Eeeeeeek!

intanto spieghiamo il titolo: trattasi di ultrasuono prodotto da:

  • infanti che vogliono attirare l’attenzione
  • pipistrelli
  • donne emozionate per qualcosa

Io rientro nell’ultima categoria (nonostante l’età mentale spesso ridottissima e il carattere pipistrellesco), perchè ho appena caricato le ultime due scarpe della mia serie e ho visto che sono nella pagina dei modelli trending della mia categoria!!!! Eeeeeeeek!

Se andate in pattern-quilting sono lì, al 10° posto, e per di più con la scarpa che meno mi piaceva, la zeppa che mi convinceva meno delle altre ma che ho inserito per completezza.

Quilting patterns from independent designers-1.jpg

scendi scendi…

Quilting patterns from independent designers-2.jpg

Eeeeeek!!!

Ok, la smetto ;) Come dicevo ho caricato le ultime due scarpe, una ballerina vezzosa (io l’ho fatta in turchese, ma me la vedo bene anche a pois) e un peep toe che ho disegnato tra i primi ed è probabilmente il mio modello preferito.

Ora si volta pagina e basta scarpe (almeno per ora!), sto studiando di cambiare argomento ma restare sul femminile. Vorrei partecipare al concorso di Hobby donna (nonostante l’esperienza deludente della volta scorsa) e sono in cerca di un’idea geniale.

peep2.jpg bassequilt.jpg

Baci!

TABABOM-ER’S

Sembra il rumore che fa qualcosa che cade, o forse una caramella che frizza, invece è l’acronimo del gruppo di paper piecer che sta realizzando il progetto dello Hobbit: There And Back Again Block Of the Month.

Siamo al secondo mese, e stavolta il blocco era davvero impegnativo.

Il primo mese è andato benissimo, con Gandalf che si avvicina alla casa di Bilbo. Questo è il mio, ma sul gruppo di flickr potete vederne molte versioni e controllare anche sulla pagina di Fandom in stitches quando vengono pubblicate le foto. E ovviamente scaricarvi il modello gratuito!
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Il secondo mese invece vede l’arrivo dei nani da Bilbo, ed eccoli appendere i loro mantelli variopinti all’attaccapanni. 14 mantelli: 13 a dimensione nano, e uno di Gandalf. Qui c’è la mia versione, e lo so, è pieno di errori e disgrazie ma l’averla scucita quattro o cinque volte non ha aiutato. Vedete forse degli errori anche nei colori oltre alle cuciture? Tipo i due mantelli gialli? Non è un’errore, è una scelta personale di rappresentare una storia poco conosciuta della saga del Signore degli Anelli. Molto poco conosciuta ;)

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La storia della nonnina di Bifur e Bofur.

La nonnina si dedicava a cucire vestiti per tutti i nipotini (si deve ricordare che i nani possono superare i 250 anni, quindi lo stuolo di nipotini era davvero considerevole) e instancabile rattoppava mantelli e calzoni. Ma la sua vera passione era il patchwork, nonostante non avesse mai molte occasioni per giocare con le stoffe colorate. Ogni volta che cercava di realizzare un pezzetto della sua coperta patchwork, qualcuno dei nipoti correva a chiederle un aiuto e doveva mettere tutto da parte nuovamente. Un giorno Bifur e Bofur vennero da lei come sempre di corsa, chiedendole di sistemare i loro mantelli per la partenza. “Sarà una grande avventura, attraverseremo i boschi, lotteremo e incontreremo un drago! E alla fine del cammino ci aspetta un immenso tesoro, ti porteremo un regalo ma devi aiutarci con i mantelli, sono tutti rovinati e non possiamo partire così.” disse Bofur. La nonnina annuì, guardando tristemente la pila di pezzetti di stoffa colorata che voleva cucire, e mentre poggiava il suo lavoro per l’ennesima volta sentì la voce di Bifur che si allontanava “Ci servono pronti per domani mattina presto, partiremo con le prime luci dell’alba. Ma tanto non avevi nulla da fare stasera, vero?”.
La nonnina si innervosì, “Nulla da fare? Pronto per l’alba di domani? Ora insegnerò io un po’ di buona educazione a quei ragazzi.” E così si mise a cucire, ma scambiò le stoffe dei cappucci, mettendo la stoffa giallo scura di Bifur sul mantello di un pallido giallo di Bofur e viceversa. Alla fine della serata era molto soddisfatta del suo lavoro, un suo piccolo pezzo di patchwork che avrebbe condiviso le grandi avvenute dei nipoti.
Piegò per bene i mantelli e infilò un biglietto nella tasca di Bofur, e poggiò l’involto fuori dalla porta dove i ragazzi sarebbero venuti a ritirarlo alla mattina. Soddisfatta, ormai a notte fonda, andò a dormire.
La mattina dopo, ma potremmo dire che era ancora notte, dato che all’orizzonte si distingueva appena un lieve lucore, i due nani infreddoliti si fermarono davanti alla casa. “Ecco i mantelli, ti dicevo che la nonnina li avrebbe preparati in tempo” esclamò Bofur. Alla pallida luce dell’alba li infilarono, si calcarono bene i cappucci per combattere l’umidità e si incamminarono. Dopo molte ore decisero di fermarsi per il pranzo, e scostandosi il cappuccio dal viso Bofur propose di stendere i mantelli al sole per approfittare del sole pomeridiano per asciugare la rugiada che vi si era depositata durante le ore di cammino. Ma appena stesi i mantelli si accorsero che qualcosa non tornava. I cappucci erano invertiti, e Bifur cominciò a battere i piedi per terra strappandosi i peli della barba.
“Accidenti! Ma come ha fatto a non accorgersene? Sembreremo degli accattoni combinati così! Nemmeno il mio servo più miserabile ha i vestiti rattoppati con colori diversi, tutti gli altri ci rideranno dietro!”
Bofur invece, accarezzandosi la barba, meditava, e passando una mano sulla stoffa del mantello sentì lo scricchiolio di un pezzo di carta nella tasca interna.
Miei cari nipoti” lesse “è notte fonda e ho appena finito i vostri mantelli. Forse ci sarà qualche errore nelle cuciture ma come ben sapete ormai sono anziana e a volte la mia vista non è più così buona. Ma l’udito è ancora ottimo, e ragiono altrettanto bene. Se troverete qualche difetto nei mantelli ricordatevi che è importante rispettare il lavoro e il tempo degli altri, anche quando questi sono dati per scontati. E se i mantelli vi sembrano strani pensate che in questo modo ognuno di voi porterà sempre con sé un pezzetto dell’altro, e spero che questo vi renderà più saggi. Vi aspetto al vostro ritorno, buon viaggio. Nonnina
E per tutta la loro fantastica avventura Bifur e Bofur portarono ognuno un pezzo del mantello dell’altro, e alle domande degli altri nani sul perché avessero mantelli così strani rispondevano che era per tenere sempre a mente l’importanza dell’umiltà.

