Ma Nosferatu non era decisamente materiale seduttivo, orecchie troppo grandi, e sulla melliflua voce ci può dir poco visto che eravamo ancora nel regno dei film muti. Una curiosità sull’origine del nome Nosferatu: in romeno significa “non ispirato” per evitare i problemi legati ai diritti legali verso gli eredi di Bram Stoker. Fu comunque denunciato per violazione dei diritti d’autore e fu condannato a distruggere tutte le copie del film, ma se ne salvò una, da cui rubiamo questa immagine alquanto topesca.

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Saltellando fino al 1931 arriva Bela Lugosi, con già alle spalle esperienze teatrali draculesche. E qui si comincia a ragionare, un vampiro con uno sguardo decisamente più interessante. E orecchie normali.

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Salto fino al 1958, quando spicca il Dracula di Christopher Lee. Un vampiro sanguinario, ma pare che alla signorina non dispiaccia…

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Christopher Lee interpretò altre volte il nostro vampiro, e negli anni 70 ci fu un primo boom con la prima parodia (Per favore non mordermi su collo) e varie versioni, tra cui un sensuale Dracula con Frank Langella.

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Facciamo un salto e finiamo negli anni 90, come dimenticare “Dracula di Bram Stoker” diretto da Francis Ford Coppola? Personalmente mi piace moltissimo Winona Rider che interpreta Mina, affiancata da Keanu Reeves, Anthony Hopkins e Gary Oldman nei panni del nostro vampiro. Un vampiro che finalmente ha dei sentimenti per la bella Mina, reincarnazione della moglie morta, ma non dimentica di essere un sanguinario mostro assetato di sangue.

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Ma la narrativa si rimette al passo, e Anne Rice piomba nel 1976 sul mercato con la sua colossale saga dei vampiri: impariamo ad amare Lestat, Louis, Arman, Marius, Akasha, e nel 1994 appare il film “Intervista col vampiro” con un cast di eccezione:

Brad Pitt, Tom Cruise, Antonio Banderas e Christian Slater. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Personalmente scelgo Banderas e vi lascio gli altri, Brad Pitt non è particolarmente credibile come vampiro, nemmeno per un vampiro tormentato come Louis… Per inciso i libri sono molto belli, ma Anne Rice ha un po’ perso la testa verso la fine e nemmeno io ce l’ho fatta a leggere gli ultimi incentrati sulla figura di Gesù. Consiglio invece la saga delle strege di Mayfair.

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Nel 2004 troviamo Van Helsing, incentrato sulla figura del cacciatore di vampiri, interpretato da Hugh Jackman (che mi piace ancora di più dopo averlo visto in X-man e Australia). E qui c’è la fregatura, il sex symbol non è più il vampiro ma il cacciatore… lo stesso per Blade, con un notevole Wesley Snipes ad accoppare i nostri beneamini in un tripudio di schizzi di sangue da far impressione.

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Siamo impazziti? L’ammazza vampiri che risulta più affascinante dei nostri beneamini?Cosa ci ha portato a questo? I vampiri mollicci delle serie tv, di cui tra poco andrò a disquisire, insieme anche ad Edward di Twilight: Ok, è palliduzzo ed emaciato, ha un po’ lo sguardo tenebroso ma…va a scuola?? di giorno?? E può procreare con un’umana? Poco convincente.

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True Blood: anche qui un rapporto di amore e sesso (mooolto sesso) tra umana e vampiro. Lui è tormentato, fin troppo a volte visto che da un personaggio che ha vissuto oltre 100 anni non ti aspetti crisi di gelosia e di insicurezza continue. Anche qui acquasanta, crocefissi e aglio sono cliché  sorpassati, li turba solo il paletto nel cuore e l’argento, e il nostro vampiro Bill sopporta persino una passeggiata sotto il sole di mezzogiorno per cercare di salvare la sua bella. Che per inciso si salva da sola decapitando il suo assalitore con una vanga. Notevole sfoggio di inutile galanteria. A suo favore delle belle zanne (che pero’ un qualsiasi dentista confermerebbe essere incisivi laterali e non canini, ma non sottilizziamo) e un gusto retrò per le basette lunghe.

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Anche in questo caso partiamo da un libro, che per inciso è ben diverso dalla serie visto che nel primo romanzo il personaggio di Tara (che occupa un terzo delle riprese) non esiste proprio, forse appare più avanti, non lo so e dubito prenderò i libri successivi.

Mi dimenticavo di Buffy!! Anche qui vampiro lui e ammazzavampiri lei: amore e sesso (meno sesso, siamo in fascia protetta) e storia tormentatissima. E dopo ci finiscono dentro licantropi (accoppiata vincente con i vampiri) e streghe. 8 serie di tira e molla tra il bellissimo Angel e Buffy, che alla fine scopre il suo vero amore per un altro… vampiro.

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Blood ties? Vampiro Henry ed ex poliziotta. E indovinate? Lui si innamora di lei che in un tira e molla continuo preferisce un ex collega. Alla faccia del fascino vampiresco. Sigh

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Ok, chiudo, chiudo… avevo ancora Being human, con Mitchell, che (guarda un po’) ha come amico un licantropo ed è tormentato perchè non beve più sangue, gira di giorno con gli occhiali da sole ma non può esser fotografato nè visto in uno specchio.

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E ho scoperto proprio ora che esiste una serie di nome Moonlight, con un vampiro Mick che si ciba di cadaveri (?!) e che si innamora di un’umana (ma dai, ma dai!). Mi era sfuggita, vi farò sapere.

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Riassumendo: secondo me i vampiri televisivi stanno perdendo il loro fascino. Partivano essendo dei veri duri, tenebrosi e affascinanti pronti a uccidere le loro vittime senza farsi alcuno scrupolo. Si trasformavano in pipistrelli sovente, e vagavano solo col favore della notte richiamando a sè le proprie vittime (donne e possibilmente vergini, grazie).

Pian piano hanno recuperato una coscienza e si sono trasformati in tappetini per i piedi, innamorati di donne umane che molto spesso hanno ben più palle di loro (scusate ma ci vuole) e tormentati dall’essere nell’animo crudeli succhiasangue che desiderano pero’ affittare casette a schiera, girare di giorno andando persino a scuola, e guadagnarsi da vivere con un lavoro onesto. E mangiano: sangue sintentico, sangue animale, sangue di deceduti, passaggio alla banca del sangue, nulla nel peggiore dei casi. Ah, non dimentichiamo di buttarci un licantropo, ci sta sempre bene.

Ah, pare che con l’unica eccezione di Tom Cruise non esistano vampiri biondi, almeno non protagonisti biondi. E non esistono protagonisti femminili…

Mi mancano i vampiri di una volta…