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Paper piecing, questo sconosciuto

E alla fine ce l’ho fatta. Come per ogni film davvero sofferto, sul pavimento della camera di regia sono rimaste ore di filmati inutilizzabili (lo so, lo so che è tutto digitale ma resta un’immagine affascinante).

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Il modello che realizzo durante il video è questo, scaricabile dal sito di Ule Lenze

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L’ho scelto perché è semplice e formato da un’unica sezione ma ha comunque un suo perché (tutti riescono trovare come utilizzare un cuore, insomma!).

La prima volta stampatelo al 100%, scegliete poi due stoffe di cotone leggero (come quelle americane da patchwork) e seguite il video.


Altri prodotti e siti segnalati durante il video: Quilts with style Ule LenzeFandom in stitches (per il modello di Gandalf)
Add a quarter (il magico righellino)Claudia’s Quilts (per il modello dell’albero)Paper panache Silver linings (se vi sentite davvero coraggiose)

Commenti please!!!!!!!

e un po’ più in là volea volare…

L’uselino tutto giallo :)

Come promesso la settimana scorsa, stavolta abbiamo a che fare con la bestiaccia gialla, quella con l’aria molto arrabbiata che riesce ad aumentare la velocità se lo tocchiamo. Niente occhiaie per lui, a quanto pare non fa le notti in bianco ma si dedica alla velocità estrema, da cui il nome “turbo bird“)

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In compenso, avrebbe bisogno di un buon estetista per le sopracciglia…

Ma bando alle ciance (o ciando alle bande come dice bluebeam), ecco la mia versione.

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Secondo me si potrebbero inserire nella cucitura alla sommità del capo dei fili di lana nera per fare il ciuffetto, avrei provato a farlo ma non ne avevo a casa purtroppo. Lo sguardo arrabbiato comunque è inconfondibile. Il modello lo potete scaricare qui, e devo fare un appunto.

Ho chiesto durante i TTMT e CDC le vostre preferenze in fatto di modelli, se stile bianco e nero o colorato. Ho sentito varie risposte nel video inglese (insomma, tutte timide le italiane?) e molti apprezzano quelli colorati ma c’è anche chi preferisce quelli monocromi sia per chiarezza sia per risparmiare la cartuccia colorata. Personalmente ho avuto qualche difficoltà con quelli colorati, dove i pezzi sono davvero piccoli mi sono confusa e ho sbagliato stoffa (argh). Quindi questa volta ho messo entrambe le possibilità. Se lo fate ditemi quale preferite, io di gran lunga quella bianca e nera che dà i margini di ogni pezzo e non fa confondere i colori. Ho anche aggiornato il modello di quello blu, e modificherò anche quello rosso a breve.

Buon divertimento e fatemi sapere se lo cucite!
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PS: il video del tutorial paper piecing è filmato, nei prossimi giorni lo edito, tranquille :)

Flying geese tutorial

Come sempre i flying geese sono uno dei blocchi più apprezzati, molto versatili e divertenti. Oltre al normale bordo si possono realizzare anche quilt di sole ochette, come in questi esempi.

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Qualche tempo fa avevo messo un video che spiegava come realizzarle rapidamente usando un righello realizzato da Eleanor Burns.

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Ma se giustamente non l’avete, vi abbiamo girato un secondo video che utilizza solo il righello standard, e crea 4 oche in un solo colpo. Buona visione :)